Gli sperperi qualificano le classi dirigenti.
| Le amministrazioni del Meridione sono spesso finite al centro delle polemiche per l'impiego di fondi pubblici in sagre e feste patronali, risorse che talvolta avrebbero potuto mitigare emergenze strutturali. Se da un lato gli enti locali difendono queste manifestazioni come strumenti di promozione turistica e di tutela delle tradizioni identitarie, dall'altro si contesta la mancanza di un ritorno economico o culturale tangibile. Il dibattito si divide tra: Chi accusa: Sottolinea come spesso dietro l'etichetta di "evento culturale" si nascondano kermesse prive di messaggi di reale crescita sociale, organizzate principalmente per logiche di consenso elettorale o clientelare. Chi difende: Evidenzia come le feste rappresentino un collante per le comunità locali e un'occasione di micro-economia fondamentale per gli operatori del settore, come le piccole imprese di artigiani, le bande musicali e i lavoratori dello spettacolo. |
Se i tantissimi contessioti, siciliani, meridionali emigrati, dagli anni sessanta del Novecento contribuissero a ciò, tornarnando a vivere il pensionamento nella terra d’origine, potremmo forse dire di essere passati da semplici spettatori del tempo che scorre ad autori, promotori o comunque collaboratori del mondo che sempre cambia e la nostra comunità, come pure il nostro Meridione, sarebbe cambiato grazie pure all’apporto e alle esperienze di tanti pensionati/rientranti.
Essere contemporanei, da unita’ attive o da pensionati, non significa inseguire il tempo che scorre ma sforzarsi ad orientare il corso delle cose che si vanno vivendo. E … a Contessa -purtroppo- nessuno orienta nulla, tutti viviamo il tempo che scorre. E di certo non orienta e non arricchisce nessuno culturalmente quello sperpero del denaro pubblico e privato nelle occasione di ricorrenze locali che non recano mai messaggi positivi.
Le risorse non finalizzate a rimuovere il persistente divario infrastrutturale, l'inefficienza della pubblica amministrazione e la carenza di capitale sociale ostacolano la piena valorizzazione delle risorse pubbliche e private nel Mezzogiorno. Pertanto si definiscono sprechi.
Notiamo tutti che il flusso di ingenti capitali, finanziamenti, etc., che rappresenta la spesa per interventi nel nostro Mezzogiorno spesso, frequentemente, si disperde in iniziative a pioggia o ad impronta assistenziale invece di generare crescita strutturale o occupazione qualificata e sopratutto duratura.
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