Cosa avviene
| Taiwan è l'epicentro delle tensioni globali tra Stati Uniti e Cina. Pechino la considera una provincia ribelle da annettere, mentre Washington finora la tutelata come baluardo democratico e scudo strategico nel Pacifico. L'isola è insostituibile per l'economia mondiale poiché produce la stragrande maggioranza dei microchip più avanzati. |
I media mondiali cominciano a immaginare, ipotizzare, …. che l’Isola, Taiwan, prospiciente alla Cina potrebbe avere i giorni, o al massimo i mesi contati. Il grande vicino manifesta giorno dopo giorno irrequietezza rispetto a quest’Isola recalcitrante a sottomettersi al governo della presunta “madre-patria”.
L’indipendenza del piccolo Paese di 23 milioni di abitanti, viene messa in discussione dalla Cina continentale e dall’intenzione Usa di bloccare le forniture di armi o dalla stessa dottrina che da oltre mezzo secolo, nella sua «ambiguità strategica» – indipendenza non riconosciuta e non sostenuta formalmente, ma materialmente sì – ha finora protetto il piccolo Paese di 23 milioni di abitanti.
Piccolo Stato, ma ventunesimo al mondo per Pil e superpotenza tecnologica del pianeta col dominio – il 90% della produzione mondiale – nel settore decisivo dei semiconduttori avanzati (e il 50% in quelli meno avanzati).
Il recente incontro tra Xi Jinping e Trump ha gettato qualche ombra sullo scudo protettivo americano per Taiwan, sempre garantito dal dopo-seconda guerra mondiale da tutti i presidenti americani. L’esempio ucraino di un conflitto militare asimmetrico, in cui i rapporti di forza sono sbilanciati ma il confronto sul campo si rivela molto più ostico del previsto per la superpotenza russa che attacca/aggredisce, lascia immaginare che anche per Taiwan non è detto che la prepotenza dei “grandi” possa sempre avere la meglio. Taiwan è una democrazia luminosa, e la sua capacità di resistere ai cinesi totalitaristi prima e dopo il loro assalto risiede anzitutto in questo patrimonio, nella capacità di rappresentare i suoi cittadini.
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