L’economia per tutti
| L'economia meridionale ha vissuto fasi alterne: da un'agricoltura pre-unitaria penalizzata dalla politica doganale, al massiccio esodo migratorio tra fine '800 e anni '50, fino alla stagione della Cassa per il Mezzogiorno (1950-1984). Oggi permane un forte divario, con il PIL pro capite del Sud che è circa la metà di quello del Centro-Nord. |
L’Italia, lungo tutti i secoli del Medioevo, e’ stata assai più progredita del resto dell’Europa e prima ancora, era stata più avanzata nel periodo dell’Impero Romano. Essa viene a trovarsi invece nel 1800 relativamente arretrata; e il divario aumenta nei decenni successivi, col progresso travolgente della prima rivoluzione industriale nell'Europa della Manica.
Dall'Unità fino a tutto il Ventennio, poi, l'economia comincia, fra molte esitazioni ed incertezze, a trasformarsi; riesce in qualche modo a contenere la sua inferiorità rispetto ai paesi europei più avanzati.
Dopo la seconda guerra mondiale alla ripresa segue quello che verrà definito il miracolo economico, e nel giro di una generazione l'Italia raggiunge posizioni di parità con le maggiori economie industriali. Con una pecca che -in qualche misura- persiste ancora oggi: il forte divario fra il Nord avanzato e molte aree del Sud che conoscono disoccupazione, emigrazione, carenze di servizi e festini, religiosi e non, promossi dai politicanti privi di visione.
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Il perché di questi nodi e’ quanto ci proponiamo di cogliere.
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