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lunedì 23 maggio 2022

Russia - Ucraina. Diplomatici che si dimettono: "Livello di menzogne insopportabili"

Uomini sensibili

 Dopo venti anni in diplomazia, dopo aver attraversato i tornanti della politica estera di Mosca e adesso con la guerra in Ucraina, arriva il getto della spugna: «Mi dimetto, mi vergogno del mio Paese». A sostenere questa uscita è Boris Bondarev,  il secondo «grand commis» a rassegnare le dimissioni non condividendo la politica di Putin. A dimettersi prima era stato Anatolij Chubais, che fu anche vicepremier

 Sia Chubais che Bondarev rappresentavano il Cremlino alla Nazioni Unite: il primo lavorava a New York, il secondo a Ginevra.

 Bondarev ha annunziato le dimissioni con una lettera aperta ma consegnata anche all’ambasciata russa in Svizzera, dai toni inequivocabili: «Mai mi sono vergognato del mio Paese come il 24 febbraio di quest’anno. La guerra aggressiva scatenata da Putin contro l’Ucraina, e di fatto contro tutto il mondo occidentale, non è solo un crimine contro il popolo ucraino, ma anche, forse, il più grave crimine contro il popolo russo». Ed ancora «Chi ha concepito questa guerra vuole solo una cosa: rimanere al potere per sempre, vivere in pomposi palazzi, navigare su yacht paragonabili in tonnellaggio e costo all’intera Marina russa, godendo di potere illimitato e di totale impunità. Per ottenere questo sono disposti a sacrificare quante vite servono. Sono già morti migliaia di russi e ucraini solo per questo».

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