Previdenza
| Ezio Cigna (responsabile previdenza della CGIL Nazionale), denuncia come le riforme recenti e i meccanismi di adeguamento stiano rendendo il traguardo pensionistico sempre più difficile da raggiungere per i lavoratori. |
-revisione delle aliquote di rendimento,
-allungamento delle finestre mobili
-e aumento dei requisiti legati alla speranza di vita
rischia di produrre un doppio effetto: pensioni più basse e uscita dal lavoro più tardiva. La platea coinvolta, secondo le stime riportate nello studio, potrebbe arrivare a oltre 730 mila lavoratrici e lavoratori entro il 2043, mentre il taglio complessivo stimato nel periodo 2024-2043 supera i 32 miliardi di euro lordi.
Cigna analizza frequentemente, sistematicamente, gli impatti delle riforme pensionistiche del governo, criticando duramente la stretta sui requisiti di uscita.
Secondo le sue analisi, nel 2023 le misure di flessibilità (come Opzione Donna e Quota 103) hanno permesso a oltre 36.000 persone di andare in pensione, ma le politiche del governo Meloni hanno poi eliminato gran parte di queste possibilità, descrivendo la pensione anticipata come un "miraggio".
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