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mercoledì 20 maggio 2026

Contessa Entellina si svuota

 Chi ha superato i cinquant’anni/sessant’anni ed oltre,  e vive a Contessa ha ricordi dei compagni di scuola elementare, anzi conserva foto di gruppo delle classi dalla prima alla quinta classe. 

  In prima elementare, e’ il ricordo di chi scrive,  la classe maschile era composta da sessanta ragazzi e il maestro era Pasquale Caruso. In quinta, nell’arco di appena quattro/cinque anni il numero dei componenti della classe si era ridotta, non in quanto era avvenuta una selezione. No! In quel finire degli anni cinquanta era accaduto che l’emigrazione di intere famiglie aveva iniziato a svuotare Contessa. In classe quinta maschile ci ritrovammo infatti in appena tredici (13) ragazzi col maestro Di Lorenzo, un insegnante di Piana degli Albanesi.

Le aree interne della
Sicilia subiscono da
decenni un forte
spopolamento

L'entroterra racchiude
diversi borghi fantasma
disabitati, spesso
abbandonati a causa di
calamità naturali, crisi
delle attività  o
migrazioni di massa
verso le coste e il Nord
Italia

  La scuola media, all’inizio degli anni sessanta fu istituita col primo governo di centro-sinistra, voluto dal partito socialista allora guidato da Pietro Nenni. Ma questa sarà un’altra Storia. E avremo tempo per riflettere quanto sul piano umano-sociale accadeva, in quell’inizio degli anni sessanta.

 Ricordiamo, per intanto, che l’emigrazione ha fatto sì che oggi degli antichi sessanta ragazzi maschili della prima elementare, tutti immortalati in una foto col maestro Pasqualino, a Contessa siamo rimasti appena quattro anzianotti/pensionati. Certo di alcuni sappiamo che sono deceduti, ma in tanti oggi vivono in Australia, in Venezuela, in Germania, in Svizzera, persino in Spagna e in Argentina.

 Perché sul blog questa evocazione? 

Perché ne’ i governi italiani, ne’ gli amministratori meridionali si sono mai posti fra gli obiettivi la ri-vitalizzazione del nostro Mezzogiorno. Certo, i tanti Belfiore, Di Martino, etc., sindaci del Belice nel periodo post-sisma ‘68, si posero innanzi il quadro di rinascita e trovarono ascolto al livello governativo mobilitando la popolazione. E frenarono per alcuni decenni il fenomeno migratorio. E poi ? Venuti meno i Di Martino, i Belfiore, i Montalbano etc. che possedevano “visione politica” è venuta meno la mobilitazione sociale della Valle, che aveva mostrato una realtà umana arretratissima della Sicilia anni sessanta, e senza quei “politici” tutto si è bloccato, o meglio normalizzato ai tempi della Sicilia di sempre. Oggi siamo ai politicanti che chiedono, ed ottengono finanziamenti dai livelli di potere superiore, per festeggiare il nulla piuttosto che agevolare i servizi di crescita  sociale ed economica. I politici dei nostri giorni (nella gran parte, ovviamente non tutti) puntano a promuovere la loro figura proponendo alle piazze cantanti, palchi, sfilate e irragionevolezze in una zona, l’interno dell’Isola,  che annualmente perde giovani con titoli di studio che vanno nel Nord del Paese e nel contesto UE.

(Segue)

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Su questa pagina vorremmo risvegliare il senso della civica dignità, contro le offese che arrivano dallo sperpero del denaro pubblico.

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