Noi esseri umani amiamo la grandeur
== Un tempo erano le dimensioni degli eserciti a far vincere le guerre. L’assedio di Costantinopoli del 717 fu fatto con 200 mila uomini e migliaia di navi.
== La Wehrmacht mobilitò 18 milioni di soldati, l’Armata rossa 34 milioni.
== Oggi questi numeri contano poco. I russi hanno una superiorità numerica schiacciante sugli ucraini, eppure fanno fatica ad avanzare e soffrono l’incisività e la potenza dei droni, sempre più piccoli, sempre più veloci e imprendibili.
== Oggi la potenza delle economie sta nei microchip, come l’ordine pubblico nella sorveglianza digitale, minuscola, invisibile.
== Gli imperatori romani, i condottieri tengono molto alle dimensioni. All’ampiezza dei territori posseduti, alla vastità degli imperi, alla mole dei monumenti, al numero come potenza. La dismisura è il compasso con cui misurano il mondo.
==. Donald Trump rientra in questa psicopatologia della smoderatezza, tanto da averla incisa nel suo motto di riferimento: Make America Great Again. L’ultima sua trovata è il progetto di un gigantesco Arco di Trionfo, subito ribattezzato «Arco di Trump». Settantasei metri che supererebbero in altezza sia il Campidoglio sia il Lincoln Memorial.
== Sempre Trump, a parte guarire il mondo con poteri ultraterreni (forniti dall'intelligenza artificiale), immagina la mega sala da ballo, con tanto di colonne corinzie intagliate a mano, che vuole costruire nella Casa Bianca e che, dice lui, lo avrebbe protetto dai proiettili di Cole Thomas Allen. Sul New York Times, Mark Landler lo paragona ad altri uomini potenti.
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