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venerdì 3 aprile 2015

Venerdi della Santa e Grande Settimana

La processione serale caratterizza tutte le comunità arbëreshë.
A Contessa Entellina, la sera del Venerdì Santo si svolge la processione del Cristo morto seguito dall'Addolorata con la partecipazione in massa di tutti i fedeli. 
Alcuni decenni fà  schiere di ragazzi -in questa giornata- giravano per le vie del paese con le "trocke", strumenti della musica popolare costruite in legno che, in sostituzione del suono delle campane, invitavano la gente alla meditazione e alla partecipare alla processione serale del Cristo. 

Con le immagini ... ... è più facile







Cosa possiamo commentare ?

Hanno detto ... ...

GIANFRANCO PASQUINO, politologo
E' nel conflitto che nascono le innovazioni, che circolano le idee, che si manifestano le proposte e, udite udite, talvolta si riesce addirittura a individuare e a misurare la leadership.

VITTORIO MESSORI, scrittore e giornalista
I massacri come quello in Kenya rendono attuale il venerdì della passione di Cristo. In una prospettiva di fede, il sangue dei martiri è il seme più fecondo: e proprio il confronto tra la mitezza cristiana e la ferocia di altre religioni porta a riflettere sui valori di un Vangelo che non incita alla guerra santa, ma al perdono di tutti, soprattutto dei nemici. Un Vangelo il cui Protagonista, sulla croce, prega il Padre di essere indulgente verso i suoi stessi carnefici.

Venerdì di passione per il Cristo ma anche per troppi cristiani. Proprio mentre scrivo, giungono notizie drammatiche, le ennesime: questa volta, dal Kenya. La croce di Gesù sul Golgota è divenuta realtà per tanti suoi seguaci. I cristiani , infatti, stando a insospettabili statistiche, sono da anni la comunità umana più perseguitata. 

BIAGIO MARZO, politico
Per la sinistra tempi duri senza più elaborazione economica, sociale, culturale, civile delle società

Regione Sicilia. Se siamo al lastrico la colpa è solo dei politici o degli elettori che li hanno scelti ?





giovedì 2 aprile 2015

Gli auguri graditissimi da un lettore del Blog dalla terra del Kossovo. Grazie e ricambiamo gli Auguri

Vi auguro Serena e buona Pasqua!

Për Shume Mot Pashkët!
 
Përkujtojmë fitoren e Jetës mbi vdekjen, ngadhënjimin e Dritës mbi errësirën, triumfin e Dashurisë mbi urrejtjen!

Albert con la famiglia

da la vechia terra Dardana - Kosovo
        
         PER SHUME MOT !

Piana degli Albanesi. Un Comunicato dell'Assessore alla Comunicazione

Piana degli Albanesi. Museo aperto e liturgie in rito greco-bizantino, la Pasqua arbëreshe entra nel vivo, mettendo da parte le polemiche dei giorni scorsi per l’elezione del nuovo vescovo.


Piana degli Albanesi. Entra nel vivo la Settimana santa con le liturgie in rito greco-bizantino che caratterizzano la Pasqua arbëreshe. Tutte le manifestazioni liturgiche verranno svolte in Cattedrale e di particolare fascino risulta l’annuncio della Resurrezione, che si svolgerà alla mezzanotte  del Sabato, quando clero e fedeli in una scia di candele accese entrano in Chiesa intonando il Christós anésti (Cristo è risorto) in greco e in albanese. 
Le manifestazioni liturgiche si concluderanno Domenica mattina con la Divina Liturgia, a cui seguirà il tradizionale corteo delle donne vestite con l’abito storico ricamato in oro, che attraverseranno il corso principale per arrivare nella piazza principale, dove i Papàs svolgeranno la benedizione (bekimi) delle uova rosse (vetë të kuqe) che verranno distribuite a fedeli e turisti.
Importanti anche le manifestazioni collaterali: per tutta la giornata di Sabato e la Domenica mattina il Museo Civico, che ospita l’insieme del patrimonio culturale di Piana degli Albanesi, mostre d’arte, di artigianato e di ori, rimarrà aperto e in più la Domenica pomeriggio nella piazza principale verrà svolto uno spettacolo folkloristico e un’esibizione del maestro Pierpaolo Petta.
Tutti gli eventi sono finanziati dal Comune di Piana degli Albanesi e dall’Unione dei Comuni Besa e  organizzati dalla Pro Loco di Piana degli Albanesi in collaborazione con l’Eparchia di Piana e gli Assessorati alla Cultura e al Turismo.
La Pasqua rappresenta uno dei momenti più significativi per il nostro paese, e lo sarà ancor più quest’anno dopo le divisioni e le polemiche dei giorni scorsi venutesi a creare in seguito alla nomina a Vescovo della nostra Eparchia del Reverendo Giorgio Demetrio Gallaro. Al nuovo Vescovo  vanno i sinceri auguri dell’Amministrazione comunale nell’auspicio che la nostra comunità possa ritrovare l’unità di cui ha tanto bisogno.
L’assessore alla Comunicazione
                                                                                                             Alessia Salemi

Il paese più corrotto dell'U.E. - come stanno le cose ?

Commenteremo di tanto in
tanto delle sentenze che mostrano come la
corruzione nasce anche da piccoli comportamenti che giudichiamo "innocui"
e che tutti -solo gli italiani- commettiamo giorno dopo giorno.

Come mai siamo arrivati a questo punto di corruzione ?
I puritani che ci hanno liberati da Forlani-Craxi-Altissimo-La Malfa e Vizzini e ci avevano promesso una Italia pulita pare che siano diventati peggiori del male da cui ci hanno riscattati.
EXPRO/2015,
Monte Paschi di Siena,
Mose di Venezia,
Mafia Capitale,
Metanizzazione Ischia etc.
sono tutti eventi in cui i partiti liberatori degli italiani dalla schifezza pentapartito sono coinvolti dalla testa ai piedi.
La cosa graziosa è che il Greganti dal 1992 pare sia sempre rimasto in servizio, in quel suo servizio al ... partito.
Forse è andato in pensione poche settimane fà più per gli acciacchi della vecchiaia che per il "pentimento".
Come mai ? Da puritani si diventa maestri ?
Ci avevano fatto credere che ormai erano ... arrivati i nostri. 
Ci accorgiamo che sono arrivati invece ... i ladroni.
Non scriviamo ciò solo osservando i "politicanti". 
No, tanti di noi che si ritengono corretti, onesti, ineccepibili, in realtà portiamo germi che alla fine ... se capita l'occasione ...

Il problema non quindi è di partiti, di singoli politici, di famelici per nascita, o di leggi che mancano.
E' un problema di costume, di italico stile di vita.
Un caso
Nel settembre 2014 la Corte di Cassazione ha esaminato un caso che potrebbe, dovrebbe fare riflettere.
In un comune (in un Municipio) un impiegato, un geometra,  nel 2007 si è vista notificare dal Segretario Comunale una contestazione disciplinare per avere ricevuto un regalo (del valore di circa €. 70,oo) da una ditta presso cui gli incombeva di svolgere attività di controllo.

La questione era finita in Cassazione in quanto l'Amministrazione aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello, che riformando la sentenza di primo grado, aveva dichiarato illegittimo il provvedimento disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni, in quanto "il modico valore del presente ricevuto dal dipendente era comparabile ad uno sconto ricevuto sul prezzo di acquisto della merce di più alto valore, di cui comunque avrebbe avuto diritto in virtù di tessera di cui era in legittimo possesso".
Inoltre la Corte di Appello aveva ritenuto "insussistente il presupposto del divieto di ricevere regali".

La Corte di Cassazione invece, di contro, accoglie il ricorso dell'Amministrazione e così motiva il tutto:
1) L’art. 23 lett. m) del CCNL del comparto Ministeri del 1995 fra i doveri del dipendente recita “non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa”. Nella motivazione della sentenza impugnata il giudice dell’appello non tiene conto di tale previsione contrattuale considerando un precedente decreto del Ministero della funzione pubblica del 31 marzo 1994 a cui, anche a voler seguire l’argomentazione della sentenza impugnata secondo cui la previsione limiterebbe la portata del divieto, la successiva contrattazione collettiva ha evidentemente derogato.
2) L’argomentazione svolta nella sentenza impugnata secondo cui il beneficio economico ricavato dal dipendente sarebbe irrilevante in quanto corrisponderebbe al valore di uno sconto di cui avrebbe avuto comunque diritto appare illogica stante l’ovvia diversa natura intrinseca di uno sconto legittimamente concesso, indipendentemente dalla qualifica ricoperta dal cliente, ed un regalo personale di cui potrebbe essere affermata la connessione con la prestazione lavorativa.

Riflessione
Se tutti capissimo che dietro, i cosiddetti regali, quando si è incaricati di "pubblici servizi", grandi o piccoli che siano questi regali, si nasconde un invito a chiudere "un occhio" e fossimo invece integerrimi nell'esigere il rispetto dei contratti, ebbene forse riusciremmo a sviluppare una catena di sdegno e di indignazione nei confronti dei nostri politici che in regalo incassano "tangenti".
Il guaio è che gli italiani fingono di indignarsi per tre giorni ogni volta che scoppia un caso e poi tornano ad auspicare i loro piccoli "regalini".
Se non fosse così, non saremmo il paese d'Europa più corrotto.

Contessa Entellina. Cosa ci riserva la riforma che investe la finanza locale ?

I dipendenti del Comune di Contessa Entellina devono ancora riscuotere gli stipendi di Febbraio e Marzo. 
Come mai ?
Esistono problemi di ordine generale che riguardano tutti i comuni, in special modo quelli piccoli e piccolissimi.
Lo Stato o per meglio dire il governo di Matteo Renzi ha deciso una sforbiciata di 2,2 miliardi di euro con l'ultima legge di stabilità; tuttavia non è questa -da sola- a creare problemi. 
Ai comuni piccolissimi come Contessa fanno male le modalità di distribuzione dei sacrifici.
Qualcuno nell'Anci comincia a parlare di rischio "default" per centinaia di piccoli enti che non sanno districarsi nel tecnicismo che il nuovo modo di amministrare esige.
Il governo non distribuisce i trasferimenti, quelli superstiti, sulla base dei "valori storici", nè intende usare i "tagli lineari" proporzionali per tutti. 
No, adesso chi "non sa di conto" rischia di uscire con le dita schiacciate. 
Il nuovo sistema di trasferimento dei fondi è quello dei "prezzi giusti" delle funzioni locali misurate in base a sistemi di fabbisogni standard.
I problemi che giorno dopo giorno insorgono sono tanti e viene da chiedersi di che strumentazione di tutela dispone un piccolo comune come il nostro. Se esistono le professionalità politiche ed  amministrative per reggere agli inevitabili "urti".
La modalità di perequazione, il meccanismo per trasferire risorse dai Comuni più ricchi a quelli più poveri sul piano fiscale, prevede che sia stata misurata in ogni Comune la differenza fra i soldi che sono necessari alle funzioni locali e quelli che vengono garantiti dalle capacità fiscali standard. E' qui è chiaro che ad essere colpiti sono i piccoli comuni. 
Per una infinità di motivazioni infatti il rapporto fra risorse disponibili e popolazione è più basso nei comuni di media fascia, con la conseguenza che i tagli andranno fatti pesantemente in tutti gli enti che da quella media più si discostano: i comuni grandissimi e quelli piccoli e piccolissimi.
Alcune stime degli Uffici Studi evidenziano che varie realtà -rispetto allo scorso anno- potranno essere penalizzate in un ordine percentuale che oscilla dal 20% al 100%.

Chissà se l'Amministrazione Comunale locale, di Contessa, è consapevole della realtà in cui è immersa. 
Chissà se il "tecnicismo" di cui abbiamo solamente affrontato qualche tratto è digeribile per essa e se ha saputo usare le contromisure necessarie.

Pasqua bizantina. Capire il significato di ciò che facciamo

Nel Santo e Grande Giovedì 
(E Intja e madhe) viene 
ricordata l'Ultima Cena

Il quarto giorno della Settimana Santa è fra i più significativi, della serie di eventi prepasquali in quanto da questo giorno cominciano le preparazioni rituali per la Domenica di Pasqua.

Secondo  i Vangeli, il giorno prima della sua morte, Gesù Cristo radunati i discepoli per condividere con loro l’ultimo pasto, che nella storia del cristianesimo andò sotto il nome di Ultima Cena, istituì uno dei principali sacramenti della fede cristiana: l'Eucarestia o Comunione, che dal greco significa ringraziamento.

Il Giovedì Santo è quindi il giorno in cui si commemora l'Ultima Cena. In quel giorno fu quindi istituita la comunione del corpo e del sangue del Signore sotto forma di pane e vino.

Un altro rito religioso che esiste nella Chiesa bizantina sarebbe nato nell'ultimo giorno prima della morte di Cristo. Questo è il rito della lavanda dei piedi.
Secondo la tradizione, dopo la Cena, Gesù lavò i piedi ai suoi apostoli.
Questo antico rito della Chiesa bizantina in genere viene ripetuto nelle Chiese cattedrali di tutte le Eparchie; il Vescovo lava i piedi a dodici sacerdoti, scelti nello stesso numero degli apostoli di Cristo. 

Nella Chiesa romana qualcosa di analogo avviene col vescovo che celebra il rito con i laici.

Nelle Chiese bizantine, ancora, in questo giorno si prepara il miro. E' una speciale miscela di molte sostanze a base di olio d'oliva, erbe aromatiche e spezie, resine, che viene utilizzato nel sacramento della Cresima, del Battesimo.

Nella tradizione cattolica romana dal Giovedì Santo inizia il cosiddetto Triduo pasquale. In questo giorno, secondo le tradizioni del rito latino, nelle grandi cattedrali, alla presenza del Vescovo, si tengono le messe solenne della consacrazione del miro e dell'olio santo.
Durante questa procedura i preti del rito romano devono rinnovare i loro voti, presi durante la loro ordinazione. Sempre nel rito latino il giovedì santo è anche chiamato "il Giovedì della riconciliazione", perché in quel giorno la Chiesa perdona i peccatori pubblicamente oggetto di pentimento.


Chi fra i lettori è avanti negli anni forse ricorda come, fino agli anni cinquanta e poi inizio anni sessanta del secolo scorso, le nostre nonne  cominciavano a preparare la celebrazione della Pasqua con pulizie straordinarie della propria casa, preparare i dolci pasquali, colorare le uova di Pasqua.

Hanno detto ... ...

ALAIN TOURAINE, sociologo francese

«LA sinistra può morire. Come qualsiasi essere vivente, non è eterna». 

La profezia di Alain Touraine, dall’alto dei suoi quasi novant’anni e dei numerosi saggi sulle società post-industriali, non lascia molta scelta: prepariamoci a scrivere un epitaffio oppure a pubblicare un nuovo certificato di nascita
«La gauche è in agonia, fuori tempo e fuori dal mondo. Non potrà resistere a lungo» spiega il sociologo francese all’indomani dell’ennesima sconfitta del partito socialista al potere.
«La sinistra – spiega Touraine – non riesce a reinventarsi in un’epoca post-sociale, in cui i rapporti di forza non sono più basati, come un secolo fa, sulla produzione. Non ha più una classe sociale di riferimento, alla quale corrispondono valori, ideali, rapporti di forza. Non è più portatrice di un orizzonte, di una speranza».
Già nel 1979 lei pubblicava un saggio dal titolo Mort d’une gauche. Quante sinistre sono morte da allora?
«Nel ventunesimo secolo tutti i partiti politici faticano a riposizionarsi all’interno di un’architettura della società che è crollata. È una situazione simile a quella che si è verificata alla fine dell’Ottocento, quando le formazioni politiche uscite dalla Rivoluzione faticavano a dare una risposta davanti alle nuove realtà industriali dell’epoca. Per il partito socialista la perdita di identità è più forte perché non ha saputo rinnovare la concezione dello Stato. Nonostante tutte le presunte svolte, da François Mitterrand in poi, non c’è stata una ridefinizione di quale debba essere il ruolo dello Stato e dunque della nazione in un mondo globale».
Gli elettori ormai votano più per rabbia che per convinzione?
«C’è una radicalizzazione de- gli estremi, sia a sinistra che a destra. Il Front de Gauche di Mélenchon non è poi tanto diverso dal Front National di Marine Le Pen. Entrambi sono il sintomo di una rottura del popolo con l’élite politica che sembra impotente. Sono quasi tre anni che François Hollande è al potere e ancora non ho sentito una proposta concreta per rispondere alla crisi. L’unica strategia è aspettare la ripresa. Negli ultimi mesi, ci siamo trovati a discutere di cose grottesche come l’apertura domenicale dei negozi o i privilegi dei notai. Non è così che si creano 500mila posti di lavoro. Hollande ha proposto un patto con le imprese, alle quali ha regalato oltre 40 miliardi di euro in sconti fiscali, ma loro non hanno creato posti di lavoro. Anche gli imprenditori continuano a perdere tempo, probabilmente aspettano che torni al potere la destra, dalla quale si sentono più garantiti».
La gauche al potere ha tradito il suo elettorato?
«Il capitalismo finanziario ha sostituito il capitalismo industriale. È un dato di fatto. Non possiamo chiedere alla sinistra di governare come nel 1936 quando c’era il Front Populaire. Mélenchon è un velleitario, ha una linea del “né né”, né con Hollande né con Sarkozy. Con chi allora? Dietro ai suoi proclami, c’è solo il vuoto. E intanto gli operai votano per il Front National, mentre Mélenchon seduce solo qualche professore. Il partito socialista si è sottoposto, come tutte le forze di governo della nostra epoca, al dogma finanziario e materialista, ma ha un problema in più: deve conciliare un individualismo al plurale, facendo per esempio convivere i diritti economici strettamente personali, con valori e diritti universali, in una visione collettivista che è nel suo Dna».

Il caso D'Alema, che fosse garantista nessuno lo sapeva. E' proprio vero: garantisti si diventa quando in gioco c'è la propria pelle

Massimo D'Alema è furioso: denuncerà tutti, "organi di stampa, televisioni e radio, singoli giornalisti". Tutti quelli che "si sono esercitati a dire cose false e palesemente diffamatorie" nei suoi confronti.
 Li vuole "denunciare", querelare, subito, "da oggi". E' indignato e amareggiato: la possibilità che qualcuno pensi che si sia potuto vendere "per duemila bottiglie di vino" è una cosa non solo "bizzarra" ma "francamente offensiva". Soprattutto laddove "c'è un sindaco - ricorda - che viene accusato di avere avuto un tangente, non so se sia vero, di 320mila euro". 
C'è una palese sproporzione, dice, tra il clamore suscitato dalle intercettazioni di una persona non indagata e i fatti oggetto dell'indagine. Questione che chiama in causa l'utilizzo delle intercettazioni di persone non indagate che "vengono chiamate in causa per vicende cui sono del tutto estranee, con evidente esclusivo scopo di promuovere delle campagne diffamatorie" o per suscitare clamore attorno ad inchieste che altrimenti non finirebbero sulle prime pagine dei giornali. E visto che "il buon senso sembra non essere sufficiente ad arginare una campagna scandalistica che produce danni", non gli resta che affidarsi alle carte bollate per tutelare la sua onorabilità. I suo legali sono già sul piede di guerra. Nel mirino, per cominciare, il Corriere della Sera che "ha attribuito in maniera del tutto impropria al nostro assistito di aver ricevuto, attraverso una serie di bonifici, l'importo di 87.000,00 euro". Ma D'Alema, precisano, "non ha personalmente ricevuto alcunché dalla cooperativa CPL Concordia, né direttamente né indirettamente". Il secondo a finire nel mirino è il giornalista di Virus, Filippo Barone.
C'è folla di giornalisti, fotografi, telecamere. L' ex presidente del Consiglio si 'concede', con evidente irritazione e diffidenza, al fuoco di fila di domande sull'acquisto dei vini: "Lei ha detto che ho venduto il vino durante una convention del Pd, come si chiama lei, scusi? Devo trasmettere al mio avvocato questa informazione. Avrà una denuncia", si scaglia contro il giornalista. Si morde le labbra e gelido cambia argomento quando un altro cronista gli chiede come mai abbiano chiamato la Fondazione per parlare del vino. "La prego di mandare questa registrazione" chiede poi al cronista di Virus. Più tardi d'Alema si dirà dispiaciuto per essersi "arrabbiato con un vostro collega", ma intanto è accontentato: il video rimbalza on line e si scatena il finimondo. Interviene il sindacato della stampa, l'Ordine dei giornalisti: minacciare querele, dicono, è un errore. Interviene anche l'Anm che rivolge al contrario un appello alla stampa chiedendo di "fermare l'attenzione sui fatti gravi di corruzione che stanno emergendo, non sulle polemiche". 
Interviene, chiamato in causa proprio dall'ex premier, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini ("il presidente D'Alema pone un tema serio, quello della riservatezza e dell'onorabilità delle persone non indagate") che torna ad invocare un intervento legislativo. Tema caldo su cui si scatena la bagarre politica. "Si continua a parlare delle intercettazioni su D'Alema ed è questa la migliore dimostrazione che in questo caso D'Alema ha stra-ragione" commenta il presidente dell'assemblea Pd Matteo Orfini. La deputata di Fi, Gabriella Giammanco, accusa il Pd di "doppia morale" e la collega Elvira Savino ironizza: "con una buona dose di opportunismo Massimo D'Alema oggi si scopre garantista". Caustico il direttore de il Giornale, Alessandro Sallusti: "gli sta bene, chi di intercettazioni ferisce di intercettazioni perisce" e il consigliere di Berlusconi, Giovanni Toti, è tagliente: le intercettazioni usate a sproposito fanno male alla giustizia? "D'Alema poteva accorgersene prima..".
(Ansa)

Con le immagini ... ... è più facile

Si fa presto a dire "assegno di accompagnamento".
Nel documento dell'ex-commissario alla spending review Cottarelli,
c'è un grafico che dà da pensare.
E' del 2012, ma mette in evidenza la disomogenea distribuzione,
a livello territoriale, di questa indennità.
Facendo 100 il Piemonte, le differenze,
per 100 abitanti over 65, sono notevoli

Nel paese più corrotto dell'Unione Europea
evidentemente il cancro non sta
solamente nell'animo dei
politicanti
. E' ovvio !

La procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell’impianto satellitare
Usa Muos nella riserva di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.
Il sequestro è stato disposto dal procuratore Giuseppe Verzera per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente
in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare.
Il provvedimento è stato già notificato al comandante del contingente militare
statunitense presente nella base di Sigonella.
L’esecuzione è del nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale della Procura di Caltagirone.

mercoledì 1 aprile 2015

Sono solamente titoli di giornali

                                                       IL TEMPO

Corriere dell Sera
      Il Fatto Quotidiano
GARANTISTA
QUOTIDIANO NAZIONALE

LA REPUBBLICA

                                    LA REPUBBLICA

Flash sulla nostra Storia

Cosa accadeva prima
 di quel 1520 ?
Gli Arbëresh venuti in Sicilia, sui territori dei Cardona, erano arrivati da qualche decennio ed erano occupati a costruire povere case terranee con uno o massimo due vani nell'area che era stata concessa loro e che si addensava dalla Porta Cardona Peralta (vicino a dove oggi c'è il negozio di Nino Verardo) lungo l'attuale via Morea che però si fermava più o meno dove oggi c'è la Farmacia Musacchia. Era il 1492 ed ancora erano da venire il rilascio da parte del Barone dei capitoli come del resto era lontano il raggiungimento dei requisiti perchè Contessa potesse essere riconosciuta "Università". 
Furono ovviamente costruite pure grandi edifici per degli  Arbëresh  benestanti che dalla patria di origine rano riusciti a portare grandi ricchezze: dovrebbe trattarsi di cinque/sei famiglie (lo vedremo in seguito) stando ai "riveli" di un secolo dopo. A fine '500 risultano, infatti poche famiglie "greche" proprietarie di due/tre cento capi bovini e poi ovini, equini e con almeno dieci vani abitabili e magazzini.
Non abbiamo notizie se quella comunità  Arbëresh avesse o meno notizie sul mondo circostante, su ciò che accadeva a Bisacquino o Corleone o su ciò che accadeva nella lontana Patria, ormai in mano ai turchi.
Eppure quelli erano anni di grandi rivolgimenti, non solo sul piano macro-geografico europeo; pure nel vicino paese di Bisacquino (e in qualche misura anche a Giuliana e Corleone) si stava consumando un grave dramma da parte di una discretamente numerosa comunità di giudei.
I re cattolici di Spagna Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia avevano emesso ilDecreto di Alhambra, noto anche come Editto di Granada, con il quale imposero l’espulsione delle comunità ebraiche, che non accettano di convertirsi al cristianesimo, dal regno di Spagna e da tutti i suoi possedimenti a partire dal 31 luglio di quello stesso anno.
Ferdinando aveva già introdotto in Castiglia, nel 1480, l’Inquisizione e quattro anni dopo anche in Aragona. 
L’anno 1492 è un anno chiave nella Storia di Spagna. Si completò la Riconquista con la caduta del Regno musulmano di Granada; ma le armate cristiane erano state in gran parte finanziate dai prestiti che gli ebrei avevano fatto alla Corona e i Re non erano in grado di pagare questi debiti.
La Spagna musulmana si era rivelata un porto sicuro per gli ebrei ed era divenuta velocemente il centro della vita intellettuale Ebraica. 

Tuttavia, qualche mese dopo la caduta di Granada, arrivò il decreto di espulsione di Ferdinando e Isabella, che ordinava agli Ebrei di tutte le età di lasciare il Paese entro l’ultimo giorno di luglio, e che permetteva di portare via tutti i loro beni e non onorare gli impegni finanziari.
Furono espulsi oltre 200.000 ebrei, che si rifugiarono prevalentemente in Turchia o nel Nord Africa, ma vari di essi trovarono rifugio anche in Italia (Livorno, Venezia); in molte migliaia morirono nel viaggio. 

Altri invece si convertirono dando esca a tutte le future persecuzioni contro di essi (ogni volta che un converso ritornava benestante ecco che era un falso converso e quindi interveniva l’Inquisizione con sequestri e ‘tostature‘ (termine spesso usato al posto di rogo nei testi spagnoli).
Ecco il testo dell’Editto di Granada:
Sapete bene, o dovreste saperlo, che, poiché fummo informati che in questi nostri domini c’erano alcuni cattivi cristiani che si dedicavano al giudaismo e si allontanavano dalla nostra santa fede cattolica, a causa soprattutto delle relazioni fra ebrei e cristiani, nelle cortes riunitesi a Toledo nel 1480 ordinammo che in tutte le città e i villaggi dei nostri regni e signorie gli ebrei dovevano vivere separatamente dagli altri, nella speranza che la loro segregazione avrebbe risolto il problema. Avevamo anche provveduto e ordinato che nei nostri suddetti regni e signorie fosse istituita un’Inquisizione: come sapete, il tribunale nacque più di dodici anni fa e opera ancora. L’Inquisizione ha scoperto molti colpevoli, come è noto, e dagli stessi inquisitori, oltre che da numerosi fedeli, religiosi e secolari, siamo informati che sussiste un grave pericolo per i cristiani a causa dell’attività, della conversazione e della comunicazione che[i cristiani] mantengono con gli ebrei. [Gli ebrei infatti] dimostrano di essere sempre all’opera per sovvertire e sottrarre i cristiani alla nostra santa fede cattolica, per attirarli con ogni mezzo e pervertirli al loro credo, istruendoli nelle cerimonie e nell’osservanza della loro legge […].
Per questo motivo, e per mettere fine a una così grande vergogna e ingiuria alla fede e alla religione cristiana, poiché ogni giorno diventa sempre più evidente che i suddetti ebrei perseverano nel loro pessimo e malvagio progetto dovunque vivano e conversino [con i cristiani], [noi dobbiamo] cacciare i suddetti ebrei dai nostri regni così che non ci sia più occasione di offesa alla nostra fede.
Pertanto ordiniamo che quanto da noi stabilito sia fatto conoscere, e cioè che tutti gli ebrei e le ebree che vivono e risiedono nei nostri suddetti regni e signorie, a prescindere dallo loro età[…], entro la fine di luglio lascino i nostri regni e signorie insieme con i loro figli […], e non osino mai più farvi ritorno.

Il 18 Giugno dello stesso anno l’editto venne proclamato in Sicilia, allora territorio spagnolo.
L’editto in Sicilia riguardò 54 comunità ebraiche per un totale di 100.000 persone (in un periodo in cui la popolazione siciliana complessiva si aggirava appena sulle 200.000 persone) che in quel momento rappresentavano laboriose menti e braccia soprattutto nei settori del commercio col Magreb, della seta, del corallo, degli speziali, dei muratori.
La radiografia delle comunità ebraiche siciliane è stata ben tracciata da studiosi che hanno studiato soprattutto i documenti relativi alla persecuzione delle ultime tracce di Ebraismo in Sicilia.
I dati in possesso parlano delle proteste da parte del Parlamento siciliano, delle città demaniali e delle stesse signorie baronali, in taluni casi, contro l’espulsione dei Giudei, ovviamente, per motivi diversi e non sempre per motivi umanitari; motivi che tuttavia dimostrano la gravità della perdita di una così laboriosa comunità.
Già nel 1487 il Parlamento siciliano aveva levato la sua voce contro l’istituzione “illegale” del Sant’Uffizio spagnolo in Sicilia.
Il 20 giugno 1492 i rappresentanti del Senato palermitano insieme agli alti magistrati del Regno firmarono un reclamo-supplica al re di Spagna affinchè venisse ritardata l’espulsione degli Ebrei e non si ponesse mano ai supplizi.
Ma non fu possibile e la Sicilia, già disabitata, perdette -ancora- quasi la metà dei della popolazione.

Gli Arbëresh si accorsero del dramma che scorreva a pochi chilometri da lor, a Bisacquino ?
Un mio amico sostiene di sì. Asserisce che poche famiglie di quei perseguitati traslocarono a Contessa e a tutt'oggi -la discendenza- è presente fra noi.
(segue)

Hanno detto ... ...

ANTONIO POLITO, direttore de Il Corriere dl Mezzogiorno
Il nuovo Pd di Renzi si è fermato a Eboli. Anzi, non ha neanche varcato il Garigliano. Più che la minoranza interna, il rischio peggiore per il segretario è questa maggioranza esterna di notabili e cacicchi locali che, soprattutto da Roma in giù, controlla tuttora il partito: un ceto politico rimasto del tutto immune alla cosiddetta «rivoluzione» renziana.

Non si tratta solo della questione morale. Che pure conta. L’ultimo arrestato in Campania, il sindaco di Ischia, non è uno qualunque: è un capo locale, uno capace di prendere 70 mila preferenze in tutto il Sud alle Europee fallendo per un soffio l’ascesa a Strasburgo, uno che fino a dieci anni fa stava in Forza Italia, un Nazareno ante litteram nella sua isola, che governava in un patto di ferro con la destra.
Più che una devianza, incarna cioè una filosofia politica molto diffusa nel Pd.., spesso usato come un taxi da chi è a caccia di potere. Vedremo se con lui il segretario sarà inflessibile come con Lupi o flessibile come con De Luca. Conterà molto il clamore mediatico: che in questo caso è assicurato, perché le duemila bottiglie del vino di D’Alema non hanno niente da invidiare al Rolex di Lupi.
Ma prima ancora che morale, il problema è politico. Nel Mezzogiorno Renzi è un estraneo. Ci si fa vedere anche poco, per la verità. E comunque non c’è una regione meridionale dove si possa dire che abbia cambiato verso al suo partito. I governatori e gli aspiranti governatori del Pd sono tutti esponenti di un’altra epoca, che traggono la loro forza dal sistema di consenso costruito sul territorio e che sono al massimo tollerati, non certo scelti, dal centro. Crocetta in Sicilia, Emiliano in Puglia, Oliverio in Calabria, De Luca in Campania: niente di più lontano dalle camicie bianche, l’ e-government e i talk show. 

THOMAS PIKETTY, economista
«Dagli anni 80 in poi, la progressività dei sistemi fiscali si è drasticamente ridotta, con una riduzione su vasta scala delle imposte applicabili ai redditi più elevati e un graduale aumento delle tasse indirette, che colpiscono i più poveri».

Mons. Giorgio Demetrio Gallaro. Ieri l'annuncio dell'ordinazione, il 29 giugno la Chirotonia (imposizione delle mani) alla presenza di tre vescovi ordinanti

Il 29 giugno Mons. Gallaro farà professione di Fede dinnanzi a tre Vescovi di rito bizantino nella Cattedrale di San Demetrio, a Piana degli Albanesi. Nel corso del rito gli verrà conferito il Bastone Pastorale, verrà benedetto col Dicerio ed il Tricerio, si accosterà previo tre prostrazioni all'altare e gli verrà letta la Bolla Papale. Il rito procederà col giro per tre volte attorno all'altare del neo-vescovo, accompagnato per mano da due dei tre ordinanti. 
Uno di seguito all'altro i tre ordinanti poseranno sul capo del neo Eparca l'Evangelo.
Il Vescovo primo celebrante proclamerà per tre volte "Axios" ed inizierà la vestizione episcopale (Saccos, Omoforion ..).
Seguiranno gli interventi ..e le felicitazioni.

Nella serata precedente al rito ora ricordato Mons. Gallaro parteciperà ai Vespri nella Chiesa Concattedrale dell'Eprchia, la Martorana di Piazza Bellini, a Palermo.



Sicilia. L'isola è al tracollo ma i "politici" stanno tutti, proprio tutti, benissimo

Sono appena il 23,8% i pagamenti onorati alla scadenza e il 28,8% con ritardi significativi: un segno delle cattive condizioni di salute del sistema imprenditoriale. 
La Sicilia si qualifica quale regione piu' problematica d'Italia: uno sparuto 20,2% di imprese paga alla scadenza e il 30,9% onora gli impegni ben oltre i trenta giorni di ritardo. 


I dati sono tratti dal report del Diste - Fondazione Curella presentato oggi a Palermo

Con le immagini ... ... è più facile

La questione morale: Certo, i nostri politicanti da quattro soldi rubando rendono bassa la "moral" del nostro paese, ma il loro morale (conti bancari nei ....) è a livelli altissimi.
Continueranno a rubare. Non abbiamo dubbi.





Sondaggi: Gli italiani imperturbabili

Il Centro-destra che conquista il centro-sinistra. Deve essere proprio vero se chi ieri mattina era forzista ora grida W il Pd, capita pure nei borghi di periferia

È costata cara, a Marco Zambuto, la recente visita fatta a Silvio Berlusconi presso Palazzo Grazioli. 
L’ex sindaco di Agrigento si è dimesso da presidente del Pd siciliano dopo essere stato bersagliato dalle critiche. L’incontro nella residenza romana dell’ex premier, in compagnia di Riccardo Gallo Afflitto, vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia, secondo Zambuto sarebbe stato motivato da “una vicenda personale”. 
Ma in molti ritengono che in quella sede sia maturata la candidatura di Silvio Alessi alle primarie del centro sinistra ad Agrigento. Di qui la bufera nel Pd. 
I vertici del Pd sono andati su tutte le furie chiedendo le sue dimissioni. Zambuto ci ha riflettuto per qualche ora e ha deciso di lasciare la carica. A chiedere un suo passo indietro sarebbero stati il vicesegretario nazionale del partito Lorenzo Guerini e il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. I due hanno telefonato a Zambuto dopo avere saputo dell’incontro con Berlusconi. Infuriato anche Fausto Raciti, segretario regionale del Pd.

La riflessione di Zef Chiaramonte

NON UN VESCOVO DA SOPPORTARE MA UN EPARCA CHE CI SUPPORTI!

BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE A DISSODARE QUESTA VIGNA!