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Il pensiero di Pavel Florenskijè una sintesi originale e complessa di filosofia, teologia, matematica e arte, incentrata sulla metafisica concreta (il "Tutto nel frammento") e sull'esperienza religiosa come fondamento della conoscenza, rifiutando la separazione tra scienza e fede per cercare una visione unitaria del mondo radicata nell'amore e nel simbolo. Sottolinea l'importanza dell’icona della parola e della liturgia come trasparenza del divino, e della matematica come struttura del pensiero, invitando a superare l'individualismo per trovare il senso nell'alterità e nella Trinità. |
Dopo la rivoluzione del 1917 Florenskij sceglie di restare in Russia intensificando la sua attività di ricerca sia in ambito filosofico-scientifico, sia teologico, artistico e pedagogico. In ragione delle sue competenze scientifiche viene inizialmente risparmiato dalla repressione, consentendo il suo insegnamento di Teoria della spazialità al Vchutemas di Mosca, e la sua collaborazione in qualità di ingegnere al piano di elettrificazione della Russia. Nonostante il suo autorevole prestigio intellettuale il filosofo e sacerdote russo, dopo essere stato accusato di attività antirivoluzionaria, venne condannato all’esilio a Niznij Novgorod, poi rilasciato dopo tre mesi.
Arrestato nuovamente nel 1933 viene condannato a dieci anni di lavori forzati prima nel campo di Skovorodino, continuando anche qui le sue ricerche e brevettando numerose invenzioni scientifiche, poi alle isole Solovkij, presso uno dei più terribili campi di concentramento del periodo staliniano. Dopo cinque anni di gulag, a seguito di una sentenza speciale della trojka, Florenskij veniva condannato alla pena suprema, e fucilato l’8 dicembre 1937 a Levasovo, nei pressi di Leningrado.
Nell’ultimo trentennio e’ in atto in Russia, ma anche in molti paesi d’Europa, una rinnovata scoperta dell’opera e della testimonianza di padre Florenskij, riconoscendo in lui uno dei pensatori più geniali del secolo XX.
(Segue)

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