StatCounter

giovedì 25 febbraio 2016

Filosofia. Il pensiero e la cultura russa -3-

Precedenti (.. pigiare)
^^^^^^^^^^^^
Richiamo testi precedenti.
Se ai primi dell'Ottocento l'idealismo tedesco (Hegel) si è rapidamente diffuso nel mondo culturale russo, ciò è stato possibile perchè fra gli intellettuali di quel paese esistevano ancora rigogliosi i germi della tradizione greco-antica e greco-bizantina. 
Molto diffuse erano le opere e la metodica di Dionigi Areopagita (Dialettica, paradosso, contraddittorietà apparente, totalità. ..).  
La cultura della Russia del primo Ottocento era sostanzialmente fondata sulla Patristica bizantina.

L'eredità della grecità antica e di quella bizantina nella cultura russa
Come la concezione bizantina della vita arrivò in Russia ?
Canali privilegiati di mediazione furono la Divina Liturgia e la Liturgia delle Ore che, ancora oggi, condensano la visione patristica.

Fonte: La ricostruzione e lo sviluppo di questo e dei precedenti
testi sul Pensiero e la cultura russa sono ampiamente ripresi e riportati da
Storia delle tradizioni filosofiche dell'Europa Orientale, 

di Helmut Dahm - Asen Ignator.


L'eredità del patrimonio culturale greco-bizantino arrivò in Russia grazie alle traduzioni delle opere dei Padri della Chiesa nelle lingue slave. Allorché gli slavi orientali (il cui centro politico era Kiev) accolsero il cristianesimo intorno al 988 sotto il principe Vladimir, essi avevano già accesso a una ricca letteratura cristiana in lingua slava proveniente dalla Bulgaria, convertitasi fin dal IX secolo.

A Kiev non ci si accontentò solo della letteratura ecclesiastica importata dalla Bulgaria ma ci si preoccupò soprattutto, specialmente sotto Jaroslav, di tradurre in slavo libri di carattere storico e laico. Una nuova ondata di letteratura patristica dal contenuto mistico-ascetico sorse dall’attività di traduttore del metropolita Cipriano di Mosca (1390-1406), che fra le altre cose fece tradurre o tradusse lui stesso opere di Basilio Magno, Diadoco, Isacco il Siriaco, Esichio, Giovanni Climaco, Massimo il Confessore e Dionigi l’Areopagita .

In quanto a influenza e diffusione, una mediazione importante dell’eredità del pensiero patristico giunto agli Slavi fu esercitata anche dall’innografia straordinariamente ricca della chiesa bizantina. Mentre l’ora canonica ecclesiastica della chiesa latina d’Occidente era costituita in modo preponderante da salmi, in quella bizantina, accanto ai salmi, veniva dato ampio spazio anche agli inni.

II mistero del giorno festivo o il momento sacro della giornata venivano celebrati soprattutto negli inni e nei canti, una cospicua parte dei quali, soprattutto quelli in cui venivano presentati i grandi misteri sacri del cristianesimo, risaliva ancora all’epoca della patristica e rifletteva in forma per così dire «condensata» il patrimonio trasmesso dai grandi Padri della Chiesa.

A questo riguardo, risultava di particolare importanza il fatto che l’ora canonica ecclesiastica non fosse celebrata quasi esclusivamente dal solo clero, come avveniva invece nella chiesa occidentale. Al calare della sera, la domenica, nei giorni festivi, ma anche in altre occasioni, si celebravano il vespro e le altre parti dell’ora canonica con la diretta partecipazione della comunità. Non ci si deve meravigliare che il patrimonio del pensiero patristico si sia concretizzato in questi canti liturgici, tanto più che in essi ritornano anche quelle idee che abbiamo seguito lungo il percorso del pensiero greco e patristico.


L’idea che l’intero genere umano formi un’unità essenziale si esprime spesso nell’identificazione dell’orante con Adamo, e in modo simile vengono viste unite la Madre di Dio ed Eva.

Tale unità concreta del genere umano comporta che il Figlio di Dio, accettando la natura umana, si rivesta di essa. Corrispondentemente, anche nei canti liturgici, così come già accadeva nella letteratura patristica, la caduta di Adamo appare come una frattura in lui della natura universale umana, mentre la redenzione diviene invece il rinnovato raggiungimento dell’unità originaria.


Questo evento – così grande e totalizzante – racchiude inoltre in sé un’ampiezza cosmica: esso non riguarda infatti solo il genere umano, in quanto a parteciparvi è «tutto il creato». Accogliendo nel grembo di Maria la natura umana, Cristo produce un rinnovamento del mondo intero, così come è il mondo intero a essere colpito dalla caduta di Adamo. 
Tutto il creato è dunque coinvolto anche nell’evento pasquale della crocifissione e della resurrezione. 
La croce appare in un certo qual modo come il punto centrale di un sistema di coordinate spazio-temporali in cui tutte le linee del mondo convergono. 
La morte di Cristo ha prodotto una trasformazione che coinvolge anche i più profondi strati del creato. L’intera creazione prova compassione per l’evento della crocifissione ma partecipa altresì alla resurrezione. L’intera storia sacra appare nella liturgia bizantina come un accadimento dialettico che, partendo dall’unità, conduce alla frantumazione nella molteplicità e da questa a una nuova unità in Cristo in virtù della sua opera redentrice.

Anche l’idea dell’unità tra reale e ideale (spirituale), mondo visibile e mondo invisibile, terra e cielo, è un motivo ricorrente nella liturgia bizantina, sia che questa unità sia vista come data sia che essa sia vista come abbandonata. È un elemento che incontriamo con particolare frequenza nella riflessione sull’incarnazione di Cristo in occasione della ricorrenza del Natale. Tale unità dei due mondi, cielo e terra, è talmente interiore che la terra riesce a tramutarsi in cielo.

Nell’innografia bizantina è molto pronunciata anche una predilezione per la paradossalità. I canti liturgici gradiscono infatti rintracciare nei misteri sacri del cristianesimo tutto quanto appaia come paradossale. 
Nella liturgia del sabato pasquale vediamo la Chiesa meditare sulla tomba del suo sposo, per così dire, sul mistero ineffabile della vita che è pervenuta alla morte, eppure, l’intero periodo pasquale viene celebrato con giubilo dalla Chiesa, perché Cristo ha sconfitto la morte con la morte. La liturgia bizantina sottolinea con particolare enfasi l’antinomia della verginale maternità di Maria. La stessa madre di Dio è un grande mistero che supera la facoltà di comprensione non solo degli uomini, ma anche quella degli angeli. Qui ci imbattiamo, sia detto per inciso, in una dialettica che assomiglia a quella hegeliana.


I testi che abbiamo qui ricordato rappresentano solo una scelta molto limitata tra numerosi testi simili. 
Per evitare di interpretare in modo errato l’intera liturgia bizantina, va notato che sicuramente non tutti gli inni raggiungono una simile profondità filosofica.

Alcuni testi degli inni ricordati, che rivelano bellezza e compiutezza, sotto l’aspetto filosofico, li pubblicheremo in prosieguo. 
Essi hanno potuto esercitare un influsso sulla formazione delle coscienze sia attraverso le frequenti letture e canti che attraverso le prediche e l’insegnamento. 
Diversi inni risuonano ancora oggi -costantemente- nell’orecchio di ogni fedele praticante. 

Il ruolo avuto dalla liturgia nella formazione delle coscienze appare evidente anche dalle numerosissime allusioni ai testi liturgici che ritroviamo nella letteratura russa antica da Dostoevskij  a tantissimi altri.


Hanno detto ... ...

ROBERTA PINOTTI, ministro della Difesa
"La Libia può essere stabilizzata solo con l'intervento delle forze locali. Un intervento militare di occupazione del paese sarebbe impensabile"

GIULIO SAPELLI, storico ed economista su Formiche.net

Professore, i cablo rilasciati da Wikileaks hanno alzato un polverone politico. I capigruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente al sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti (che sarà audito dal Copasir giovedì); la Farnesina ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, John Phillips, per chiedere chiarimenti in merito; il ministro dei Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, riferendo alla Camera ha definito “inaccettabili”, se confermate, le intercettazioni degli Usa, auspicando spiegazioni; e lo stesso premier Renzi ha spiegato che la Penisola chiederà “informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali, sulla vicenda di Berlusconi”. Questo clamore è giustificato?
Sì, dal punto di vista della comunicazione politica. È più che legittimo che vengano chiesti chiarimenti, anche se, come ha ricordato lo stesso ambasciatore Phillips, oggi ci troviamo in un contesto profondamente diverso dopo le nuove procedure adottate dal presidente Barack Obama nel 2014 in materia di riservatezza delle comunicazioni, proprio su richiesta alleata. No, se invece si considera che è come scoprire l’acqua calda: tutti spiano e sono spiati, fa parte del gioco e chi dice di non saperlo non può che fingere.
In un celebre romanzo di John Le Carré, La spia che venne dal freddo, le divergenze tra britannici e americani su come trattare la questione tedesca sono fonte di reciproco controllo tra due alleati strettissimi. Vale ancora oggi?
Certamente. Lo spionaggio è prassi anche fra amici, perché consente di monitorare l’andamento della cooperazione. Per questo alcune reazioni virulente mi stupiscono.
Huffington Post ha ipotizzato che la reazione energica di Renzi, pur in sintonia con l’alleato americano, non dipenda tanto da valutazioni di politica interna quanto dal timore di poter essere spiato.
Credo che come ogni leader politico di quel calibro sappia già di esserlo; è implicito nel suo ruolo. E poi, se fossi lui, mi rallegrerei che ciò accada. In fondo, sebbene non faccia piacere, per chi non ha nulla da nascondere essere sorvegliati è soprattutto una garanzia che non gli accadano episodi spiacevoli. Sarei invece molto più preoccupato della tempistica con cui queste rivelazioni sono state rese note.
Ci scorge significati particolari?
Non dimentichiamo che Angela Merkel, quando venne diffusa la notizia che l’Nsa la sorvegliava, si scagliò contro Washington da Pechino. Non fu casuale.
Cosa significa?
La cancelliera, come ovvio, sapeva da tempo di essere spiata. Ma in quel modo diede un segnale preciso agli americani su come non ammettesse ingerenze nella gestione economica dell’Europa e su come la Repubblica Federale debba posizionarsi nell’economia mondiale. Come noto, Washington chiede da tempo che l’austerità voluta da Berlino venga smorzata e che le relazioni con la Cina siano regolate anche da valutazioni politiche. La Germania, invece, non ne vuole sapere.
Questo cosa c’entra con l’Italia?
In questo quadro, Renzi sta conducendo una battaglia che irrita parecchio il mondo tedesco, perché per la prima volta pone al centro del dibattito il fatto oggettivo che le ricette di Berlino non solo non hanno risolto i problemi strutturali dell’Eurozona, ma la stanno conducendo verso una stagnazione secolare. Per questo dico che la tempistica con cui queste indiscrezioni sono state pubblicate è un chiaro avvertimento a Renzi e rappresenta un tentativo di indebolirlo. Proprio mentre il governo italiano aspira legittimamente ad essere un governo sovrano che tenta di ridare dignità alla nostra azione politica pur in un contesto di alleanze, ecco spuntare il messaggio: attenzione, caduto un esecutivo, ora potrebbe saltarne un altro.

Con le immagini ... ... è più facile

1) L'Economia che non decolla
2) Le imprese che non vengono pagate
3) La disoccupazione che contrae i consumi
4) Il Sud terra di emigrazione senza fine
5) La povertà molto più diffusa di quanto appaia

Eppure il nostro territorio (la Sicilia)
si accinge a subire un'altra grande ondata di immigrazione
dagli imminenti bombardamenti degli USA, Gran Bretagna e Francia
sulla vicina Libia.

Il governo italiano impotente di fronte alla
prepotenza degli "alleati"


«Il Centro-Sud è tornato a performare peggio. 
In Campania e Sicilia sono concentrati i peggioramenti»
commenta Massimo Reale, direttore rischi di Euler Hermes. 
La situazione è particolarmente problematica in Sicilia
Nell’isola la frequenza (cioè il numero) di mancati pagamenti è salita del 24% in un anno, la severità (cioè il valore) del 6 per cento. 
Severità che però ha andamenti drammatici in province come Enna (+81%), 
Messina (+53%) e Catania (+50%), con miglioramenti solo a Trapani, Palermo e Ragusa.

La legge che obbliga la distribuzione a pagare 
i fornitori entro 60 giorni (articolo 61, legge 17/2012) 
«è passata nel dimenticatoio. 
I tempi di pagamento sono solo in parte migliorati. 
Se prima arrivavamo a 150-180 giorni, ora siamo a 120 giorni». 

mercoledì 24 febbraio 2016

Valle Belice. L'infinita ricostruzione

GIORNALE DI SICILIA

 I sindaci torneranno, nei prossimi mesi, a incontrare il Ministro delle infrastruitture, perché il rischio è quello che la ricostruzione rimanga un'incompiuta. 
Max Firreri PARTANNA 
··· Sono gli sgoccioli, le ultime somme, che chiudono una partita iniziata nel 2013. I paesi della Valle del Belice respirano ora una boccata di ossigeno nella lunga e affannosa questione legata alla ricostruzione post-terremoto '68 nel Belice. 
Sono stati firmati ed emessi i mandati di pagamenti relativi alla somma residua del finanziamento ottenuto con la legge dello Stato 228/2012. Si tratta di 28 milioni di euro che erano rimasti vincolati presso la Regione Siciliana per lo sforamento del Patto di stabilità nel 2015. La somma originariamente stanziata è stata di 45 milioni di euro sia per le opere pubbliche che l'edilizia privata. 

Lo Stato - tramite il Ministero delle infrastrutture - erogò nel 2013 la somma di dieci milioni di euro. Dei 35 milioni residui trasferiti alla Regione, 8 milioni vennero erogati dagli uffici regionali, gli altri sono rimasti bloccati. Ora lo svincolo e le somme che stanno per arrivare nelle casse dei 21 comuni. «Abbiamo motivo di ritenerci soddisfatti del lavoro fin qui svolto che, nonostante il lungo lasso di tempo intercorso, oggi vede concludersi una vicenda sulla quale siamo stati incalzanti, trovando e suggerendo alle istituzioni, le soluzioni tecnico giuridiche che hanno portato alla soluzione finale» spiega Nicola Catania, sindaco di Partanna e coordinatore dei comuni del Belice. 
Ma la questione della ricostruzione rimane un capitolo aperto. Perché l'arrivo di queste ulteriori somme non chiude la partita aperta qualche anno dopo il terremoto. Mancano ancora ulteriori somme per completare la ricostruzione, sia per quanto riguarda le opere pubbliche che l'edilizia privata. 
Ma, di contraltare a una questione non chiusa, c'è oggi la necessità dei comuni di assicurare la manutenzione di opere pubbliche costruite coi soldi della ricostruzione. Ma mancano i fondi e gli enti si trovano in difficoltà. La partita della ricostruzione non è, dunque, chiusa. «Il lavoro del coordinamento - dice ancora Catania - non si è fermato al semplice sblocco del finanziamento, ma è in atto una forte ed intensa interlocuzione con le istituzioni tutte per evitare di far cancellare dall'agenda dello Stato e della Regione la questione ricostruzione legata al nostro territorio». 
I sindaci torneranno, nei prossimi mesi, a incontrare il Ministro delle infrastrutture, perché il rischio è quello che la ricostruzione rimanga un'incompiuta. «L'attività - dice ancora Catania - riguarda solo il soddisfacimento dei diritti acquisiti, ma anche a creare gli strumenti necessari per rientrare a pieno titolo fra quei territori che si candidano prioritariamente all'utilizzo produttivo dei fondi strutturali 2014-2020». 

L'Europa che non c'e'. -2-

L’Europa sta attraversando uno dei sui periodi più difficili causato, in buona parte, dalla crisi economica mondiale che ha ridotto le occasioni di lavoro e reso più difficoltoso l’inserimento sociale soprattutto delle giovani generazioni.
A queste vanno aggiunte altre cause di tipo culturale, come ad esempio 
--a persistenza dei campanilismi nazionali e regionali, 
--la disaffezione dei popoli verso l’idea di una Europa unita 
--ed in fine, ma non meno rilevante, una ondata di razzismo e xenofobia che mina e corrode le fondamenta dell’antica civiltà europea. 

Negli ultimi anni sono avvenuti importanti allargamenti, gli Stati che aderiscono all’Unione sono diventati 28 e per altri sono in corso Trattative per entrare. 
Da quasi un decennio circola in molti Paesi (oggi sono 16) la moneta unica europea, l’euro, divenuta una delle più importanti del mondo. 
Nei sei decenni di storia di integrazione europea i progressi non sono mancati, anche se lenti, spesso intervallati da brusche frenate che hanno interrotto o rallentato il processo di riforma istituzionale di cui l’Unione necessita per rendere efficiente, snella e rapida la sua azione. 
Si è riusciti ad uscire dal tunnel con il compromesso del Trattato di Lisbona in vigore dal dicembre 2009, ma tanti problemi restano ancora irrisolti. In molti paesi europei, tra i quali anche l’Italia, al di là delle dichiarazioni ufficiali, prevale nelle forze di governo un forte scetticismo e scarso impegno europeista. Addirittura, per una forza politica (la Lega Nord), sarebbe un ostacolo l’unità dell’Italia, figuriamoci come possano credere nell’Unione europea! 
Purtroppo gli euroscettici non sono soltanto in Italia ma sempre più numerosi nel panorama politico europeo. La conseguenza di tale diffusione culturale ha avuto come risultato, nelle tornate elettorali, il crescere dell’astensionismo ed il rafforzamento delle liste di euroscettici e nazionalisti; un nuovo campanello d’allarme per il futuro dell’Europa, anche se taluni osservatori tendono a minimizzare.

Gli effetti della globalizzazione determinano una nuova situazione, trascinandosi dietro vantaggi e svantaggi oltre che problemi di compatibilità culturali. Per la sua natura essa non è evitabile e prosegue dritta e veloce senza che niente possa frenarla. 
Il ricorso agli egoismi, al razzismo, agli atteggiamenti xenofobi possono essere anche popolari nel breve periodo, bene accetti dalla parte più primitiva e grezza dei popoli, ma sono da considerare profondamente sbagliati. Non solo perchè disumani e incivili, ma addirittura di stile animalesco e barbarico, che sicuramente non attenuano ma incrementano le distanze tra i popoli, rendendo sterile il lavoro quotidiano delle organizzazioni internazionali e della stessa Europa sul difficile campo della cooperazione, contro ogni forma di discriminazione e di intolleranza. 
Le guerre fra poveri non servono a nulla, il vero obiettivo deve essere quello di eliminare la miseria, la fame; provvedere ai bisogni vitali dell’intero pianeta, senza alcuna distinzione di razza, di cultura, di religione.

Wikileaks-Berlusconi. Oggi alle 15,oo il governo risponderà (in diretta tv) nel "question time" sull'attività di spionaggio Usa

Maria Elena Boschi, ministro del governo Renzi, risponderà oggi alla Camera ad una interrogazione sulla vicenda Wikileaks e in particolare sull'attività di spionaggio nei confronti del governo Berlusconi. E' il primo punto all'ordine del giorno del question time che si terrà, dalle 15 alla Camera, in diretta tv.
Le telefonate tra l'allora premier Silvio Berlusconi e i suoi collaboratori, ma anche conversazioni dirette con leader politici come Benjamin Netanyahu venivano monitorate dallo Special Collection Service (Scs), unità speciale dell'Nsa che opera sotto copertura diplomatica. 

E' quanto emerge dai nuovi file di Wikileaks.

Enti Locali Siciliani. Il mondo che ride ... di noi italiani (soprattutto siciliani)

GIAN ANTONIO STELLA (Corriere della Sera)

Il micro Comune con 67 dipendenti che ha smesso di pagare gli stipendi

Comitini (Agrigento) ha solo 950 abitanti. I buchi nel bilancio scatenano la faida tra i consiglieri. Il neo sindaco: «Conti catastrofici. Costretto a declassare anche mia moglie»

La conduzione fuori da
ogni logica di buona amministrazione
ha fatto finire sulle pagine del
The New York Times
il piccolo Comune di
Comitini (Ag)
«Zucchero non guasta bevanda», rideva il sindaco Nino Contino. Sessantacinque dipendenti comunali per 950 abitanti, uno ogni 14 anime, erano troppi? Ma no: «Di più ne vorrei!» E ne aggiunse ancora. Risultato: da tre mesi il municipio di Comitini, il paese-metafora della Sicilia schiava delle clientele, non paga gli stipendi. E i consiglieri comunali (per metà agenti di custodia!) sono in guerra gli uni contro gli altri. Non è un paese come tanti, Comitini, sulla strada da Agrigento a Palermo. È il paese delle miniere di zolfo, il paese dove sventolò il primo tricolore risorgimentale girgentino, il paese dove vissero un po’ della loro giovinezza due premi Nobel, cioè Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello, che qui raccolse racconti straordinari dai quali trasse alcune novelle celeberrime. Su tutte «Ciàula scopre la Luna» e «Il vitalizio» ispirato a un contadino, Antonino Cirino detto «u Saiaru» che, nato alla fine del ‘700, passò tutto l’800 e morì solo nel 1901 dopo aver quasi dissanguato don Pietro Di Benedetto che gli aveva comprato un terreno nella valle dei Templi in cambio d’un vitalizio.
Comitini, borgo pirandelliano
Fatto sta che, forse per devozione all’autore de «Il fu Mattia Pascal», Comitini non ha mai smesso di essere pirandelliana. Basti dire che dopo essere stato fatto conoscere dal Corriere e poi da Michele Santoro per il record planetario di dipendenti comunali (come se Milano ne avesse 93mila, Roma 186mila o l’Italia quattro milioni e 285mila: più gli altri «pubblici») il borgo finì cinque anni fa in prima pagina sul New York Times come simbolo di «una cattiva gestione delle risorse pubbliche che sta strangolando l’Italia e le altre economie in difficoltà in tutta Europa». Rachel Donadio, l’inviata newyorkese, non credeva ai suoi occhi. Due dei nove vigili delegati a gestire un traffico inesistente se ne stavano seduti al bar: «Vedi, stiamo seduti qui e aiutiamo l’economia locale». In chiesa stavano celebrando un matrimonio e un po’ di macchine erano parcheggiate in sosta vietata. «Perché non li multate?» chiese la giornalista. ««Evitiamo. Qui ci conosciamo un po’ tutti, è una città così piccola...». Un’altra giunta, dal Cile al Kamcatka, avrebbe dato le dimissioni. Nino Contino, il sindaco di destra che aveva accumulato quella massa di impiegati (14) e precari in attesa di essere stabilizzati (51) spiegò all’«Arena» di Massimo Giletti che no, non era imbarazzato affatto: «So bene che 65 lavoratori comunali in una città di poco meno di mille abitanti sono molti. Ma se non gli avessimo offerto un lavoro, queste persone sarebbero emigrate, magari in America». E i soldi per mantenere questi esuberi? Spallucce: «La città non paga: sono lo Stato e la Regione che lo fanno. I dipendenti sono pagati solo per il 10% dal Comune».
i ragazzi delle medie in crociera: 35 mila euro
L’anno dopo, mentre Mario Monti faceva stringere la cinghia a tutti gli italiani, ne inventò un’altra. E anziché sistemare i tombini o togliere le erbacce, spese 35 mila euro recuperati in Regione più un’altra decina di migliaia delle casse municipali per mandare in crociera una trentina di anziani e una quindicina di ragazzi di III media: «È un modo per festeggiare il loro primo traguardo e non potevamo che farlo approfittando di questa opportunità economica legata alla crociera». All’arrivo delle nuove elezioni, obbligato dalle regole sul limite dei mandati, restò fuori. Ma fece vincere i suoi: otto consiglieri contro quattro. Con la più alta quota planetaria di dipendenti pubblici. Merito di una leggina che consente a ogni dipendente dello Stato eletto a una qualsiasi carica pubblica d’essere trasferito dal luogo in cui sta (Imperia o Pordenone, Sassari o Cuneo) a quello dove deve svolgere il mandato. Risultato: su dodici membri del consiglio comunale attuale ci sono a Comitini un poliziotto, un sottufficiale dell’esercito e sei agenti di custodia. Sei! Imposto come sindaco, però, Felice Raneri, un ex ferroviere che (caso più unico che raro) aveva lasciato il posto fisso per metter su una aziendina di prodotti edili, si è via via sganciato: «I conti erano catastrofici. Tantissimi debiti fuori bilancio. Una massa di fornitori non pagati. Cinque dirigenti a fronte di nove dipendenti semplici (ho dovuto declassare anche mia moglie Concetta) più cinquantatré precari in attesa di assunzione definitiva dopo anni di lavoro e promesse. Per un totale di 67. Due in più rispetto a quando ci avevano sbattuti sulNew York Times come esempio di cattiva amministrazione. Non so se mi spiego».
«Fatture senza l’impegno di spesa»
Non bastasse, un diluvio di «fatture senza l’impegno di spesa. Più quelle di tre avvocati palermitani, anche di grido, assunti dal mio predecessore (che non si rassegna a mollare l’osso) per vincere in tribunale le penultime elezioni comunali dato che avevo preso un solo voto (uno solo e contestatissimo) in più del suo avversario. Per capirci: per restare sindaco lui prese degli avvocati pagati da tutti i cittadini». Non bastasse ancora, mesi fa è scoppiato un piccolo inferno: «C’erano dei raccomandati imboscati in questo o quell’ufficio a non far niente. Essendo stati presi quasi tutti come addetti al verde pubblico, ho cercato di mandarne una dozzina per le strade. Non l’avessi mai fatto! Mi hanno denunciato perché non era mai stata fatta loro la visita medica. Vero, ma non per colpa mia: nessuno ci aveva mai pensato». A farla corta, a un certo punto Raneri, sempre più nel mirino della destra che l’aveva eletto, ha scelto di allearsi con la minoranza di centro-sinistra: «Adesso siamo cinque contro cinque, più due “fluttuanti” che un giorno stanno con noi e un giorno con gli altri. Ma è inutile parlare di destra e sinistra. Qui siamo tutti cugini, parenti, cognati… E ormai è una guerra tutti contro tutti». Impossibile approvare il bilancio: «Fanno mancare sempre il numero legale». Niente bilancio, niente soldi. Niente soldi, niente stipendi. E sempre più Comitini si consolida come il paese-metafora di un Sud che si trascina i problemi, le furbizie e le tragedie di sempre…

martedì 23 febbraio 2016

Berlusconi. Merkel e Sarkozy quella volta se la ridevano forse perchè sapevano ...

La NSA spiava Berlusconi durante gli incontri con Merkel, Sarkozy, Netanyahu.


E' una vicenda strana quella scoppiata in queste ore.
La signora Merkel ed il governo francese seppero di essere intercettati dagli "amici" americani due anni fà e si incavolarono sul serio.
Che il governo Berlusconi fosse spiato dagli "amici-alleati" americani sin dall'insediamento lo stiamo scoprendo in queste ore solamente perchè i giornali americani ne parlano.

Mah. . .
Renzi adesso ha fatto convocare l'ambasciatore Usa alla Farnesina per chiedere spiegazioni.
E' la prassi.



I Comuni sono in difficoltà. Contessa Entellina non paga i dipendenti da mesi, ma allarga la borsa incrementando ore e consulenze nell'Uff. Tecnico


L'APPELLO. L'Ance: «Tagli del 25%, impossibile approvare i bilanci e pagare gli stipendi»
Meno soldi ai Comuni, i sindaci: così rischiamo il default ··· 

«I tagli ai trasferimenti non possono che provocare il default dei Comuni che non riusciranno ad approvare i bilanci entro il 30 aprile»: nel giorno in cui l'Ars ha iniziato a votare la manovra economica, i sindaci sono arrivati in commissione Bilancio per mettere sul tappeto l'emergenza. 
L'Anci, presieduta da Leoluca Orlando, ha illustrato le principali conseguenze di tagli ai finanziamenti che si aggirano sul 25% rispetto all'anno scorso: «Ammesso che ci sia qualche Comune che riesca a potare in pareggio il bilancio, dovrà comunque tagliare i servizi alla cittadinanza». In più il vicepresidente Luca Cannata ha confermato che anche a febbraio, come già registrato a gennaio, «molti sindaci non riusciranno a pagare gli stipendi o lo faranno con parecchi giorni di ritardo e solo grazie ad anticipazioni bancarie». 
I sindaci hanno lanciato il loro allarme a 24 ore da quanto fatto dai commissari delle 9 ex Province, che hanno illustrato una situazione di dissesto che entro un mese porterà alla dichiarazione di esubero per migliaia di dipendenti e al licenziamento dei precari. 
Anche l'Anci ha denunciato «una situazione che conduce al fallimento. Stiamo assistendo alla distruzione completa del sistema degli enti locali con dati alla mano». E i dati sono questi: «Sono state azzerate le risorse che la Regione trasferiva in conto capitale (circa 115 milioni). È stato tagliato il fondo per le autonomie locali. Tutto ciò vale il 25 per cento delle somme». 
Questo è quello che i sindaci attribuiscono alla Regione. Ci sono poi ulteriori restrizioni imposte dallo Stato. Da qui l'appello a modificare almeno la Finanziaria in corso di approvazione e a sostenere anche il pressing in corso su Roma per allentare la morsa dello Stato. Tuttavia ¡l governo regionale non prevede in questo momento di modificare il budget per gli enti locali. Il bilancio in corso di (faticosa) approvazione prevedeva milioni di finanziamenti ordinari. Mentre il fondo per il precariato potrà contare su altri 227,8 milioni. Gran parte di queste somme tuttavia rimarranno congelate fìno a quando Crocetta e l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, non raggiungeranno a Roma l'intesa con lo Stato per ottenere gli ultimi 500 milioni di aiuti promessi a dicembre. 
Nell'attesa l'allarme di Comuni e Province è stato raccolto dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone: «Condivido l'allarme lanciata da Orlando anche per quanto riguarda la sottovalutazione della questione relativa alle ex Province, perché in attesa della riforma definitiva a dover sopportare i costi sono i Comuni». 

Piana degli Albanesi. Pubblicato dopo 65 anni il libro-inchiesta su Damiano Lo Greco: "Quando Scelba imperava di Francesco Petrotta"


Contessa Entellina. I dipendenti ex-Ato propongono ricorso

Gli ex dipendenti dell'ATO/Monreale originari dal nostro paesino, Contessa Entellina, che dal dicembre 2014 non hanno più potuto prestare servizio presso l'originario datore di lavoro per l'avvenuto fallimento della società pubblica di gestione hanno presentato ricorso presso il giudice civile di Termini Imerese  per ricevere "accertamento e dichiarazione" che dal dicembre 2014 a febbrai 2015 hanno lavorato su incarico del Comune secondo le loro precedenti mansioni e garantendo la regolarità del servizio raccolta rifiuti.
A fronte delle attese dei quattro lavoratori il Comune ha deciso, con specifica deliberazione di giunta, di costituirsi in giudizio. 
Il Comune ha deciso di costituirsi per un analogo ricorso promosso da altri 17 ex-dipendenti ATO nei confronti di tutti i comuni a sud del corleonese (Bisacquino, Contessa E., Chiusa Sclafani, Giuliana, Prizzi, Palazzo Adriano, Campofiorito). 

L'Europa. Esiste una crescita socio-economica che vorremmo ed un puntare l'attenzione su temi che servono per distrarre l'attenzione della gente

I nostri media (soprattutto la tv di stato) si sono scordati della  Grecia. Nulla gli italiani sanno di come il paese procede sotto il governo di Tzipras. 

A governare in verità, più che Tzipras, è la troika dietro a cui sta la mano pesante  dell'Unione Europea.



I nostri giornali (La Repubblica, il Corriere della Sera), strumenti fascinosi del nuovo ordine mondiale  (neoliberista) pur di assecondare il potere bancario e la distruzione di ciò che resta del welfare socialdemocratico in Europa  ignorano ciò che sta avvenendo nel paese vicino.

In Grecia da qualche settimana è in corso una  insurrezione popolare dei lavoratori autonomi e dipendenti contro la troika, ma la Repubblica di De Benedetti è impegnata a raccontarci l'andamento in Parlamento della legge Cirinnà (diritti civili che prevalgono sui diritti sociali). 
La situazione ed il mondo in cui viviamo è davvero strano. 
Il giornale La Repubblica ha assecondato negli ultimi decenni la trasformazione di tutta la sinistra italiana (comunista e socialista) per farne docile strumento e base operativa del mondo benestante (i liberal) contro chi necessita di sostegni.
La Repubblica ed il Corriere nulla sanno della polizia greca che in questi giorni spara gas lacrimogeni per disperdere gli agricoltori che stanno insorgendo contro la riforma delle pensioni: riforma che, manco a dirlo, va ad abbassare drasticamente le pensioni minime, che arrivano ora a 378 euro mensili. 
I nostri giornaloni per intanto si occupano dei diritti civili e dell'utero in affitto: scelta formidabile per distrarre l'attenzione dai problemi sociali sia degli italiani che degli europei.


La Grecia è il futuro di tutti i popoli europei, che le èlite finanziarie – hegelianamente, il nuovo Signore – stanno riducendo al rango di un nuovo Servo senza dignità.
Le masse asservite non sono oggi più rappresentate;  i partiti socialisti che un tempo ne tutelavano gli interessi e le rivendicazioni sono ora passati disinvoltamente alla difesa degli interessi e dei diritti civili su come fruire dell'utero e se affittarlo.

E Tsipras? Dopo aver liquidato come se nulla fosse il referendum, ora abbassa le pensioni minime: lo vuole l'Europa dei "liberal", lo vuole la troika.  

Con le immagini ... ... è più facile

Gli Usa useranno una base aerea siciliana per bombardare con i droni le basi dell'Isis in Libia

Il Governo ha concordato con gli Usa
ma -ad oggi- non ha ancora informato il Parlamento
(il decisionismo renziano supera ogni ...) 

 Roma ha autorizzato l'uso di Sigonella. 
Fino a pochi mesi fa i velivoli potevano condurre esclusivamente missioni di intelligence. 
La rivelazione è del Wall Street Journal
I velivoli possono agire solo in appoggio a unità d’élite nel caso siano in pericolo, 
ogni incursione sarà autorizzata volta per volta, 
la disposizione si applica a qualsiasi area dove sia presente l’Isis. 

lunedì 22 febbraio 2016

Ricorrenze. Giornata Internazionale della Lingua Madre


Chiesa dell Martorana. Girata una scena della serie tv Rai Fiction

Alle spalle dell'attore Nino Frassica si individua la scalinata dell'accesso alla Chiesa della Martorana, a Palermo.

All’interno della chiesa è stata girata una delle scene della serie tv per Rai Fiction "La mafia uccide solo d'estate", ispirata al film di Pierfrancesco Diliberto. 

Italiani. I segni dell'identità, il peso della memoria, l'immagine nel mondo (2)


L'argomento identità degli italiani secondo molti scrittori e saggisti viene collegato ai valori, simboli, miti, personaggi, comportamenti, luoghi dell’immaginario, cibi, gesti, situazioni che, soprattutto all'estero, identificano con l’essere italiani.


Va posto comunque, anche volendo pigliare per congrui questi riferimenti, l'interrogativo su cosa resta oggi immutato di una certa italianità del passato e che cosa invece sia cambiato, e forse notevolmente, sotto l’impatto

- dell’integrazione europea, 
- dell’arrivo di milioni di immigrati 
- e dei processi di globalizzazione della politica e dell’economia fra i paesi dell'Occidente, e non solo fra essi.



Esiste uno “zoccolo duro” della nostra identità nazionale che continua a permanere nonostante le influenze esterne così numerose e cosi invasive?

Possiamo presentare una immagine dell’Italia e della Sicilia,  realistica e non retorica, a quei tanti contessioti (figli e congiunti compresi, oggi cittadini stranieri)  che vivendo in ogni angolo del mondo, di tanto in tanto, si connettono al Blog ?
Come possiamo descrivere l'identita' dei contessioti, sempre che essi siano riusciti da cinquant'anni in qua' a conservare una propria identita' rispetto al resto dei siciliani, in mezzo ai quali geograficamente convivono ?

^^^^

Su questi aspetti della personalita' degli abitanti dello "stivale" contiamo di soffermarci a lungo, tenendo pero' ben presente quanto scrive in un libro del 1996 intitolato “Contro l’Identità” l'antropologo  Francesco Remottici secondo il quale esiste l’abitudine di considerare l’identità come “qualcosa che si sottrae al mutamento, che si salva dal tempo” e di sottovalutare “i fenomeni che potremmo chiamare di flusso: fenomeni di mutamento incessante da cui le forme emergono e in cui sono destinate a scomparire”.

“Il primo passo che occorre compiere è esattamente quello di uscire da una logica puramente identitaria ed essere disposti a compromessi e condizioni che inevitabilmente indeboliscono le pretese solitarie, tendenzialmente narcisistiche e autistiche dell’identità.
Uscire dalla logica identitaria significa essere disposti a riconoscere il ruolo formativo, e non semplicemente aggiuntivo o oppositivo, dell’alterità”.

Il rischio e' che forse deluderemo gli emigrati andati via da Contessa cinquant'anni fa', che magari hanno fatto fortuna in Australia e continuano a pensare -con nostalgia- la Contessa Entellina popolosa, contadina, arbëresh, solidale nella "gjitoniaKush ë pa shpi, ë pa gjitoni” (“Chi è senza casa, non ha vicinato”, custode della propria diversità rispetto ai "busacchinara", etc.
Di quel mondo resta ben poco. 
Poco non per colpa del terremoto '68, ma perche' in cinquant'anni davvero l'Italia (ed il mondo) sono cambiati.



Parlarne sara' comunque bene, soprattutto come testimonianza.