StatCounter

sabato 2 maggio 2026

La Sicilia di ieri

La giustizia nella Costituzione
italiana (Titolo IV, artt. 101-113)
è amministrata in nome del
popolo, con magistrati soggetti
soltanto alla legge, autonomi e
indipendenti da altri poteri
. Il 
giusto processo (art. 111)
assicura contraddittorio,
parità e durata ragionevole,
mentre la 
Corte
Costituzionale
 garantisce
la legittimità costituzionale
delle legge.



Appunti dal diario

  Uno dei valori cardini di certe aree siciliane, fino a poche decine di anni fa, era l’omertà. Molti processi giudiziari intentati a certi personaggi non raggiungevano il fine della “giustizia”  in quanto l’imputato, il testimone e in qualche caso, la stessa parte lesa, per ragioni culturali, piuttosto che attenersi alle regole della verità dei fatti assumevano un comportamento omertoso.

   Molti anni fa e’ capitato di dover partecipare, nella veste di giudice popolare, allo svolgimento di alcuni processi. Capito’ di dover assistere allo svolgimento di tante dichiarazioni di “non so”, “non ricordo”. 

Si coglieva, nel contesto di un luogo destinato alla ricerca della verità, una realtà di gente come fosse fuori dal mondo.

 Erano gli anni della Sicilia omertosa.

 L’omertà in Sicilia è stata fino a non molti anni fa una forma di silenzio complice, radicata nella cultura mafiosa, che impediva la denuncia di crimini e colpevoli, proteggendo per questa via gli interessi mafiosi. La  "legge del silenzio" si basava sul terrore e sulla sfiducia nelle istituzioni, trasformando la mancata collaborazione in un codice d'onore distorto, noto come "farsi uomo"

(Segue)

   

 

Nessun commento:

Posta un commento