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martedì 26 maggio 2026

Denaro pubblico

 Gli sperperi qualificano le classi dirigenti.

Le amministrazioni del Meridione
sono spesso finite al centro delle
polemiche per l'impiego di fondi
pubblici in sagre e feste patronali,
 risorse che talvolta avrebbero
potuto mitigare emergenze
strutturali.
Se da un lato gli enti locali
difendono queste manifestazioni
come strumenti di promozione
turistica e di tutela delle tradizioni
identitarie, dall'altro si contesta
la mancanza di un ritorno
economico o culturale tangibile.
Il dibattito si divide tra:
Chi accusa: Sottolinea come spesso
dietro l'etichetta di "evento culturale"
 si nascondano kermesse prive di
messaggi di reale crescita sociale,
 organizzate principalmente per
logiche di consenso elettorale o
clientelare.
Chi difende: Evidenzia come le
feste rappresentino un collante
per le comunità locali e un'occasione
di micro-economia fondamentale
per gli operatori del settore, come
le piccole imprese di artigiani, le
bande musicali e i lavoratori dello
spettacolo.



Andare lontano, emigrare per studiare, per lavorare, osservare e vivere realtà sociali diverse dalla nostra ha senso (anche) per poi, un giorno, tornare con uno sguardo nuovo, forti di una esperienza propria e magari contribuire a trasformare in quello che si è visto, quel qualcosa che nella nostra realtà mancava e continua a ancora mancare. 

 Se i tantissimi contessioti, siciliani, meridionali emigrati, dagli anni sessanta del Novecento contribuissero a ciò, tornarnando a vivere il pensionamento nella terra d’origine, potremmo forse dire di essere passati da semplici spettatori del tempo che scorre ad autori, promotori o comunque collaboratori del mondo che sempre cambia e la nostra comunità, come pure il nostro Meridione, sarebbe cambiato grazie pure all’apporto e alle esperienze di tanti pensionati/rientranti. 

 Essere contemporanei, da unita’ attive o da pensionati, non significa inseguire il tempo che scorre ma sforzarsi ad orientare il corso delle cose che si vanno vivendo. E … a Contessa -purtroppo- nessuno orienta nulla, tutti viviamo il tempo che scorre. E di certo non orienta e non arricchisce nessuno culturalmente quello sperpero del denaro pubblico e privato nelle occasione di ricorrenze locali che non recano mai messaggi positivi. 

Le risorse non finalizzate a rimuovere il persistente divario infrastrutturale, l'inefficienza della pubblica amministrazione e la carenza di capitale sociale ostacolano la piena valorizzazione delle risorse pubbliche e private nel Mezzogiorno. Pertanto si definiscono sprechi.

Notiamo tutti che il flusso di ingenti capitali, finanziamenti, etc., che rappresenta la spesa per interventi nel nostro Mezzogiorno spesso, frequentemente, si disperde in iniziative a pioggia o ad impronta assistenziale invece di generare crescita strutturale o occupazione qualificata e sopratutto duratura.

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