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Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro avversari, i loro critici, i loro oppositori.
Sui giornali: i ragazzi del bosco.
1) Leggere non è un atto naturale, ma culturale, quindi difficile, che si impara a fatica e si dimentica presto e proprio per questo è da coltivare. Proprio come la fede, soggetta alle tentazioni e ai dubbi.
2) Concetto di «educazione». Non vuol dire (solo) superare prove scritte o orali, conoscere le date della parabola napoleonica o saper risolvere equazioni matematiche. L'educazione è molto più vicina all'idea della vita, del nostro destino e di quello che «siamo chiamati a fare», e non stiamo certamente parlando di vocazione religiosa, bensì di scelte individuali, che nascono proprio da quel processo educativo che riceviamo.
3) I figli non sono una proprietà privata, non appartengono né ai genitori né a un potere superiore (che sia lo Stato o Dio), ma sono il risultato di un percorso armonioso tra le due parti, perché l'educazione è, ogni volta, un piccolo miracolo laico, una cosa complicatissima ma che, con l'amore, può diventare una bella avventura di vita.
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