L’epoca che ci troviamo a vivere. Con i suoi colori, le sue ombre e le sue contraddizioni.
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=. =. =1) Stiamo vivendo tempi non facili con uomini potenti le cui ragioni di vivere ci sfuggono. Si tratti di Putin o di Trump o di tantissimi altri personaggi egocentrici. Eppure nel mondo ci sono bisogni concreti da cui non si dovrebbe prescindere, bisogni concreti, materiali, umani. In troppi, anche alle dimensioni sociali, danno la sensazione di conoscere scorciatoie nell’affrontare le cose del mondo muovendosi ai danni altrui.
=. = =2) E’ gente, questa disinvolta, che opera leggendo e rileggendo testi antichi, lontanissimi nel tempo eppure vicinissimi, come l’Iliade di Omero. Nel terzo millennio i problemi degli uomini continuano ad essere gli stessi, come lo sono pure le risposte. In un clima di insicurezza, la scorciatoia è quella della forza, l’affermazione violenta. Chi la pensa diversamente diventa un nemico, e va combattuto.
= = = 3) La civiltà occidentale nasce su un testo, molto più antico del Vangelo, l’Iliade, che racconta, nella cornice della guerra fra Greci e Troiani, di un combattimento tra due grandi eroi, Achille ed Ettore. L’Iliade rappresenta il poema della forza. Entrambi le parti nel poema ritengono di essere nel giusto, eppure tutti esibiscono forza senza effettivamente possederla. Vincitori e vinti si somigliano. La lezione finale che ci lascia Omero è proprio questa: che vincitori e vinti si somigliano.
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