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giovedì 18 dicembre 2025

Oggi,….18 dicembre

 Sui Giornali

 =. =. =. =. L’Unesco premia la «Cucina italiana» però quel premio va inteso e riferito al modo in cui noi italiani intendiamo la gastronomia: a quel modo di mettersi ai fornelli, preparare i piatti; ma anche allo stare a tavola, a casa o fuori, e parlare ossessivamente di cibo. La cucina in quanto elemento essenziale che definisce la nostra identità.

=.   =.   =  Quello dell’Unesco è molto verosimilmente un riconoscimento più al valore culturale del cibo che all’arte degli chef professionali o delle nostre mitiche «nonne». È un premio che segnala il nostro rapporto speciale, viscerale, intimo e antico con le materie prime, con la cura e la valorizzazione dell’agricoltura e con la consapevolezza del valore sociale del cibo e del mangiare.

=.   =.   =. Ai nostri giorni la gente mediamente arranca con stipendi (e peggio ancora con pensioni) che non arrivano a fine mese ed e’ sparito persino un certo tessuto connettivo delle città che erano i locali dove c’era cura della materia prima e del servizio e dove si celebrava il rito collettivo del mangiare e bere fra gruppi di amici e parenti.

=.  =.   =.  Nelle città’ ai nostri giorni ad aprire nuovi locali sono hamburgerie, street food, pizzerie ed etnici. E vanno via via chiudendo i buoni ristoranti storici. Ovviamente non si intende demonizzare nessuno, tanto meno le pizze, ma e’ quasi doveroso constatare l’impoverimento progressivo dell’offerta e il cambio repentino di abitudini. Il ceto medio che frequentava i ristoranti non gode più di stipendi tali da poterli frequentare.

=.  =.   =  Tra l’altro bisogna ricordare che decenni fa la materia prima era di qualità e i prodotti arrivavano direttamente dall'agricoltura. Ai nostri giorni i ristoratori non posseggono più il rapporto diretto con i campi; la frutta, la verdura e la stessa carne non arrivano più direttamente dalla fonte produttrice accuratamente prescelta.

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