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venerdì 27 maggio 2022

Il Blog e le diverse vie per conoscere il mondo: L'Arte (1)

La Galleria Borghese

   Ci capita di leggere che nel 1902 lo Stato Italiano fece quello che con buona ragione viene, può essere, definito l'affare del secolo. Riuscì ad acquistare, dopo dieci anni di estenuanti trattative, la villa Borghese -a Roma- assieme al suo vasto parco.  La cifra sborsata fu ritenuta relativamente bassa: tre milioni e seicentomila lire di allora, comprensivi di tenuta, villa padronale e tutti i capolavori d'arte in essa contenuti. Ci basta riferire che lo Stato acquisì quel contesto nel dicembre del 1902 e che l'anno seguente, nel 1903,  il parco venne donato dallo Stato al Comune di Roma perché ritornasse al pubblico godimento del popolo romano, come aveva a suo tempo manifestato di volere il fondatore, il cardinale Scipione Borghese.

Davide con la testa 
di Golia
(Opera deòl Caravaggio, 1610 ca.)
  Avremo modo di raccontare come i politici di allora sapevano curare i beni comuni nell'interesse di tutti e della "cultura" territoriale. Ci piace per il momento cominciare a riportare qualche dato e qualche descrizione sulla Galleria.

  Una iscrizione riportata sul prospetto del teatrino del parco della sontuosa dimora recita: "Io, custode della Villa Borghese Pinciana, questo pubblicamente dichiaro: chiunque tu sia, purché uomo libero, non temere qui impacci di regolamenti; va pure dove vuoi, domanda quel che desideri; vai via quando vuoi". L'iscrizione fu voluta dal cardinale Scipione Borghese (1576-1633), appassionato collezionista d'arte antica.

  Il pittore Giovanni Baglione così descrive quella villa a metà del Seicento: "Fuori di porta Pinciana fece edificare un bel palazzo in una sua Vigna, o Giardino, o Villa, che vogliamo chiamarla, nella quale si trova ogni sorta di delizia, che desiderare, et havere in questa vita si possa, tutta adornata di bellissime statue antiche, e moderne, di pitture eccellenti, e d'altre cose eccellenti, e d'altre cose preziose con fontane, peschiere, et altre vaghezze (...) ". 

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  Le opere che stanno dentro la Villa vanno dal Rinascimento Italiano ai capolavori di Rubens, Domenichino e del Barocco romano.

  Ai nostri giorni la Galleria  Borghese comprende un nucleo unico al mondo per numero ed importanza di tele del Caravaggio e di sculture del Bernini. Ovviamente è meta turistica di visitatori di tutto il mondo. Dopo l'attento restauro della villa si è provato positivamente di fondere il contesto con le opere conservate per farne un insieme ricco. 

  Sul blog proveremo a soffermarci per qualche tempo su alcune di quelle ineguagliabili opere. 

  Il senso dei nostri testi ha -possono avere- valenza locale per Contessa Entellina. Nostro proposito è sollevare interesse; l'arte ha significato ovunque, pure sul nostro territorio. Bisogna saperne cogliere il messaggio. E noi a Contessa qualcosa a cui dare significato lo possediamo, se solo riusciamo a saperlo cogliere e soprattutto a saperlo gestire.

Era il 27 Maggio

1860 

Ha inizio l’insurrezione di Palermo che porterà alla conquista della città da parte della spedizione dei Mille. Ciò che colpisce su quell'evento è che un paio di centinaia di "contessioti" parteciparono il 27 maggio dell’anno 1860 congiungendosi alla Spedizione dei mille. Eppure la pubblicistica locale, finanziata soprattutto con fondi pubblici, mai fa cenno a quest'aspetto di vita pubblica.

Garibaldi proprio su ponte Ammiraglio e nella vicina via di porta Termini si scontrò con le truppe dei Borbone, lì posizionate perché rappresentava un punto d’ingresso alla città per chi veniva da sud. Garibaldi  proveniva infatti dal Monte Grifone e precisamente dalla frazione di Gibilrossa. Ciò provocò l’insurrezione di Palermo.

1999

Il Tribunale internazionale dei crimini di guerra dell’Aia, incrimina Slobodan Milošević e altre quattro persone per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nel Kosovo.


Piccola, grande Riflessione

 Il Novecento

Il Novecento è il secolo in cui il nuovo delle ideologie egalitarie e libertarie e il nuovo delle scienze sembrano capaci di creare quasi dal nulla quello che si desidera. Si è creduto di poter ottenere tutto, e anche subito: con la violenza rivoluzionaria (le teorie di Sorel conquistano gli intellettuali del primo Novecento) e alla massima velocità (il mito dei futuristi che amano l'automobile più della Vittoria di Samotracia).

Velocità e violenza, cioè due forme, da cui nasceranno i contenuti di prima necessità. In altri termini la violenza accelera la rivoluzione che provocherà il salto strutturale  da una società all'altra. Ecco: è la struttura la divinità maggiore di un secolo che avrà quasi sempre l'illusione di poter trasformare rapidamente in realtà i sogni e gli ideali nutriti in assoluto. Questa stessa struttura, superficiale quanto profonda, svuotando d'importanza i contenuti e la gradualità, alimenta posizioni radicali, cioè estremistiche.

Walter Pedullà

Saggista, critico letterario e giornalista 

Nt. 10 Ottobre 1930


giovedì 26 maggio 2022

Contessa Entellina. Vento e campane a ...

Il vento la fa da padrone.

Tristi pensieri accompagnano i fischi del vento. 

 Chi ha un poco di anni addosso ricorda che da sempre nel corso del mese di maggio a Contessa Entellina la bandiera che sovrasta il campanile della Chiesa Madre punta frequentemente a Nord, o Nord-Est. Un vento non certo moderato caratterizza la zona di Contessa Entellina -infatti- nei giorni di questo periodo dell'anno. Nei campi ci si dedica alla falciatura dell'erba, di quella che sarà il fieno invernale per il bestiame. Si allestiscono gli orti che accompagneranno le attività più o meno casalinghe fino a settembre. E però qui da noi "fischia" come non lo si sente -stranamente- nemmeno nei paesi limitrofi.

  Sarà per questa ragione che le Autorità locali tardano a far falciare l'erba che è cresciuta un poco in tutte le strade del paese; del paese disabitato e dove ormai nessuno discute su come bloccare l'emorragia migratoria. Chi si accorge dell'erba per le strade, se nessuno circola ?

La Via Rabbito non è l'unica strada completamente
disabitata.
Basta scorrere la Via Morea da Porta Cardona-Peralta fino
a Santa Rosalia e contare quante persone insistono
nell'asse stradale principale di Contessa Entellina

Il Blog e le diverse vie per conoscere il mondo: La Letteratura (8)

La seconda metà del milleduecento

  Lungo la seconda parte del milleduecento le forme letterarie curate dagli stessi ordini religiosi cominciarono ad essere curate secondo moduli "scientifici", frequentemente arricchite col ricorso alle fonti ebraiche. Nonostante differenze nell'attingere agli autori e ai metodi, le "autorità" in filosofia ed il corpus aristotelico (divenuto presupposto del sapere e del linguaggio) fra ecclesiastici e non divennero via via gli stessi. Gli ordini mendicanti si posero in buona sostanza sullo stesso piano teorico sul quale operavano, sin dai primi decenni del secolo molti maestri secolari. Le stesse dottrine scientifiche originate da medici, astronomi e matematici cominciarono ad entrare nel bagaglio degli ordini religiosi. 

  Ci furono maestri francescani o domenicani che si dedicarono alle attività di architetti e costruttori col proposito di attuare in terra il regnum Dei per homines.  Tuttavia il percorso culturale della seconda metà del "duecento" avveniva, procedeva, nell'intrecciarsi di tante tendenze e aspirazioni culturali complesse ed anche fra grandi conflitti religiosi, politici intrecciati a motivazioni speculative.

  L'idea di un Medio Evo intellettualmente fermo, o volto all'indietro, nella seconda metà del "duecento" non è dato coglierla nella propensione per i diversi aspetti e soluzioni teoriche della comune cultura filosofica, aspetti che variavano secondo i momenti particolari della vicenda interna a ciascun ordine monastico e secondo il rapporto che si instaurava con gli altri ordini e con le istituzioni. Per meglio capire: i domenicani si proponevano nel loro operare nella società di recuperare alla Chiesa tutti quegli ambienti intellettuali che erano stati attratti dai movimenti culturali ereticali o dalle filosofie "pagane". Il successo più grande lo ottennero contro i catari e gli albigesi., lì dove avevano fallito i cistercensi. In effetti i domenicani si muovevano su fondamenti culturali razionali e scientifici dell'aristotelismo e mostravano capacità persuasiva sulle argomentazioni in materia di ortodossia. Ovviamente non mancarono all'interno della Chiesa prese di posizioni ostili sulla metodica culturale dei domenicani.

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INIZIAMO A DARE UNO SGUARDO ALLA LETTERATURA (... alla società) 

DEL NOVECENTO.

 Il Novecento è stato il secolo delle migrazioni di massa; lo spostamento è avvenuto quasi sempre dai paesi di origine verso Occidente, verso le Americhe e non solo. Questo fenomeno era inevitabile che avrebbe comportato una "pluralità di culture" che, nel tempo, hanno teso a conseguire uguali diritti si presentarsi sulla scacchiera mondiale.

 Il Novecento è il secolo in cui le donne hanno conseguito pari opportunità di crescita ed affermazione personale e collettiva.

  Tutto da tratteggiare in termini positivi quindi con lo svolgersi del Novecento ? No, assolutamente no!

  La società novecentesca ha generato "individui" che in linea generale sono stati ridotti a "numero di matricola". Numeri di matricola in certe situazioni stampigliate sul braccio come avveniva nei campi di sterminio nazisti e staliniani e "numeri di matricola" nelle catene di montaggio delle aziende. La società delle masse, caratteristica precipua del Novecento, va evidenziato, non è stata la società degli "eguali" che era stata tanto vagheggiata dai tanti "utopisti" e "letterati" dell'Ottocento.

  Il Novecento (nonostante i tanti drammi) è stato comunque il secolo nella cui seconda metà, in Europa, la vita si è allungata in media di ben dieci anni ed in cui (purtroppo?) lo sviluppo demografico in Occidente ha rasentato lo zero. La conseguenza evidente della tendenza demografica negativa è che gli anziani (che non lavorano) superano i giovani (non ancora in condizioni di lavorare).

  Nel Novecento tante popolazioni che in passato passavano da una carestia all'altra, adesso riescono, non tutte, quanto meno a sfamarsi e a soddisfare i bisogni sanitari della sopravvivenza. Non ancora tutte, purtroppo.

  E' stato il secolo in cui per la prima volta in politica, nonostante i regimi autoritari affermatisi in più luoghi del pianeta, si sono, quasi a contrappeso, affermati in altre realtà ed in tempi diversi governi ora rivoluzionari ed ora riformisti il cui fine è stato quello di una più equa redistribuzione della ricchezza.

  Tutto bene? Assolutamente no. Le ingiustizie e le sopraffazioni continuano ancora nel XXI secolo e la guerra in Ucraina è una delle varie prepotenze che sta a testimoniare. Ancora nel Novecento, e pure adesso, il progresso scientifico costituisce purtroppo una minaccia perché suscettibile di uso improprio dell'energia atomica. Energia atomica che ci è ancora indispensabile -comunque- per far funzionare il pianeta, ma se lasciata nella disponibilità di autocrati può far saltare l'intero pianeta.

(Segue)

Era il 26 Maggio

1805

Milano: Napoleone viene incoronato re d’Italia nel Duomo: sarà l’ultimo dei sovrani italiani cinto con la Corona Ferrea, una tradizione che durava fin dal regno longobardo.

In quel giorno tutti sapevano che sarebbe arrivato un piccolo, grande uomo (conquistatore, usurpatore, pacificatore?): Napoleone Bonaparte per cingerà la corona più importante: quella che da secoli incoronava i Re d’Italia. 

La Corona Ferrea, così chiamata perché al suo interno c’è un chiodo che si ritiene fu utilizzato per crocifiggere Gesù, che sta abitualmente a Monza, nella Basilica di San Giovanni. Era stata Teodolinda, la regina dei Longobardi, a portarla a Monza secoli prima. Est sedes Italiae regni Modoetia magni . Da allora, chiunque si sia voluto proclamare re d’Italia ha deciso di cingerla: a Monza, a Milano, a volte in entrambe le città. Persino Carlo Magno, nella notte di Natale dell’800, ha consacrato il proprio impero così. L’ultimo sovrano a usarla, tre secoli prima, era stato Carlo V d’Asburgo

Napoleone, l’autoproclamato imperatore ha conquistato l’Italia e sa che soltanto cingendo quella corona potrà affermare il proprio regno.

1896

Nicola II viene incoronato Zar di Russia.

1981

Il Presidente del Consiglio italiano Arnaldo Forlani si dimette dal suo incarico a seguito dello scoppio dello scandalo sulla loggia P2.

Piccola, grande Riflessione

 Il Novecento europeo


J. E. Hobsbawm

autore de "Il secolo breve",
Milano 1995

" E tuttavia il mondo alla fine del Secolo breve non può essere paragonato con il mondo ai suoi inizi in termini di computo storico dei "più" e dei "meno". E' infatti un mondo qualitativamente diverso per almeno tre motivi. In primo luogo, non è più un mondo eurocentrico. Il Novecento ha portato al declino e alla caduta dell'Europa, che all'inizio del secolo era ancora al centro indiscusso del potere, della ricchezza, della cultura e della "civiltà occidentale" Gli europei e i loro discendenti si sono ridotti da forse un terzo dell'umanità a non più di un sesto (...). Le industrie che erano sorte sul suolo europeo sono emigrate altrove. I paesi che un tempo guardavano, al di là degli oceani, all'Europa oggi guardano altrove (...)  Le industrie che erano sorte sul suolo europeo sono emigrate altrove. (...) Proprio lo sforzo di creare una comunità europea unita e sovranazionale e di inventare il senso di un'identità europea che le corrisponda e rimpiazzi le vecchie forme di fedeltà alle nazioni e agli stati sorti nei secoli scorsi dimostra quanto profondo sia il declino del nostro continente. ..."

John Ernest Hobsbawm

storico e scrittore 

1917 - 2012

mercoledì 25 maggio 2022

Noi gente del XXI secolo. Motivi per riflettere

Detti e Fatti

(ANSA Mondo): Un massacro che allunga la striscia di sangue negli Stati Uniti dove ci sono state più di 200 sparatorie di massa dall'inizio dell'anno.

I bambini e le due maestre uccise nella sparatoria erano tutti nella stessa classe, una quarta (frequentata di solito da alunni di 9-10 anni): lo riferisce la Cnn.

Evidentemente scosso e con le lacrime agli occhi, Joe Biden si rivolge agli americani e al Congresso e chiede un'azione sulle armi. "Possiamo e dobbiamo fare di più. E' il momento di trasformare il dolore in azione" e di affrontare la lobby delle armi, afferma Biden appena rientrato dal suo viaggio in Asia e con a fianco la First Lady Jill Biden vestita tutta di nero.

Parlando dell'ennesimo "massacro" il presidente si definisce "stanco e arrabbiato" e si rivolge direttamente agi americani: "Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l'amor del cielo dov'è la nostra spina dorsale?". Da qui l'appello a norme di buon senso sulle armi affinché tragedie come questa possano essere evitate. "Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine", aggiunge. Gli fa eco la vicepresidente Kamala Harris: "Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire". 

Nicola Gratteri, Magistrato

"Ho paura, ma cerco di addomesticare la paura e ragionare con la morte"

Claudio Velardi, giornalista, saggista e blogger

Ieri sera, mentre si scoprivano 200 cadaveri decomposti a Mariupol, un mio amico discettava di pace in una bettola TV con due guitti, senza urlare una sola parola di sdegno per il criminale che sta stuprando una nazione. Che vergogna e che pena, Gianni.

Maria Angela Ballardini, insegnante, scrittrice

io amo più di ogni altra cosa i colloqui con le mamme albanesi, se i genitori di qualsiasi altra nazionalità tendono anche solo vagamente a difendere i figli le mamme albanesi rincarano la dose. - suo figlio studia poco - poco? non studia NULLA. glielo dico io che lo vedo.

Matteo Renzi, politico

Conte mi attacca sul reddito di cittadinanza e dice che sono Robin Hood al contrario. Vedendo ciò che ha combinato su mascherine, superbonus e reddito forse io non sono Robin ma Conte è sicuramente lo Sceriffo di Nottingham.

Oscar Giannino, giornalista

Violenti e tiranni usano il ricatto come strumento abituale: le versione odierna di Mosca è "allentate sanzioni contro la Russia e allora lasceremo passare i cereali che altrimenti blocchiamo per Paesi affamati che si rivolteranno contro di voi".

Referendum ed urne. Su tematiche attinenti la "Giustizia" gli italiani il 12 giugno dovranno pronunciarsi

Alle urne anche per  

cinque Referendum

Si vota in un solo giorno, il 12 giugno 

con le amministrative in 950 Comuni


I 5 referendum per la giustizia giusta sono stati promossi dal Partito Radicale e dalla Lega. 


Così giustificano l'iniziativa:

4) SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI SULLA BASE DELLA DISTINZIONE TRA FUNZIONI GIUDICANTI E REQUIRENTI

Ci sono magistrati che lavorano anni per costruire castelli accusatori in qualità di PM e poi, d’un tratto, diventano giudici. Con un sì chiediamo la separazione delle carriere per garantire a tutti un giudice che sia veramente “terzo” e trasparenza nei ruoli. Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale. Basta con le “porte girevoli”, basta con i conflitti di interesse che spesso hanno dato luogo a vere e proprie persecuzioni contro cittadini innocenti.

Che differenza c’è oggi tra i magistrati che accusano e quelli che giudicano? Nessuna. Nel corso della carriera, gli stessi magistrati passano più volte dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa. Si alternano nelle diverse funzioni. È capitato che lo facessero anche nel corso dello stesso processo.

Questa contiguità tra i due ruoli può creare problemi? Questa contiguità tra il pubblico ministero e il giudice contraddice l’idea che l’attività della parte che accusa (PM) debba restare distinta da quella di chi giudica. Essa crea uno spirito corporativo tra le due figure e compromette un sano e fisiologico antagonismo tra poteri, vero presidio di efficienza e di equilibrio del sistema democratico. Nelle grandi democrazie i PM hanno carriere nettamente separate da quelle dei giudici.

Che cosa succede se vince il SI? Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale.

IL QUESITO «Volete voi che siano abrogati: l’ “Ordinamento giudiziario” approvato con Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12, risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 192, comma 6, limitatamente alle parole: “, salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del consiglio superiore della magistratura”; la Legge 4 gennaio 1963, n. 1 (Disposizioni per l’aumento degli organici della Magistratura e per le promozioni), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 18, comma 3: “La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se è idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre”; il Decreto Legislativo 30 gennaio 2006, n. 26 (Istituzione della Scuola superiore della magistratura, nonché’ disposizioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 23, comma 1, limitatamente alle parole: “nonché’ per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa”; il Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160 (Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché’ in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 11, comma 2, limitatamente alle parole: “riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti”; art. 13, riguardo alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: “e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa”; art. 13, comma 1, limitatamente alle parole: “il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti,”; art. 13, comma 3: “3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non è consentito all’interno dello stesso distretto, né all’interno di altri distretti della stessa regione, ne’ con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall’interessato, per non più di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario. Per tale giudizio di idoneità il consiglio giudiziario deve acquisire le osservazioni del presidente della corte di appello o del procuratore generale presso la medesima corte a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti o requirenti. Il presidente della corte di appello o il procuratore generale presso la stessa corte, oltre agli elementi forniti dal capo dell’ufficio, possono acquisire anche le osservazioni del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati e devono indicare gli elementi di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione di idoneità. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di legittimità alle funzioni requirenti di legittimità, e viceversa, le disposizioni del secondo e terzo periodo si applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, nonché’ sostituendo al presidente della corte d’appello e al procuratore generale presso la medesima, rispettivamente, il primo presidente della Corte di cassazione e il procuratore generale presso la medesima.”; art. 13, comma 4: “4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma 3, il solo divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, all’interno dello stesso distretto, all’interno di altri distretti della stessa regione e con riferimento al capoluogo del distretto di corte d’appello determinato ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni, non si applica nel caso in cui il magistrato che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia svolto negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente civili o del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato chieda il passaggio da funzioni requirenti a funzioni giudicanti civili o del lavoro in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, ove vi siano posti vacanti, in una sezione che tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura civile o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. Nel secondo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura penale o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. In tutti i predetti casi il tramutamento di funzioni può realizzarsi soltanto in un diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto a quelli di provenienza. Il tramutamento di secondo grado può avvenire soltanto in un diverso distretto rispetto a quello di provenienza. La destinazione alle funzioni giudicanti civili o del lavoro del magistrato che abbia esercitato funzioni requirenti deve essere espressamente indicata nella vacanza pubblicata dal Consiglio superiore della magistratura e nel relativo provvedimento di trasferimento.”; art. 13, comma 5: “5. Per il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, l’anzianità di servizio è valutata unitamente alle attitudini specifiche desunte dalle valutazioni di professionalità periodiche.”; art. 13, comma 6: “6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per il conferimento delle funzioni di legittimità di cui all’articolo 10, commi 15 e 16, nonché, limitatamente a quelle relative alla sede di destinazione, anche per le funzioni di legittimità di cui ai commi 6 e 14 dello stesso articolo 10, che comportino il mutamento da giudicante a requirente e viceversa.”; il Decreto-Legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni nella legge 22 febbraio 2010, n. 24 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “Il trasferimento d’ufficio dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma può essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto dall’articolo 13, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160.”?». 

Il Blog e le diverse vie per conoscere il mondo: La Letteratura (7)

  In quel XIII secolo nel contesto europeo i due effettivi poteri che incidevano nella vita sociale dei popoli e che erano interessati a controllare sia le istituzioni intellettuali che gli uomini che in essi operavano continuavano ad essere sia le "Monarchie" e le "Signorie" che la "Chiesa".

 La Chiesa si faceva forte del richiamo ai valori della christianitas e della tradizione ormai millenaria. Come ricordato nella precedente pagina, ad occuparsi della continuità storica e culturale furono incaricati gli ordini "mendicanti". La missione puntava sull'esigenze di mantenere il vivere sociale nell'ambito dello spirito evangelico. 

 I frati minori francescani ed i frati predicatori domenicani si diffusero -nella parte occidentale dell'Europa- e portarono ovunque quella uniforme missione ed effettivamente conseguirono ottimi risultati. Furono capaci oltre che a veicolare il messaggio religioso loro affidato anche di produrre effetti di rinnovamento intellettuale all'interno della Chiesa. Si ritrovarono costretti a confrontarsi col tessuto sociale dei loro giorni, molto complesso e con al proprio interno diversi ambienti: scuole, corti regie e baronali, uomini dotti e popolani,  mercanti e plebi, genti delle città e plebi di campagna. Tutto quel mondo bisognava ricondurlo nell'ambito della sfera e delle finalità della Chiesa. Sta in quest'obiettivo la ragione per cui gli ordini mendicanti si articolarono in più tendenze ed in più "scuole". La società, essi si accorsero subito, non era uniforme e bisognava usare linguaggi diversi in relazione alle pieghe sociali da affrontare.

Tutti, francescani, domenicani, eremitani di Sant'Agostino, carmelitani operarono comunque sul fondamento della Scrittura (e sulle infinite raccolte e compendi), nonché sui testi patristici e comunque su opere teologiche successive all'anno mille.

Per chi volesse arrivare subito, sul piano della conoscenza e della visione "culturale", dei nostri giorni avviamo -da adesso- un aggiunta alla pagina che facciamo decorrere dal primo Novecento. 

 E' importante -comunque- conoscere quel Medio Evo; contrariamente con capiremo mai perché l'attuale società è questa e non qualcos'altra differente realtà.

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INIZIAMO A DARE UNO SGUARDO ALLA LETTERATURA (... alla società) 

DEL NOVECENTO.

Del Novecento tutti diciamo, in relazione alle nostre visioni e ai nostri interessi, tutto il bene e tutto il male possibile. 

Il Novecento, secondo Walter Pedullà (saggista, critico letterario e giornalista nt. 10.10.1930), è stato il secolo del Socialismo in politica, dell'avanguardia nelle arti,  della fissione dell'atomo in fisica e della scissione dell'io in psicologia.

E' ancora stato -ricalchiamo sempre Pedullà- il secolo dello Stato sociale in economia, della libertà in politica, della priorità del linguaggio in letteratura, della psicologia nelle scienze umane e dei quanti nelle scienze fisiche. E' stato il secolo dell'automobile, degli aerei, dei viaggi interplanetari, del telefono, del computer, dei trapianti di organi, delle fibre ottiche e del laser. E' stato il secolo del cinema, della radio, della TV, delle trasmissioni satellitari, dei videoregistratori e del compact disc. 

E' stato ancora il secolo in cui lo sport da gioco è diventato lavoro, spettacolo, industria, il più veloce fattore di riscatto sociale per i popoli di colore.

Era il 25 Maggio

 1961

Programma Apollo: Il Presidente Kennedy annuncia davanti a una sessione speciale unificata del Congresso il suo obiettivo di iniziare un progetto per mandare “un uomo sulla Luna” prima della fine del decennio.

1992 

Oscar Luigi Scalfaro viene eletto nono Presidente della Repubblica Italiana.

A Palermo si celebrano i funerali di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, vittime della Strage di Capaci.


Piccola, grande Riflessione

 Le guerre, di ieri e di oggi

Anche le guerre ... ebbero una forte ripercussione sull'equilibrio demografico europeo. Le perdite più gravi derivanti dalle guerre, tuttavia, erano imputabili non tanto alle morti in battaglia, quanto ai danni arrecati, direttamente o indirettamente, alle popolazioni civili. Data l'arretratezza dei sistemi logistici e l'irregolarità dei pagamenti, infatti, gli eserciti vivevano per lo più di saccheggi e di rapina, ai danni delle popolazioni urbane e, soprattutto, contadine che avevano la sfortuna di trovarsi in prossimità delle operazioni militari, o anche semplicemente lungo il percorso di avvicinamento ad esse.

Guido Dall'Olio

Professore di Storia moderna presso l’Università di Urbino

Nt. 08/12/1963


martedì 24 maggio 2022

Referendum ed urne. Su tematiche attinenti la "Giustizia" gli italiani il 12 giugno dovranno pronunciarsi

Alle urne anche per 
 

cinque Referendum

Si vota in un solo giorno, il 12 giugno 

con le amministrative in 950 Comuni



I 5 referendum per la giustizia giusta sono stati promossi dal Partito Radicale e dalla Lega. 


Così giustificano l'iniziativa:

3) Limiti agli abusi della custodia preventiva

 

Ogni anno migliaia di innocenti vengono privati della libertà senza che abbiano commesso alcun reato e prima di una sentenza anche non definitiva. Eliminando la possibilità di procedere con la custodia cautelare per il rischio di “reiterazione del medesimo reato” faremo in modo che finiscano in carcere prima di poter avere un processo soltanto gli accusati di reati gravi.

Che cos’è la custodia cautelare? La custodia cautelare è una misura coercitiva con la quale un indagato viene privato della propria libertà nonostante non sia stato ancora riconosciuto colpevole di alcun reato.

Quanti innocenti finiscono in carcere? Circa mille persone all’anno vengono incarcerate e poi risulteranno innocenti. Dal 1992 al 31 dicembre 2020 si sono registrati 29.452 casi. L’Italia è il quinto Paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare: il 31%, un detenuto ogni tre. La carcerazione preventiva distrugge la vita delle persone colpite: non arreca solo un grave danno di immagine, sottoponendole a un’esperienza scioccante, ma ha gravi conseguenze sulla sfera professionale. Il carcere ha un impatto drammatico sulle famiglie e rappresenta anche un onere economico per il Paese: i 750 casi di ingiusta detenzione nel 2020 sono costati quasi 37 milioni di euro di indennizzi, dal 1992 a oggi lo Stato ha speso quasi 795 milioni di euro.

Che cosa non funziona? La custodia cautelare, cioè il carcere preventivo rispetto alla condanna definitiva e spesso rispetto a una qualsiasi condanna anche non definitiva, è una pratica di cui si abusa. Da strumento di emergenza è stato trasformato in una vera e propria forma anticipatoria della pena. Ciò rappresenta una palese violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza e ha costretto migliaia di donne e uomini accusati di reati minori, addirittura poi assolti, a conoscere l’umiliazione del carcere prima di un processo.

Che cosa succede se vince il SI? Resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato”. Questa è la motivazione che viene utilizzata più di frequente per disporre la custodia cautelare, molto spesso senza che questo rischio esista veramente.

IL QUESITO «Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché’ per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?».

Il Blog e le diverse vie per conoscere il mondo: La Letteratura (6)

 Nascono le Università

 Nata nel XII secolo questa Istituzione divenne Istituzione giuridica "collettiva", elevata in più realtà come officium cittadino, provvisto del pieno diritto di auto organizzarsi. Maestri e discepoli, uniti in assetti corporativi, godevano del pieno diritto di organizzare  in piena autonomia la propria vita ed il proprio ordine di studio. In questo originario contesto organizzativo e di vita è spuntata la dignità ed il prestigio sociale garantito da "diritti e libertà". Rispetto al precedente assetto dominato dai poteri clericali si assistette al rovesciamento dei ruoli. Mano mano che si accresceva il prestigio e la dignità delle figure forgiatesi nelle Università persino le autorità civili ed ecclesiastiche iniziarono sempre più frequentemente a rivolgersi ai consilia dei dotti e alla loro dottrina sia per il governo degli uffici cittadini che delle comunità ecclesiastiche.

 Il fenomeno che lentamente aiuterà ad uscire dalla concezione di vita medievale è stato l'accrescersi del numero delle persone che nel dedicarsi all'attività intellettuale prescindevano dal perseguire la "perfezione spirituale". Gli stessi membri del clero nel coltivare l'attività intellettuale iniziarono a preferire dottrine, metodi e conoscenze che aprissero loro  l'esercizio di "professioni", ecclesiali o laiche che fossero (teologi, giuristi, medici), ma rilevanti ed importanti per le carriere nella vita civile o nell'ambito della Chiesa.

 La Facoltà delle arti, dove era stata più rapida la diffusione delle nuove forme di sapere, acquistò ben presto autonomia organizzativa e didattica; gli studi di medicina e di diritto si plasmarono sulla scorta dei testi di provenienza greco-araba e di strumenti logici parecchio più raffinati. Fu quello un contesto in cui con sorprendente rapidità iniziarono a circolare interpretazioni "radicali" delle dottrine aristoteliche.

 Fu inevitabile che prima o dopo nelle corti regie ed in quella pontificia dovessero sorgere reazioni intese a riaffermare la loro egemonia. Si puntò da questi ambienti ad uniformare gli statuti delle Università, articolate generalmente in quattro facoltà: medicina, giurisprudenza, teologia, arti. La Chiesa si adoperò perché nell'ordine del "sapere" la preminenza spettasse alla "scienza sacra". 

 A mettere ordine nel mondo del "sapere" un poco ovunque furono gli ordini mendicanti, chiamati a fornire nuove risposte su come vivere il messaggio cristiano in una società che quasi prepotentemente tendeva ad allontanarsi dai modi di vivere e dall'assetto sociale dell'Europa alto-medievale.

Era il 24 Maggio

1543 

Muore Niccolò Copernico, matematico e astronomo polacco famoso per aver formulato il modello eliocentrico dell’universo.

1915

L’Italia entra in guerra a fianco di Francia e Gran Bretagna e Impero russo. Dal Forte Verena, sull’altopiano di Asiago, parte un primo colpo di cannone verso le fortezze austriache situate sulla Piana di Vezzena: l’Italia inizia ufficialmente le operazioni militari nella prima guerra mondiale. Ai primi fanti del Regio Esercito che varcarono il confine nella medesima data è dedicata la prima strofa de La canzone del Piave.

1999

Il tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia incrimina Slobodan Milosevic per crimini di guerra e crimini contro l’umanità in Kosovo.

Piccola, grande Riflessione

 L'antico regime

In antico regime, la società europea fu una società di ceti o "stati". A differenza delle distanze che separano le "classi" (concetto elaborato soltanto a partire dall'Ottocento), le barriere tra i diversi ceti erano ritenuti parte di un ordinamento naturale e divino al tempo stesso, dunque pressoché immutabile; i privilegi fiscali, giudiziari, politici di cui godeva la nobiltà, prima di essere percepiti come un'ingiustizia dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione Francese, rientravano nella normalità comunemente accettata.

Guido Dall'Olio

Professore di Storia moderna presso l’Università di Urbino

Nt. 08/12/1963

lunedì 23 maggio 2022

Russia - Ucraina. Diplomatici che si dimettono: "Livello di menzogne insopportabili"

Uomini sensibili

 Dopo venti anni in diplomazia, dopo aver attraversato i tornanti della politica estera di Mosca e adesso con la guerra in Ucraina, arriva il getto della spugna: «Mi dimetto, mi vergogno del mio Paese». A sostenere questa uscita è Boris Bondarev,  il secondo «grand commis» a rassegnare le dimissioni non condividendo la politica di Putin. A dimettersi prima era stato Anatolij Chubais, che fu anche vicepremier

 Sia Chubais che Bondarev rappresentavano il Cremlino alla Nazioni Unite: il primo lavorava a New York, il secondo a Ginevra.

 Bondarev ha annunziato le dimissioni con una lettera aperta ma consegnata anche all’ambasciata russa in Svizzera, dai toni inequivocabili: «Mai mi sono vergognato del mio Paese come il 24 febbraio di quest’anno. La guerra aggressiva scatenata da Putin contro l’Ucraina, e di fatto contro tutto il mondo occidentale, non è solo un crimine contro il popolo ucraino, ma anche, forse, il più grave crimine contro il popolo russo». Ed ancora «Chi ha concepito questa guerra vuole solo una cosa: rimanere al potere per sempre, vivere in pomposi palazzi, navigare su yacht paragonabili in tonnellaggio e costo all’intera Marina russa, godendo di potere illimitato e di totale impunità. Per ottenere questo sono disposti a sacrificare quante vite servono. Sono già morti migliaia di russi e ucraini solo per questo».

Piccola, grande Riflessione

La Mafia

1) «Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia». 

2) “Il dialogo Stato/mafia, con gli alti e bassi tra i due ordinamenti, dimostra chiaramente che Cosa Nostra non è un anti-Stato, ma piuttosto una organizzazione parallela“

3)LA MAFIA NON È AFFATTO INVINCIBILE; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia  tutte le forze migliori delle istituzioni .”

4) “Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra – per un’evidente convergenza di interessi – nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.“

5) “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.“

6)LA MAFIA, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione“

7) Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato“

Giovanni Falcone

Prestigioso magistrato. Assieme ai colleghi Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto e Paolo Borsellino, Falcone è stato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale.

18 maggio 1939 - 23 maggio 1992