La normativa del
rapporto di lavoro
Per più pagine ci intratterremo sulle norme giuridiche che regolano il rapporto di lavoro e alla relativa giurisprudenza sortita su casi specifici. In materia di lavoro fonte di diritto primario e’ la Costituzione, la normativa di attuazione, il codice civile e ovviamente seguono i tantissimi contratti collettivi nazionali di categorie.
Quando si parla del diritto del lavoro si fa riferimento al vastissimo complesso di norme e di relative interpretazioni promosse nel tempo dalle sentenze dei giudici in materia lavoristica, di sicurezza del lavoro, di rapporti sindacali e di previdenza sociale.
Il sistema normativo italiano è molto vasto e nel contempo fin troppo circostanziato.
Volendo fare un elenco del sistema normativo del rapporto di lavoro, iniziamo dalla Costituzione (art. 4, secondo cui: lo Stato “riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.
Nel titolo terzo, sempre della Costituzione, primeggia la tutela del lavoro “in tutte le sue forme ed applicazioni” art. 35; poi all’art. 36 si sancisce il principio della retribuzione “sufficiente”, mentre all’art. 37 si riconosce e protegge il lavoro femminile e quello dei minori; all’art. 38 si sancisce il diritto del lavoratore inabile, malato o disoccupato all’assistenza pubblica; all’art. 39 viene sancita la libertà sindacale e quella delle organizzazioni sindacali e all’art. 40 e’ riconosciuto il diritto di sciopero.
Ci proponiamo, in prosieguo, di tratteggiare la vastissima legislazione ordinaria e quella speciale in materia lavoristica, prima fra tutte quella dello Statuto dei Lavoratori.
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