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sabato 23 maggio 2026

Vivere nei piccoli centri

Strade deserte

 Il comune di Contessa Entellina, o di Campofiorito o di qualunque piccolo centro è molte cose insieme. E’ una comunità di persone che tendenzialmente non si sono scelte nel convivere in uno stesso luogo, ma che devono vivere all’interno dello stesso ambito umano, ambito sociale. Essi, come tutti i cittadini della Repubblica, e come quelli di tutti i paesi del mondo, sono chiamati a condividere le regole dello Stato (la Costituzione Repubblicana, le leggi ed i regolamenti)  e sopratutto i punti di vista molto diversi che sorgono, crescono e poi si affermano all’interno della “comunità “.  Non significa che ogni opinione va condivisa, però il punto di vista maggioritario seppure non condiviso va rispettato. Non vi è dubbio, che nell’ambito societario,  spesso può insorgere un tasso di litigiosità più o meno elevato, che comunque la Costituzione repubblicana ammette e consente purché il tutto si svolga nell’ambito delle precise regole democratiche

I piccoli comuni (sotto i 5.000
abitanti) affrontano criticità
strutturali molto più gravose
 rispetto alle grandi città
. Le
principali difficoltà includono
la 
carenza cronica di
personale
 qualificato, la 
scarsità di risorse finanziarie,
l'isolamento dai servizi
essenziali e la difficoltà nel
gestire la burocrazia.

La carenza di lavoro e il
progressivo ritiro di servizi pubblici
 o privati (sportelli bancari,
trasporti, uffici postali) accellerano
 l'abbandono, in particolare dei
giovani, lasciando comunità
con un'alta percentuale di anziani.



Ma si commetterebbe un errore a pensare che i contrasti, i punti di vista divergenti  riguardino solo opinioni o obiettivi socio-politici divergenti. In realtà la ragione profonda di molti punti di vista divergenti, all’interno di tutte le comunità  umane, ristrette o ampie, è legata a questioni di rispetto, di riconoscimento, di equità, persino di responsabilità verso gli altri, assieme -ovviamente- a obiettivi e visioni politiche, seppure tutte democratiche e però  divergenti.

A osservarli bene, i piccolo comuni (ma a maggior ragione i grandi) non sono altro che esempi del perché i governi nazionali  facciano fatica a gestire le spinte provenienti dai cittadini e dai diversi elettorati, oltre che dai partiti e dai sindacati. E però, proprio in quella fatica di puntare alla convergenza, sta la grande bontà della democrazia.

Non c’è dubbio che un sindaco di un piccolo comune come e’ Contessa Entellina, Campofiorito, o anche Bisacquino, non è paragonabile a un primo ministro, ma certamente tra i suoi compiti c'è, oltre al raggiungimento del consenso, anche quello di trovare soluzioni che mettano d'accordo le parti sociali (categorie sociali, organizzazioni culturali, organizzazioni varie). Per questo anche un piccolo comune potrebbe essere considerato come un vero e proprio asset, basti pensare alla questione dell'evoluzione energetica: le scelte, ogni scelta politica,  può essere strategica non solo per la realtà locale, ma anche per il Paese. E questo vale per altri aspetti come la sostenibilità, la tutela del lavoro, la capacità di visione per il domani.


E ora, ai nostri giorni, c'è anche la sfida tech, e l'Intelligenza artificiale può essere un alleato per ottimizzare la gestione, a patto che venga governata, guidata e condivisa. Altrimenti questa rischia di diventare anche un'ulteriore fronte di scontro sociale.


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