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giovedì 7 maggio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (2)

 

Da giovedì 30 aprile è possibile visualizzare il precompilato, ma si potrà correggerlo e inviarlo solo a partire da venerdì 15 maggio. Termine ultimo il 30 settembre.

Nove tappe, tante novità, con la procedura super-semplificata ormai a regime, il 730 dovrebbe essere più agevole per chi utilizza il fai da te. 

Quella che e’ iniziata giovedì 30 aprile, con la visualizzazione del proprio modello 730 precompilato e che entrerà nel vivo da venerdì15 maggio prima data utile — non ancora confermata — per l’accettazione, modifica ed invio del 730 e si concluderà mercoledì 16 dicembre, scadenza per il versamento del saldo Imu. 

In mezzo ci sono tappe impegnative e molto onerose, come martedì 16 giugno quando si versa l’acconto Imu 2026, o martedì 30 giugno (pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi PF delle persone fisiche con o senza partita Iva). 

Per i titolari di partita Iva quest’anno, salvo successive proroghe, la scadenza per il pagamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 è fissata al 30 giugno come per i soggetti senza partita Iva.

Per non confondere i lettori procederemo per puntate.

La dichiarazione di quest’anno presenta parecchie novità, quasi tutte negative. Bisognerà prestare particolare attenzione alle spese per ristrutturazioni edilizie e per risparmio energetico sostenute nel 2025, data la differenziazione dell’aliquota, che è pari al 50% solo per gli interventi sostenuti dal proprietario o usufruttario sull’immobile adibito ad abitazione principale, mentre lo sconto scende al 36% in tutti gli altri casi. Inoltre per chi dichiara più di 75.000 euro, è stato introdotto un limite massimo di spesa, variabile in base all’entità dei redditi e alla composizione del nucleo familiare, sul quale applicare le detrazioni a cui si ha diritto, comprese quelle relative ai bonus casa pagati nel 2025.

Vediamo nei dettagli:

Possono utilizzare il 730 i dipendenti, i pensionati ed i collaboratori che, oltre alla retribuzione o alla pensione, devono dichiarare uno o più dei seguenti redditi:

 
1) da terreni e/o fabbricati, anche dati in affitto; 

 
2) da lavoro autonomo occasionale (senza partita Iva) o per diritti d’autore;


 3) redditi di capitale non soggetti a ritenuta d’imposta; 


 4) redditi diversi (cessioni di terreni edificabili, attività commerciali occasionali, fabbricati esteri);

  5) alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata (esempio rimborsi di imposte e/o spese dedotte o detratte in anni precedenti); 

  
6) plusvalenze di natura finanziaria (cessioni di cripto-attività, cessioni di partecipazioni che non siano state già assoggettate a imposta sostitutiva da parte della banca depositaria o altro intermediario finanziario).

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Vedremo nei prossimi giorni i casi più frequenti che capitano nel contesto socio economico di Contessa Entellina, dove le dichiarazioni riguardano (prevalentemente) semplici e facili riquadri di terreni agricoli, proprietà di case, pensioni o retribuzioni.

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