| Diminuiscono le nascite, sono stabili i decessi: nel 2025, sono stati 355mila i nati, 652mila i decessi. Secondo i dati dell’Istat, continua in Italia il calo della fecondità: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna. Le coppie con figli costituiscono il 28,4% delle famiglie, quelle senza figli il 20,2%. |
Le ragioni?
«Meno ingressi e meno ricongiungimenti familiari, in contrasto con la speculazione propagandistica sull’invasione; più acquisizioni di cittadinanza, malgrado i tempi lunghi e gli ostacoli normativi; ma pure forzato adeguamento ai vincoli di un sistema sociale in cui bassi salari, penuria di abitazioni a costi sopportabili (nessun riferimento a Contessa Entellina dove più di dieci abitazioni per residente risultano disabitate), carenza di servizi per l’infanzia, alti costi della vita, obbligano anche le famiglie immigrate a ridimensionare le proprie aspirazioni di genitorialità. Cioè a ridurre il numero di figli». L’economia sommersa in Italia assorbe più di 3 milioni di lavoratori, concentrati nell’agricoltura, nei servizi e nel commercio. Il dato ha ripreso a crescere dopo un quinquennale declino. Più di 10 mila lavoratori vivono in insediamenti malsani, privi di servizi essenziali, tipo favelas.
Lo Studio Ambrosetti sottolinea che il nostro Paese importa braccia, ma esporta in larga misura cervelli. Le partenze non coinvolgono soltanto cittadini italiani per discendenza, ma anche i cittadini per naturalizzazione e gli immigrati che optano per quelle che si definiscono “seconde migrazioni” verso altre destinazioni. Nel 2022, sono espatriati 17.000 italiani naturalizzati, nel 2023 oltre 23.000. Negli ultimi anni, circa un emigrante italiano su cinque è un nuovo italiano per acquisizione della cittadinanza. La perdita di risorse perlopiù giovani e istruite (150.000 nel 2024, non compensate da appena 50.000 rientri) investe in pieno le nuove generazioni di origine immigrata, che non trovano nel nostro Paese occupazioni rispondenti alle loro aspirazioni. Dal punto di vista dell’interesse pubblico, si spreca un investimento educativo di non poco conto.
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