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domenica 21 dicembre 2025

Il Leonardo Da Vinci russo

Il pensiero di 
Pavel Florenskij
 è una sintesi originale e
complessa di filosofia,
teologia, matematica e
arte, incentrata sulla 
metafisica concreta
 (il "Tutto nel frammento") e
sull'esperienza religiosa come
fondamento della conoscenza,
rifiutando la separazione tra
scienza e fede per cercare una
visione unitaria del mondo
radicata nell'amore e nel
simbolo
. Sottolinea
 l'importanza dell’icona
 della parola e della liturgia come
trasparenza del divino, e della
matematica come struttura del
pensiero, invitando a superare
l'individualismo per trovare
il senso nell'alterità e nella
Trinità.












Pavel Florenskij nasce il 9 gennaio del 1882 nel villaggio di Evlach (in Azerbidzan), Russia. Dopo la laurea in matematica e fisica all’Università di Mosca rinuncia alla carriera universitaria per dedicarsi allo studio  della filosofia e iscriversi all’Accademia Teologica di Mosca ove completa gli studi nel 1908. Si sposa con Anna M. Giacinto e nel 1911  viene consacrato sacerdote della Chiesa Ortodossa. Padre di cinque figli, riesce a conciliare un’intensa attività di ricerca e di insegnamento con le diverse esigenze familiari e pastorali. 

Dopo la rivoluzione del 1917 Florenskij  sceglie di restare in Russia intensificando la sua attività di ricerca sia in ambito filosofico-scientifico, sia teologico, artistico e pedagogico. In ragione delle sue competenze scientifiche viene inizialmente risparmiato dalla repressione, consentendo il suo insegnamento di Teoria della spazialità al Vchutemas di Mosca, e la sua collaborazione in qualità di ingegnere al piano di elettrificazione  della Russia. Nonostante il suo autorevole prestigio intellettuale il filosofo  e sacerdote russo, dopo essere stato accusato di attività antirivoluzionaria, venne condannato all’esilio a Niznij Novgorod, poi rilasciato dopo tre mesi. 

Arrestato nuovamente nel 1933 viene condannato a dieci anni di lavori forzati prima nel campo di Skovorodino, continuando anche qui le sue ricerche e brevettando numerose invenzioni scientifiche, poi alle isole Solovkij, presso uno dei più terribili  campi di concentramento  del periodo staliniano. Dopo cinque anni di gulag, a seguito di una sentenza speciale della trojka, Florenskij veniva condannato  alla pena suprema, e fucilato l’8 dicembre 1937 a Levasovo, nei pressi di Leningrado.

Nell’ultimo trentennio e’ in atto in Russia, ma anche in molti paesi d’Europa, una rinnovata scoperta  dell’opera e della testimonianza  di padre Florenskij, riconoscendo in lui uno dei pensatori  più geniali del secolo XX. 

(Segue)


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