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venerdì 8 maggio 2026

In Italia diminuiscono le nascite

Diminuiscono le nascite, sono
stabili i decessi: nel 2025, sono stati
355mila i nati, 652mila i decessi.
Secondo i dati dell’
Istat, continua in
Italia il calo della fecondità: nel
2025 scende a 1,14 figli per donna.
Le coppie con figli costituiscono
il 28,4% delle famiglie, quelle senza
figli il 20,2%.
L’inverno demografico, le nascite in Italia continuano a essere un'eccezione: pure i nuovi nati da genitori immigrati sono calati a quasi 50.000 nel 2024, su 370.000 nascite complessive sul territorio italiano. Però, segnala Maurizio Ambrosini, sociologo delle migrazioni, anche tra gli immigrati in Italia le nascite stanno calando: nel 2012, dopo le grandi sanatorie dei governi di centro-destra nel primo decennio di questo secolo, avevano raggiunto quota 80.000. Ora il dato è calato di 30.000 unità.

Le ragioni? 

«Meno ingressi e meno ricongiungimenti familiari, in contrasto con la speculazione propagandistica sull’invasione; più acquisizioni di cittadinanza, malgrado i tempi lunghi e gli ostacoli normativi; ma pure forzato adeguamento ai vincoli di un sistema sociale in cui bassi salari, penuria di abitazioni a costi sopportabili  (nessun riferimento a Contessa Entellina dove più di dieci abitazioni per residente risultano disabitate), carenza di servizi per l’infanzia, alti costi della vita, obbligano anche le famiglie immigrate a ridimensionare le proprie aspirazioni di genitorialità. Cioè a ridurre il numero di figli». L’economia sommersa in Italia assorbe più di 3 milioni di lavoratori, concentrati nell’agricoltura, nei servizi e nel commercio. Il dato ha ripreso a crescere dopo un quinquennale declino. Più di 10 mila lavoratori vivono in insediamenti malsani, privi di servizi essenziali, tipo favelas.

Lo Studio Ambrosetti sottolinea che il nostro Paese importa braccia, ma esporta in larga misura cervelli. Le partenze non coinvolgono soltanto cittadini italiani per discendenza, ma anche i cittadini per naturalizzazione e gli immigrati che optano per quelle che si definiscono “seconde migrazioni” verso altre destinazioni. Nel 2022, sono espatriati 17.000 italiani naturalizzati, nel 2023 oltre 23.000. Negli ultimi anni, circa un emigrante italiano su cinque è un nuovo italiano per acquisizione della cittadinanza. La perdita di risorse perlopiù giovani e istruite (150.000 nel 2024, non compensate da appena 50.000 rientri) investe in pieno le nuove generazioni di origine immigrata, che non trovano nel nostro Paese occupazioni rispondenti alle loro aspirazioni. Dal punto di vista dell’interesse pubblico, si spreca un investimento educativo di non poco conto.

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