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lunedì 6 febbraio 2017

Papas Nino Cuccia, sacerdote, pittore ed iconografo (1928 – 2017) ... ... di Calogero Raviotta


Il giorno di Natale del 2016 conclude la sua vita terrena, quasi novantenne, il concittadino papas Nino Cuccia.

A sx Papàs Nino Cuccia, a dx Papàs Gaspare Schirò
Nato a Contessa Entellina il 27 gennaio 1928, inizia la sua formazione religiosa e culturale presso il seminario greco-albanese di Palermo, dove frequenta il ginnasio-liceo. Completa gli studi presso la Scuola Teologica Francescana di Palermo.
Nel 1961 é ordinato sacerdote di rito bizantino-greco, nella Chiesa Matrice di Contessa Entellina, da mons. Giuseppe Perniciaro, eparca della diocesi di Piana degli Albanesi.

Svolge la sua missione sacerdotale inizialmente a Contessa (Rettore della Chiesa di S. Rocco e Vicario parrocchiale), quindi si trasferisce provvisoriamente nel noto santuario della Madonna di Pompei, dove dal 1967 stabilmente continua la sua missione sacerdotale. Tuttavia conserva sempre vivo il legame col paese natio, dove torna per alcuni giorni ogni anno per la festa principale (otto settembre), ma soprattutto tiene viva la sua formazione religiosa e culturale bizantina, che esprime per oltre 60 con le numerose icone dipinte, le quali possono essere ammirate: nella Badia Greca di Grottaferrata, nel Seminario greco-albanese “Benedetto XV” di Grottaferrata, nel palazzo eparchiale di Piana degli Albanesi, nelle chiese di rito bizantino di Contessa. Alcuni suoi dipinti si trovano in case private, donati da papas Nino a parenti, conoscenti ed amici.
Nella chiesa parrocchiale greca sono esposte icone di papas Nino nelle varie cappelle ed in particolare quattro grandi icone: Madonna in trono con Gesù Bambino e Cristo in trono sono poste sui due pilastri (a destra ed a sinistra), appena si entra in chiesa, S. Nicola e S. Giovanni sono poste sui due pilastri, a fianco dei gradini (sotto gli ultimi archi a sinistra ed a destra della navata centrale).

Alcune sue icone ornano l’iconostasi della chiesa dedicata a S. Antonio abate, nel borgo ruraleCastagnola, altri dipinti sia con immagini sacre sia con immagini laiche, sono state donate al Comune di Contessa ed ornano le pareti dei locali della sede municipale. Donati da papas Nino al Centro Culturale Parrocchiale, sono esposti nella sala riservata alla Pinacoteca ed alla Fototeca (sede del Centro in piazza Umberto) i seguenti dipinti:
1.  Paolo de Matteis del 1712 (copia)
2.  Copia di affresco di Pierini De Vago, Palazzo Doria – Genova (copia)
3.  Guttuso – Fuga in Egitto (copia)
4.  Natale
5.  Danae di Tiziano (copia)
6.  Suonatore di liuto di Caravaggio (copia)
7.  Ritratto di guerriero di Sebastiano del Piombo (copia)
8.  Giocatori di Valentin de Boulogne, pittore ferrarese (copia)
9.  Madonna col Bambino di Van Dich (copia)
10.Madonna col Bambino di Piazza da Lodi (copia)
11.Ritratto di una donna del ‘500
12.Gesù portato al sepolcro di Mantegna (copia)
13.Stemma del Comune di Contessa Entellina

Per far conoscere le opere di papas Nino, il Centro Culturale Parrocchiale gli ha già dedicato una mostra nel 2008 (chiesa del Purgatorio), in occasione della festa della Madonna della Favara, ed una particolare attenzione e spazio in occasione della “Giornata della Cultura 2013” dedicata a “Icone, iconostasi e iconografi di Contessa”.
(Calogero Raviotta)

Hanno detto ... ...

ENRICO LETTA, già premier
 "Che Angela Merkel rilanci l'Europa a diverse velocità è un fatto importante, una mossa utile e coraggiosa. La buona notizia è che la proposta venga dalla Germania, il Paese fin qui più immobilista, quello che non voleva toccare nulla e ora invece si muove per la prima volta in una logica di discontinuità. Berlino sembra capire che la mera difesa dell'esistente porta alla distruzione di tutto. La Brexit e Donald Trump costituiscono una doppia minaccia esterna esistenziale e l'Europa deve cambiare passo e direzione".

VIRGINIA RAGGI, sindaco di Roma
"Il capo segreteria  viene nominato dal sindaco, e io scelsi Romeo in virtù di un rapporto di fiducia e di stima professionale che si era consolidato negli anni in cui ero consigliera comunale. La storia della polizza è stata gonfiata ad arte dai giornali per screditarmi attraverso un'operazione vergognosa".
"Io non ho mai preso un soldo e, se ne fossi stata informata, avrei chiesto a Romeo di rimuovere immediatamente il mio nome dalla polizza, come ho fatto pubblicamente appena l'ho saputo. Qui parliamo di una polizza usata da Romeo come forma di investimento personale, l'unico beneficiario è lui e non certo la sottoscritta. Persino uno stolto capirebbe che una polizza a vita del valore di 30 mila euro, di cui io avrei beneficiato solo in casa di morte del sottoscrittore, non può essere una forma di corruzione o di compravendita dei voti".

ROMANO PRODI, già premier
“Ho sempre considerato l’ipotesi di elezioni anticipate una prospettiva poco probabile e, in questa fase, politicamente sbagliata. A maggior ragione, ora, credo che il governo italiano debba avere la tranquillità necessaria per affrontare questi temi”
“La sfida delle due velocità (dell’Europa, ndr) interpella tutto il Paese e l’Italia deve tornare a diventare un protagonista attivo della politica europea”.
 “Il problema dell’Italia è la demoralizzazione della società, che non crede più in se stessa. Per aggiustare queste cose, ci vuole il cacciavite. E una politica di lungo periodo, che abbia una sua continuità”
PAOLO MIELI, storico, scrittore e giornalista
 ... è bizzarro che, a sinistra, sia stato resuscitato l’Ulivo. Forse lo si è fatto perché l’immagine della creatura di Romano Prodi evoca successi e unità. Già, l’unità. 
Nel Novecento i gruppi che venivano espulsi o si scindevano dal Partito socialista presero l’abitudine di inserire nella loro denominazione il termine «unità» ad occultare il fatto che la loro comparsa sulla scena annunciava la divisione della sinistra in ulteriori tronconi. Per primi, nell’ottobre del ’22, si definirono Partito socialista «unitario» i compagni di Filippo Turati e Giacomo Matteotti espulsi dal Psi nei giorni della marcia su Roma. Nel ’48 si chiamarono «Unità socialista» le due formazioni ex Psi — guidate da Giuseppe Saragat e da Ivan Matteo Lombardo — che avevano rifiutato la scelta frontista alle elezioni del 18 aprile. Nel ’49, pretesero di darsi nuovamente il nome di Partito socialista «unitario» i seguaci di Giuseppe Romita e Giuseppe Faravelli fuorusciti dal Psi. Si autoproclamarono invece Partito socialista di «unità» proletaria coloro che, nel ’64, con Tullio Vecchietti e Lucio Libertini, abbandonarono il Psi al momento dell’ ingresso nel primo governo di centrosinistra organico. E per la terza volta vollero denominarsi Partito socialista «unitario» quelli che, guidati da Mauro Ferri (ma regista dell’operazione fu Giuseppe Saragat, all’epoca Presidente della Repubblica) nel luglio del 1969 ruppero con il Partito socialista unificato e provocarono la caduta del governo guidato da Mariano Rumor.
Unità, unità, unità: ogni volta che lasciavano il partito madre quei grandi della sinistra storica si definivano «unitari». Ed è un segnale interessante che queste nuove formazioni della sinistra prendano l’abitudine di proclamarsi «uliviste». Pur se è improbabile che, in virtù di questo cambio di denominazione, gli scissionisti del nuovo millennio abbiano prospettive di successo maggiori di quelli che nel secolo scorso si dicevano «unitari».

domenica 5 febbraio 2017

Massimo Cacciari firma l'appello dei docenti: "Gli studenti scrivono male in italiano? Colpa di chi ha smantellato la scuola"

Massimo Cacciari interviene su Repubblica e dice:
"Chiariamo: la colpa non è degli studenti, né degli insegnanti, ma di chi ha smantellato la scuola disorganizzandola. [...] L'impianto dei vecchi licei è stato smontato senza riflettere su quali competenze siano comunque basilari per qualsiasi corso di studi. Prima c'era il nucleo forte di materie come italiano, latino, storia e filosofia al classico, lo scientifico cambiava di poco con l'aggiunta di matematica. Adesso si taglia il latino, si taglia la filosofia, pilastri per un apprendimento logico. [...]. Sembra che l'unica cosa indispensabile sia professionalizzare, ma non si vuole capire che alla base di ogni apprendimento ci sono le competenze linguistiche".

Università. Gli studenti non sanno nè parlare nè scrivere in italiano ?


PARE CHE GLI ITALIANI NON SAPPIANO PARLARE IN ITALIANO






 La lettera aperta di 600 docenti universitari al presidente del Consiglio, alla ministra dell'Istruzione e al Parlamento italiano, promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità.

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana». 
«A fronte di una situazione così preoccupante il governo del sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema». 
«Abbiamo invece bisogno - viene rilevato - di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né il generoso impegno di tanti validissimi insegnanti né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti. Dobbiamo dunque porci come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti». 
«A questo scopo, noi sottoscritti docenti universitari - si legge ancora - ci permettiamo di proporre le seguenti linee di intervento: una revisione delle indicazioni nazionali che dia grande rilievo all'acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari. Tali indicazioni dovrebbero contenere i traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le più importanti tipologie di esercitazioni; l'introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano. Sarebbe utile la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all'esame di terza media, anche per stimolare su questi temi il confronto professionale tra insegnanti dei vari ordini di scuola».
«Siamo convinti che l'introduzione di momenti di seria verifica durante l'iter scolastico - concludono - sia una condizione indispensabile per l'acquisizione e il consolidamento delle competenze di base. Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un'occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero finalmente dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro». 
Firmano  fra altri 600 accademici:
Accademici della Crusca 
(Rita Librandi, Ugo Vignuzzi, Rosario Coluccia, Annalisa Nesi, Francesco Bruni, Maurizio Dardano, Piero Beltrami, Massimo Fanfani); 
i linguisti 
Edoardo Lombardi Vallauri, Gabriella Alfieri e Stefania Stefanelli
i rettori di quattro Università; 
i docenti di letteratura italiana 
Giuseppe Nicoletti e Biancamaria Frabotta
il pedagogista 
Benedetto Vertecchi 
e lo storico della pedagogia 
Alfonso Scotto di Luzio
gli storici 
Ernesto Galli Della Loggia, Luciano Canfora, Chiara Frugoni, Mario Isnenghi, Fulvio Cammarano, Francesco Barbagallo, Francesco Perfetti, Maurizio Sangalli
i filosofi 
Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Angelo Campodonico
i sociologi 
Sergio Belardinelli e Ilvo Diamanti
la scrittrice e insegnante 
Paola Mastrocola
il matematico 
Lucio Russo
i costituzionalisti 
Carlo Fusaro, Paolo Caretti e Fulco Lanchester
gli storici dell'arte 
Alessandro Zuccari, Barbara Agosti e Donata Levi
i docenti di diritto amministrativo 
Carlo Marzuoli
di diritto pubblico comparato 
Ginevra Cerrina Feroni 
e di diritto romano 
Giuseppe Valditara; 
il neuropsichiatra infantile 
Michele Zappella
l'economista 
Marcello Messori.

I bio territori. La riscoperta delle specie vegetali e delle razze animali pregiate

Abbiamo assunto uno stile di vita in gran parte e massicciamente Americano. Adesso, come per allucinazione scopriamo che nell’ultimo secolo l’Europa ha perso il 70% della sua diversità alimentare, in seguito alla scomparsa di 30mila specie vegetali. 
Appena 150 specie, oggi, forniscono il 75% di ciò che mangiamo. 
Questa omologazione colpisce anche le razze animali: la Coldiretti ha denunciato la scomparsa di 2 milioni di animali d’allevamento in Italia negli ultimi dieci anni. Stando ai Piani di Sviluppo Rurale, sono a rischio 130 razze allevate nel nostro Paese.
E' proprio cosi ! Un'antica canzone ci faceva sapere "Tu vuo far l'americano ?  ...Tu vuoi vivere alla moda… ". 

E adesso scopriamo che nulla è più ... genuino.



Hanno detto ... ...

Cosa interpretiamo ?Giannelli individua gli Stati Uniti d’America
con il simbolo della Coca-Cola attraverso
la bottig
liona da un litro e la storiella della
formula cambiata che risale al 1985.

Il significato politico è nei dettagli e prende
in contropiede.
Il tappo è una microspazzola
da scarpa: Trump sta trattando da
sciuscià il nostro premier.
La pettinatura di Gentiloni sottolinea la debolezza
del nostro Premier.

Gentiloni non ha avuto un atteggiamento
cazzuto con Trump.
La rappresentazione è infatti
spettacolare: perché il telefono è staccato. 


MAURO DEL BUE, direttore de Avanti!

Nell’intervista al Corriere Renzi ha messo il freno. Forse non sarà lui il prossimo presidente del Consiglio ma Gentiloni o Delrio, forse non si voterà a primavera, forse. Dipende. Lui ha sbagliato un rigore. L’ha tirato malissimo. Lo ammette. Un Renzi prudente e dialogante, che non smette però di essere Renzi. Quel paragone ricorrente col calcio non é certo un adeguato e necessario approfondimento post sconfitta. Servirebbe un di più di cultura, una maggiore propensione alla profondità (saggio consiglio di Veltroni), un linguaggio che fuoriesca da quello tipico dei social e di twitter. Pretendiamo troppo?

WALTER VELTRONI, già segretario Pd

"Cos’altro deve fare Donald Trump per far capire alla sinistra che è cominciato un nuovo tempo della storia? 
Cos’altro deve accadere perché la sinistra si accorga che il mondo occidentale sta slittando a destra? Lo dico così, in forma rozza e semplificata, perché mi rendo conto che forse non è più tempo di analisi strutturate, di riflessioni compiute". 

ANTONIO POLITO, editorialista del Corriere della Sera
I sondaggi pubblicati dicono che è più facile che Renzi perda le elezioni che le primarie.

Con le immagini ... ... è più facile

 ALBANIA:
La seconda metà del  XX secolo:
Il Comunismo doveva creare la Società nuova, ha creato invece la più tradizionale delle società, quella in cui l'umiliazione della dignità umana viene offesa ed umiliata


Per non dimenticare.

sabato 4 febbraio 2017

Antonino Buttitta. Il ricordo

Antonino Buttitta, antropologo, docente universitario e politico del Partito socialista, di cui fu segretario regionale e deputato nazionale, si è spento. Oggi pomeriggio si sono svolti i funerali nella chiesa della Madonna della Catena di Palermo.
Era nato a Bagheria il 27 maggio del 1933. 
E’ stato ideatore della fondazione intitolata  al padre, il poeta Ignazio Buttitta. 
E’ stato professore emerito dell'Università di Palermo, dove ha ricoperto il ruolo di docente e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia (dal 1979 al 1992), nonché presidente dei corsi di laurea in Beni demo-etno-antropologici e alla magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia.

Con le immagini ... ... è più facile

UN TEMPO I PROBLEMI SOCIALI ERANO COMPETENZA DEI PARTITI,
IN PARTICOLARE DEI 
PARTITI DI SINISTRA.

SE OGGI LA SINISTRA NON ESISTE PIU' 
PER I  DISEREDATI  PARLANO  LE ONLUS
ED IL PAPA 


PAPA FRANCESCO
Il capitalismo «continua a produrre gli scarti che poi vorrebbe curare». Il principale problema «etico di questo capitalismo è la creazione di scarti per poi cercare di nasconderli o curarli per non farli più vedere.
Una grave forma di povertà di una civiltà è non riuscire a vedere più i suoi poveri, che prima vengono scartati e poi nascosti». 

Così ecco dei paradossi surreali: gli aerei «inquinano l'atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell'azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano». 
il «giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine». 

Hanno detto ... ...

TOMMASO LABATE, giornalista Corriere della Sera
Raggi è una roccia,sembra che nulla la scalfisca. Fior di veterani, per metà delle cose successe a lei, sarebbero crollati

BEPPE GRILLO, Guida del M5S
"Er sinnaco de Roma nun se tocca"

BEPPE GIULIETTI,
Quei manifesti "Anonimi" contro il Pontefice sono una medaglia per il suo impegno contro muri e razzismo


ANTONIO POLITO, editorialista del Corriere della Sera
A Ventotene stavamo per guidare l'Europa, a Malta stanno per cacciarcene. 
Dove abbiamo sbagliato?

ACHILLE OCCHETTO, l'uomo della Bolognina (dal Pci, al Pds)
"Il quadro della situazione politica, in generale, è disarmante. In tutti i partiti si respira un clima di rancore. Sono molto preoccupato che tutto ciò riguardi anche il centrosinistra". 
Nel Pd c'è "un difetto di fabbrica, che io denunciai subito".
PAOLO GENTILONI, premier
L’Italia ha deciso di rispettare le regole europee anche in questa congiuntura e lo fara’ in un modo, con tempi e strumenti che siano tali da non provocare effetti depressivi sulla nostra economia
DOMANDA: Ma l’Italia corre il rischio di trovarsi in procedura di infrazione ?
 “No, non ci sono elementi che vanno in questa direzione, e comunque siamo circondati da Paesi in infrazione e non mi sembrano imbarazzatissimi…”.
Non credo che l’Italia corra questo rischio“, spiega Gentiloni, “noi rispettiamo le regole ma non lo faremo in modo da adottare misure nocive alla crescita che va accompagnata”

giovedì 2 febbraio 2017

Palermo. Capitale della cultura 2018

 C'è -come è ovvio- soddisfazione nell'isola per la nomina di Palermo Capitale della cultura italiana 2018. Leoluca Orlando ha espresso la sua contentezza dopo l'annuncio da parte della Giuria presieduta da Stefano Baia Curioni. 
E' una grande occasione per la valorizzazione della città, su cui gravano antichi e sorpassati stereotopi. 
Palermo è stata -lo sappiamo tutti- grande nel corso dei secoli ed è stata sede di significative espressioni di civiltà;  possiede ancora oggi   numerose testimonianze storiche.

Orlando ha indicato uno dei tagli che verrà dato all'anno 2018 "Noi rivendichiamo il diritto di una cultura che promuove i diritti. E il diritto è in primo luogo".

La cultura -come bene sappiamo- passa attraverso molteplici e svariati canali. 
Il Blog in linea al suo taglio storico si propone di attraversare la vicenda di Palermo -dal 1860 in poi- sfogliando alcuni fascicoli e raccolte del Giornale di Sicilia ed altri fascicoli de L'Ora.  

Con questi intenti vogliamo approfondire la conoscenza del capoluogo della nostra isola. Attraverso la Storia scopriremo l'importanza e la bellezza anche monumentale di Palermo. 

Economia. Perchè l'Italia non gode ammirazione presso i paesi amici ?

Il governo Renzi a Dicembre ha varato la legge di 
Bilancio ben sapendo (furbizia italiana ?) che violava le regole

L'Italia è stata "invitata" dall'Unine Europea a correggere  i conti pubblici in direzione della riduzione di 3,4 miliardi del disavanzo.
Il nostro governo ha tirato fuori -come ormai fa da venti anni- una serie di paroline  che ormai nessuno in Europa intende più accogliere: 
spending review, 
lotta all'evasione, 
e altre insignificanti (in bocca agli italiani) parole che significano: prese in giro.

L'Unione Europea che conosce bene i politici italiani sta intanto per pubblicare un rapporto sul debito pubblico italiano ad hoc che altrove farebbe arricciare i capelli, ma in Italia produce - come da anni - semplici alzatine di spallucce.

Perchè ?
La legge di Bilancio ha causato lo scollamento di 0,2 punti percentuali di Pil rispetto al deficit atteso (di 2,2%) e quello messo a bilancio (di 2,4% ). 

L'Italia ad oggi ha un debito sopra il 130% del Pil ma anche un disavanzo strutturale sotto il 3%. 
Secondo le regole di buna amministrazione il quadro di regia dovrebbe segnare:
-disavanzo di bilancio non superiore al 3% del prodotto interno lordo e  
-debito pubblico non superiore al 60% del Pil, (e qualora fosse fuori da questa soglia che sia inserito all'interno di un programma di discesa).

L'Unione Europea ha a disposizione due momenti: 
1) momento "preventivo": orientare verso l'obiettivo di solidità. 
2) momento "correttivo": scatta per  "stabilire quali azioni devono intraprendere i paesi nel caso in cui il loro debito pubblico o disavanzo di bilancio venga considerato eccessivo". 

La procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) è disciplinata dall'articolo 126 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 

Perchè la pignoleria ?
E' ovvia! 
la furbizia italica si riversa sui 
contribuenti europei, mette in difficoltà l'euro, 
alimenta la convinzione che essere furbi paga

Se i parametri non sono rispettati e le misure proposte non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi, il Consiglio avvia la procedura in base alle raccomandazioni della Commissione. 

Qualora queste non venissero rispettate, è nella facoltà europea di multare il Paese con un'ammenda che può raggiungere lo 0,2% del prodotto interno lordo. (pari proprio a 3,4 miliardi di euro).

mercoledì 1 febbraio 2017

Contessa Entellina. Il comandante dei Vigili Urbani va in pensione

Piero Manale, il comandante dei Vigili Urbani, dopo un quarantennio abbondante di servizio municipale ieri sera ha festeggiato con i colleghi del Comune l'accesso all'agognato -ai nostri giorni-  pensionamento. 
Iniziò a lavorare per il Comune poco più che ventenne negli anni settanta, dopo che col post-terremoto fu modificata la pianta organica e alle ormai desuete figure delle guardie-campestri subentrarono i "vigili urbani".

Quello delle guardie campestri era un ruolo che affondava nei secoli, andando indietro nel tempo, fino all'istituzione della Baronia-Università (=il Comune) di Contessa Entellina. 

Piero Manale, poco più che sessantaquattrenne, ha ricoperto la funzione di comandante con la pacatezza e la moderazione che tutti, a Contessa, gli riconosciamo; funzione che era stata, precedentemente, assolta da Jmmi Mangiaracina, sia pure in tempi e discipline normative completamente diverse. 

Auguri per un lungo e tranquillo pensionamento. 

Una riflessione al giorno

Leggere il Sole 24Ore richiede un minimo di dimestichezza con le leggi ed i temi dell'Economia. E' comunque sufficiente seguire la vita di ogni giorno con i media (tv, internet, giornali altri ...) per poter capire perchè i grafici e le rappresentazioni de Il Sole 24Ore tendono in un senso o in un altro.

Ci soffermiamo sul titolo più rilevante:  
Trump, la cui "illogicità" sta producendo come conseguenza l'indebolimento del dollaro e il rafforzamento dell'euro.

Riflettiamo. 
Cosa pensano i mercati ?

Trump vuole appoggiarsi su Vladimir Putin per isolare la Cina, ma le sue sparate sono talmente grossolane che presto nemmeno il presidente russo darà alcun valore a un’alleanza con Washington.
La scarsa intelligenza di questo presidente è già diventata un problema, per l’America e per il mondo.

Hanno detto ... ...

Il Centro-Sinistra Italiano
punta sul "rompete le righe".

Nulla di nuovo sotto il sole: non è mai esistita
in Italia una Sinistra unita.
Cominciarono i comunisti negli anni '20 a dividere
la Sinistra e, senza volerlo,
favorirono l'ascesa del fascismo.
Poi l scissioni a sinistra son
sempre state all'ordine del giorno:
socialdemocratici, socialproletari,
etc. etc. 

MICHELE EMILANO, presidente Regione Puglia 
"Non ho l'impressione che ne' a destra, ne' il M5s, ne' noi siamo pronti con una idea da presentare alle elezioni. 
Si va alle elezioni solo per salvare una classe politica e probabilmente un segretario del partito che se facesse il congresso verrebbe travolto"
"Se un leader di partito, premier - ha spiegato Emiliano - va a sbattere contro un muro a 300 all'ora, si sfascia tutto, è costretto a dimettersi, il partito è rantolante, in questo momento e facciamo finta di niente, io credo che facciamo un errore gravissimo e aiutiamo tutti quelli che vogliono la scissione del Pd. 
Lo scopo del Pd non è salvare un po' di deputati ma governare il Paese".
Mentana definisice Renzi un bullo? Io ne ho trattati molti di bulli nella vita. Vivevo in un quartiere popolare e accadeva spesso che qualcuno facesse un po' di più di quello che doveva fare. Bene o male ho una certa abitudine a trattarli, la politica e' una cosa diversa, non prevede l'arroganza e lo scontro diretto".

VITTORIO ZUCCONI, giornalista
I Democratici USA son allo sbando e annaspano senza un leader di fronte al bullo Trump.
Potremmo prestargli D'Alema per completarne la demolizione.

PIER LUIGI BERSANI, già segretario pd
 "Non minaccio nulla e non garantisco nulla"

GIOVANNI VALENTINO, giornalista
Bersani come la Sibilla cumana: "Non minaccio la scissione ma non garantisco nulla". E quando mai! Deve ancora smacchiare il giaguaro.

MAURO DEL BUE, direttore de Avanti!
Il lider Massimo ormai ha varcato il Rubicone. Accade nella storia che un personaggio salga o ritorni in auge per merito o colpa di un altro. Chi si sarebbe mai ricordato di Davide se non fosse esistito Golia? Chi di Patroclo senza Achille, chi di Menelao senza sua moglie fedigrafa? Cosi oggi è grazie a Renzi che D’Alema conosce una sua seconda giovinezza. E se il primo ha sfoderato lo spadone per ammazzare il secondo, adesso è quell’altro, a cui non manca un’alta dose di accidia, a rispondergli per le rime, approfittando della sconfitta referendaria e delle dimissioni del giovin signor fiorentino. D’altronde a rottamazione si risponde con egual carica esplosiva.
Il progetto di D’Alema é ormai chiaro. Se Renzi decide di mettere sotto il governo Gentiloni, anche col consenso di quest’ultimo, e chiede subito le elezioni, allora ognuno, dice Massimo, deve sentirsi libero. Libero da vincoli di partito e pronto a fondarne un altro e a presentare una lista alle elezioni, dunque. Conoscendo la vocazione suicida della sinistra italiana credo non sarà nemmeno semplice mettere insieme i dalemiani coi vendoliani e i fassiniani coi civatiani, sempre tenendo fuori i neo o tardo comunisti. Eppure una lista unita a sinistra del Pd di Renzi, che nascesse o si potenziasse grazie a una divisione del Pd, potrebbe, secondo i sondaggi, superare il dieci per cento.
Attenzione però. Con questa legge elettorale, chiamiamola proporzionale di lista, il Pd renziano scivolerebbe al 22 per cento, molto lontano anche dalla possibilità di costruire un governo di coalizione con Berlusconi. D’Alema, che é un professionista della politica, questo lo sa e proprio a questo punta. A far fallire qualsiasi ritorno in campo di Renzi e del renzismo in solitario o in coalizione. Si annuncia un possibile delitto perfetto. Adesso la pistola carica in mano ce l’ha lui, baffino. Se naturalmente lo seguissero i suoi amici e compagni anti renziani del Pd, a cominciare da Bersani e Speranza che per ora smentiscono.
SERGIO STAINO, direttore de L'Unità
Matteo Renzi mi ha telefonato questa mattina”. 
 “Era incazzatissimo con me”, racconta Staino, “soprattutto perché ho usato verso di lui il termine ‘cafone’. Non mi sembra molto offensivo per uno come Renzi, si potrebbero usare parole più pesanti. Uno che promette e poi sparisce, non so se cafone è la parola giusta. Certo non è un modo elegante di comportarsi”. 
“Mi ha detto- prosegue Staino- che non prende ordini da me, che lui deve vedere persone più importanti. Gli ho risposto che mi ha messo lui in questa situazione e poi mi ha abbandonato. Non so se ci sia un futuro per l’Unità– continua Staino- sai, queste cose finché non vedi nero su bianco sono sempre aleatorie”.
Io non nascondo niente, Matteo mi ha chiamato, voi siete i primi che me lo chiedono e io ve l’ho detto chiaramente. Ci vuole piena trasparenza, poi i compagni giudicheranno. Figurati se chiudo l’Unità sotto elezioni, perché ormai siamo sotto elezioni, mi ha detto ancora Renzi.- racconta Staino-. Ma non ha fatto nulla per salvarla. E le sue parole di oggi non lasciano presagire nulla di buono”.