Sulla scorta di alcuni appunti che ci sono pervenuti sugli ”Atti degli apostoli” contiamo di ricalcarne sul blog il contenuto, avendone in precedenza fatta verificare l’aderenza ai testi base riconosciuti dalla Chiesa.
Pare esista qualche divergenza al livello degli studiosi circa il nome dell’autore degli “Atti degli Apostoli” anche se prevale il convincimento che le “notizie riportate su essi” sono quasi sempre collegate con quelle sul Vangelo di San Luca, il quale sarebbe stato un medico e compagno di viaggio verso Roma di San Paolo, divenendone suo stretto collaboratore.
San Luca avrebbe scritto il suo Vangelo dopo l’Ascensione del Signore e, non essendo stato testimone oculare diretto della vita di Gesù, si sarebbe attenuto a quello che era il punto di vista di San Paolo.
Sugli “Atti”, l’autore dopo essersi soffermato brevemente sul Vangelo di Giovanni, passa a scrivere “Le azioni (acta) poi di tutti gli apostoli sono scritte in un unico libro. Luca raccoglie per l’ottimo Teofilo le singole cose che sono state fatte in presenza sua e lo fa vedere chiaramente omettendo la passione di Pietro e anche la partenza di Paolo dall’Urbe, per la Spagna”.
Pare di capire che Luca negli Atti ha potuto riportare avvenimenti a cui egli stesso era stato presente: dunque è stato, in questo caso, testimone oculare.
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