| La mancata crescita del Mezzogiorno è un fenomeno complesso e storico, alimentato da un divario infrastrutturale persistente, una carenza di investimenti produttivi e la fuga di capitale umano. Nonostante segnali di ripresa occupazionale, il Sud sconta una bassa produttività, con posti di lavoro concentrati in settori a basso valore aggiunto. |
Ai moltissimi altri “perché”, che hanno tutti per sfondo aspetti sociali, politici o amministrativi, sono le discipline della sociologia e dell’economia che danno risposte (forse congiuntamente alla disciplina che esplora la cattiva coscienza della politica). Servirebbe infatti, e sopratutto, una allenata coscienza politica e sociale che sappia scoprire e denunciare le tantissime mascalzonaggini che si nascondono dietro tanti personaggi che si sono create l’immagine di manovratori all’interno della cosa pubblica.
===
L’Italia nel contesto europeo era l’area più avanzata economicamente e civile socialmente nei secoli medievali e, prima ancora nel periodo imperiale romano. L’arretratezza socio-economica caratterizza ormai la penisola dall’Ottocento in poi, quando essa perde, se si può dire, il treno della rivoluzione industriale che si afferma invece quasi ovunque nei paesi occidentali dell’Europa.
Nel secondo dopo guerra, in regime pluralista e democratico c’è stato il cosiddetto miracolo economico che però ha interessato solamente le regioni settentrionali.
Sul blog ci piace cogliere i tanti perché e le tantissime occasioni mancate nel corso della modernità e poi della contemporaneità che hanno gravemente danneggiato il Meridione. Ci intratterremo ovviamente sulle responsabilità delle classi politiche, sul clientelismo e sulla preferenza in talune cariche di rilievo dell’ignoranza, affronteremo pure il livello di competenza professionale dei giovani formati nelle scuole e nelle università.
Nessun commento:
Posta un commento