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martedì 23 dicembre 2025

La fuga dei giovani laureati che «svuota» il Paese

La "fuga di cervelli" italiana è
un fenomeno in crescita, con
centinaia di migliaia di giovani
 (oltre 630.000 tra il 2011 e il
2024) che lasciano il Paese,
soprattutto laureati, alla ricerca
di migliori opportunità
lavorative, stipendi
più alti (il divario salariale è
enorme, ad esempio per i
medici), condizioni di vita
migliori e maggiore
stabilità.













 Gli italiani residenti all’estero sono attualmente 6 milioni e 400.000 mentre gli stranieri residenti in Italia ammontano a 5 milioni e mezzo. Detto in maniera diretta: ci sono più italiani fuori dall’Italia che immigrati che vivono stabilmente nel nostro Paese

 L’Italia si sta svuotando, il saldo tra arrivi e partenze è negativo  e la spinta arriva dai giovani, spesso laureatiil 2024 è stato l’anno record, con oltre 155.000 connazionali che hanno cercato una nuova vita fuori dall’Italia. Entro il 2050 potremmo perdere 4,5 milioni di abitanti non solo perché nasceranno meno bambini ma anche perché torneremo a essere un Paese da cui fuggire anziché trasferirsi. 

 Nel 2024 - secondo Istat - gli «expat» di età tra i 18 e i 34 anni (la fascia più produttiva) sono aumentati del 48% a cui va aggiunto un +38% per la fascia tra i 34 e i 49 anni. rispetto all’anno precedente. Una emorragia che l’istituto di statistica registra ormai  dal 2013. 

 La United  Italian societies è un network che supporta gli studenti italiani all’estero; riguardo al fenomeno ritiene che l’incentivo economico non basti a spiegare il boom degli «expat»; occorre mettere in conto anche una maggiore vicinanza delle università straniere al mondo del lavoro, un maggior peso dato al merito, un contesto culturale più in linea con le aspettative maturate durante gli anni di studio.  


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