La Sicilia post-unitaria
Abbiamo intrapreso dai tempi preistorici la vicenda storica della nostra Isola (chi vuole cerchi sul blog Procediamo per flash ... la Storia della Sicilia) e ovviamente contiamo di procedere da quella preistoria in poi. E però abbiamo pensato di intercalare periodicamente eventi storici più recenti, a decorrere dal post-Unità. Alterneremo pertanto pagine lontane nel tempo, persino preistoriche e pagine più recenti attraverso cui proveremo a capire almeno alcuni eventi dell'ultimo e penultimo secoli. Forse ci aiuterà a capire la politica ed i politici dei nostri giorni ed il perché viviamo in questo contesto socio-economico e non in un altro.
= = = =Sicilia post-Unità
In quel lontano 18/agosto/1860 Giuseppe Garibaldi dopo aver liberato la Sicilia dal regime borbonico, partendo dalla spiaggia di Taormina, appunto il 18 agosto 1860, puntò in direzione della Calabria e già il 17 settembre (tempo di un mese necessario per sbaragliare l'esercito borbonico), arrivò, in treno come se fosse un turista, a Napoli accolto dalle folle festose. Ad accoglierlo alla stazione fu il Primo Ministro di quello che fino a quella data era stato il Regno delle Due Sicilie, Liborio Romano.
Non trascorsero che meno di tre mesi e il 21 Ottobre 1860 in Sicilia si svolse il plebiscito di adesione al Regno d'Italia (con re Vittorio Emanuele). Nell'Isola i favorevoli all'adesione furoro ufficialmente 423.053, i contrari 667. Questi dati probabilmente mostrano grande disinvoltura elettorale nel clima patriottico teso all'Unità del Paese. Le liste elettorali del tempo ammettevano ufficialmente l'esistenza di un numero parecchio inferiore di elettori aventi diritto (n. 37.044) e di fatto alla successiva data del 27 gennaio 1861 per la Camera tanti furono gli ammessi ad eleggere i deputati. Segno che per il plebiscito non si badò fra chi aveva diritto e chi non ne aveva ad accedere ai seggi. Si puntò al consenso popolare.
Per il Senato non si tennero elezioni in quanto l'accesso avveniva attraverso nomina regia. Primo Presidente del Senato del giovane Regno d'Italia fu nominato Ruggero Settimo, patriota siciliano e protagonista dei moti palermitani del 1848-49. A nomina avvenuta Ruggero Settimo non volle accettare l'incarico adducendo motivi di salute. Sappiamo comunque che morì esule a Malta nel 1863.
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Ruggero Settimo. Approvò l'annessione al Regno d'Italia con il plebiscito e fu nominato senatore il 20 gennaio 1861. Gli venne offerta la carica di presidente del nuovo Senato del Regno.
È sepolto nel Pantheon di Palermo, la chiesa di San Domenico, in un monumento progettato dall'ingegnere Ernesto Perez, con sculture realizzate da Domenico Costantino, in particolare l'angelo, e Salvatore Valenti.
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