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domenica 3 maggio 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Gli Atti degli Apostoli, scritti
da Luca come seconda parte
della sua opera (continuazione
del Vangelo), presenta una
visione unica del tempo e
dell'escatologia, definita come
 "escatologia realizzata"
o "tempo della Chiesa".
Invece di attendere una
fine imminente
del mondo, Luca focalizza
l'attenzione sulla 
diffusione
della Parola
 e sulla missione.




Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Tempo ed escatologia. 

Nel prologo degli Atti viene posta una questione di cronologia da parte degli apostoli a Gesù risorto; gli chiedono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituisci il regno per Israele?" (1,6). E' una domanda che richiama le aspettative dei due discepoli di Emmaus: "Speravamo che fosse lui quello che deve riscattare Israele" (Le 24,21), aspettative che a loro parevano frustrate dal fatto che Gesù fosse ormai morto da tre giorni. Però, ora che Gesù è risorto, si riaccendono, e il desiderio è che la realizzazione sia immediata. Non solo i discepoli nutrivano tali pensieri, anche i contemporanei, che già avevano tempestato Gesù di domande sul momento del compimento del Regno, durante la sua missione (Le 17,20: "Quando viene il Regno di Dio?") e, allorché Gesù era vicino a Gerusalemme, "credevano - dice Luca (19,11) - che il regno di Dio dovesse manifestarsi subito". Ma Gesù ogni volta rifiuta di fornire indicazioni cronologicamente precise e cerca di correggere il punto di vista degli interlocutori.


Negli Atti risponde agli apostoli: "Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha posto in suo potere, ma riceverete potenza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino alle estremità della terra" (1,7-8). Gesù sposta l'attenzione dalla scansione dei tempi, che è nelle mani di Dio, ai compiti di testimonianza che toccano agli apostoli e che li porteranno a percorrere tutto il mondo: dai tempi l'interesse passa ai luoghi e alle azioni; così come, da Israele, l'interesse passa ai popoli di tutta la terra. 

Nel Vangelo la risposta alla domanda "Quando viene il Regno di Dio?" era stata: "Il Regno di Dio non viene in modo che lo si possa notare; non diranno: Eccolo qui o là. Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi (o: in mezzo a voi)" (Lc 17,20-21). E, per controbattere le attese che il Regno dovesse manifestarsi subito, Gesù aveva raccontato la parabola delle mine (Lc 19,12-27), dove si parla di un padrone, un futuro re, che se ne va lontano per ricevere il titolo regale, e lascia ai servi l'impegno di far fruttare il denaro assegnato a ciascuno. In questi casi Gesù parla di un Regno che è già presente e che comporta un impegno quotidiano di servizio da parte dei credenti: il messaggio, quindi, è simile a quello degli Atti.


In modo analogo taluni interpretano anche il discorso escatologico di Lc 21, che prende le mosse da una domanda della gente a proposito della distruzione del tempio, un evento sentito come collegato con l'instaurazione del Regno e coi tempi messianici: "Quando accadranno queste cose e quale sarà il segno che stanno per accadere?" (21,7). Gesù nella sua risposta annuncia soprattutto persecuzioni e necessità di testimoniare, e dà come segni la caduta di Gerusalemme e i segni cosmici che accompagnano, secondo i profeti, la venuta del Figlio dell'uomo; invita insistentemente a vegliare, pregare e resistere; assicura però anche l'assistenza dello Spirito e la salvezza (21,8-36). 

Le vicende narrate negli Atti sviluppano di fatto molte delle predizioni: il tema delle persecuzioni, che è una costante in tutta la missione degli apostoli.

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Durkheim, sociologo e filosofo francese. Ritiene la funzione della religione come fattore di integrazione dell’individuo con la società e forza coesiva. La religione è interpretata come un’importante forma di integrazione sociale. Il singolo si identifica nel gruppo, e viceversa. Afferma Durkheim: “Se la religione ha generato quanto c’è di essenziale nella società, e’ perché l’idea di società è l’anima della religione”.

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