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lunedì 24 novembre 2025

Mobilità umana: migrazione ed immigrazione (8)

Emigrazione senza fine
Primati Siciliani
815 mila siciliani all’estero
sono  il numero più alto
in italia,
 con la Lombardia
seconda
 regione per numero
di iscritti all’Aire (
611 mila,
il 10,3 per cento del totale),
 seguita dalla 
Campania 
(
548 mila) terza con
il 9,2 per cento, e il 
Veneto con 526 mila 
(8,9 per cento del totale).








   Il rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes rivela che 56 mila laureati hanno lasciato la Sicilia negli ultimi dieci anni.

  Giovani risorse che si sono arrese a una terra che li scoraggia e li respinge. Sono andati via probabilmente  amareggiati ma non sorpresi. 

   Ogni siciliano dal dopoguerra ad oggi è sempre cresciuto con la consapevolezza che i pubblici uffici abbondano di raccomandati e che gli stessi hanno un padrino politico che ne tutela i privilegi in cambio di un impegno concreto quando irrompe la campagna elettorale.

    L'emigrazione di laureati rappresenta purtroppo una perdita di capitale umano e un danno economico significativo per l'Italia.

    -  -   -   - 

Nel 2025 gli italiani residenti all’estero sono oltre 6,4 milioni, un dato in “costante crescita”, tanto che oggi il numero degli italiani oltre confine supera di un milione quello degli stranieri in Italia. Oggi un italiano su dieci vive fuori dai confini nazionali, soprattutto in Europa (54%) e America (41%).

Dal 2014 al 2024, in media, su 5 giovani di 20-34 anni emigrati dal Mezzogiorno al Centro-Nord, circa due erano in possesso della laureaal momento del trasferimento (43,0%), altri due del diploma di scuola secondaria superiore (42,5%) e meno di uno su 5 (14,5%) possedeva la licenza media. Le partenze di questi ultimi dal 2014 al 2024 sono diminuite del 65%, mentre i trasferimenti verso il Centro-Nord dei laureati sono aumentati di oltre il 50%. Al saldo migratorio negativo dei giovani italiani di 20-34 anni del decennio ha quindi contribuito fortemente il saldo migratorio negativo dei più qualificati: -180 mila per i laureati e -154 mila per i giovani in possesso di diploma (contro un saldo migratorio negativo, ma decisamente più contenuto, dei giovani in possesso di licenza media, -40 mila). 

  La perdita di giovani laureati nel periodo 2014-2024 riguarda tutte le regioni del Mezzogiorno. La Campania, con un saldo migratorio interregionale per i giovani laureati pari a -65 mila, ha registrato la perdita netta più elevata, seguita dalla Sicilia (-56 mila). All’opposto, tutte le regioni del Centro-Nord hanno sperimentato, nello stesso periodo, un guadagno netto di giovani qualificati. Per Lombardia ed Emilia-Romagna, il guadagno è stato pari a, rispettivamente, 111 mila e 54 mila giovani laureati. Nel periodo 2014-2024 i cittadini italiani che si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono stati, nel complesso, circa 1,1 milioni di cittadini, mentre solo 587 mila hanno fatto il percorso inverso. Il saldo negativo per il Sud è di -511 mila persone, in gran parte giovani (20-34 anni) e laureati. Il Mezzogiorno ha perso 373 mila giovani, di cui 180mila laureati. I maggiori saldi negativi sono in Campania (-65 mila) e Sicilia(-56 mila); le regioni che guadagnano più laureati sono Lombardia (+111 mila) ed Emilia-Romagna (+54 mila).

Oggi,….24 Novembre

 Sui Giornali 

=.  =.  = L’Italia che dona risorse umane, già formate. Tanti nostri connazionali, tanti siciliani, tanti contessioti (aggiungiamo noi) emigrano, vanno via, in Germania, Svizzera, Francia, Nord Italia. Alcuni fanno fortuna e conseguono tanto successo  nelle più svariate aree di attività. Tanti di loro possiedono studi seguiti nelle nostre scuole e università pubbliche e vengono apprezzati, ricercati e additati come modello.

=  =  = L’Italia degli indifferenti. L'emigrazione di laureati italiani e’ ormai un fenomeno in forte aumento, con 16.000 partenze nel solo 2023, un record che ha portato ad una perdita netta di circa 97.000 laureati negli ultimi dieci anni. Le cause principali includono salari bassi, contratti precari, mancanza di prospettive professionali e ambienti di lavoro percepiti come tossici. Molti laureati si trasferiscono in Paesi europei come Germania, Francia e Regno Unito, dove trovano migliori opportunità di carriera, stipendi più alti e migliori condizioni di vita.

=.  = . = Viene da chiedersi: se questi (contessioti), siciliani, italiani conseguono affermazioni e successo all’estero, perché la terra nativa non consente loro di esplicare ogni energia a beneficio della Sicilia, dell’Italia?

  =. =. = Per formarsi i tantissimi giovani che emigrano hanno usato le nostre scuole e le nostre università e però nel tempo in cui devono dispiegare il loro sapere e la loro professionalità i benefici, i frutti della loro formazione, vanno ai paesi esteri che li ospitano.

-  -  -

  Qualcuno spiega e giustifica quanto accade nel fenomeno migratorio come declino del Paese Italia.

Riflessioni sulla “Questione Meridionale” (2)

Riflessioni sull’entroterra siciliano

La risposta che con immediatezza ha fornito Pino, un contessioto, alla domanda: Perché’ non si sanno spendere produttivamente i soldi pubblici? e’ stata:  Perché ai posti dei politici siedono i politicanti.

………

………

4) Il Mezzogiorno italiano, la Sicilia su cui ci interessa riflettere, sono caratterizzati a vista d’occhio di noi che qui risiediamo da :

=a) un sistema produttivo sopratutto agricolo che non crea lavoro e dall’inefficienza di tutti i servizi pubblici. Bastano questi due indici per giungere a drasticamente giudicare negativamente l’intero assetto produttivo e quello civile. Sotto il profilo civile e sociale  il quadro in verità è ancora più ampio. All’interno dello stesso Mezzogiorno si registrano differenze sensibili, per esempio tra la fascia tirrenica e adriatica, con quest’ultima che sta decisamente meglio rispetto all’altra. Ciò che invece può essere visto come fenomeno complessivo è la costante distanza rispetto al resto del Paese, ossia la nostra arretratezza complessiva.

=b)  l’Italia intera che rallenta e il divario Nord/Sud che non si assottiglia ma permane uguale. Segno che il Meridione soffre dei propri problemi e di quelli della realtà nazionale di cui è parte. Peoccupanti sono soprattutto e purtroppo le prospettive. C’è un punto dal quale non si può prescindere: così come nell’Ottocento a trainare l’economia era la campagna, l’agricoltura, e nel Novecento l’industria, oggi a fare da motore è il terziario avanzato (= Non è più il pubblico, la Pubblica Amministrazione) sono i servizi privati avanzati ai nostri giorni a creare sviluppo, crescita ed occupazione. E pero’ è molto difficile per chi in passato non ha avuto un’industrializzazione avanzata avere oggi un terziario avanzato.

=c) Il Meridione che non cresce" e’ ancora, dovuto a una serie di altri fattori strutturali, demografici ed economici, tra cui lo spopolamento, la perdita di capitale umano (in particolare i giovani laureati) e un divario economico e sociale persistente rispetto al resto d'Italia. Questo fenomeno è alimentato da bassa fecondità, scarsa immigrazione, e un saldo migratorio negativo che vede un esodo verso il Nord del Paese.


domenica 23 novembre 2025

Procediamo per flash…. La Storia della Sicilia (5)

Il territorio dell’attuale
Contessa Entellina
possiede STORIA

Nel 1875, il comune di
Contessa
assunse il nome di
Contessa
Entellina in onore
dell'antica
città di Entella,
che oggi giace in rovina.

Le ricerche archeologiche nel
sito, avviate a seguito del

ritrovamento dei 
decreti di
bronzo di Entella
, hanno
rivelato importanti
informazioni sulla
vita nell'antica città.
Ricerche che tuttavia
procedono molto,
molto a rilento.

La Rocca d’Entella si erge
isolata a dominio del territorio,
raggiungendo la quota di 545
m s.l.m. sul versante
meridionale, mentre il
versante settentrionale,
oltre la c.da Petrarca 
va digradando con pendii
più o meno ripidi e scoscesi
verso il fiume Belice, oggi
sbarrato dalla diga,
la cosiddetta Diga Garcia,
dedicata al giornalista
Mario Francese.









Capire la Sicilia 

Nella storia civile della Sicilia esistono contributi dati alla storia europea sin dal Medio Evo. Il primo Parlamento del mondo è stato quello islandese “Althing”, ma si trattò in realtà di un organismo con funzioni solamente giudiziarie. Il primo vero Parlamento con funzioni legislative è stato quello siciliano. Nel 1129 re Ruggero II (il Normanno) convocò il suo primo parlamento del Regno di Sicilia e nel 1239, per disposizione dell’Imperatore Federico II di Svevia vennero convocati i rappresentanti parlamentari sia del braccio militare (gli aristocratici) che del braccio ecclesiastico. E non solo essi. Fu istituito pure, ovviamente in un contesto sociale che era quello “feudale”, il braccio parlamentare demaniale, ossia dei cittadini delle citta’ che non sottostavano ad alcuna giurisdizione feudale, ma dipendevano direttamente dalla monarchia. Si trattò del Primo Parlamento nella Storia; il Parlamento inglese che in più sedi e in più testi viene ritenuto “primo”, fu invece convocato per la prima volta nel 1264, ossia venticinque anni dopo.

Proposito dei conduttori del blog e’ di rendere quotidiana, o quasi, questa pagina. Pagina su cui si tratterà sì di Storia, ma anche di pagine specifiche su mafia, su superstizioni, su economia e su politica (quella vera e quella dei politicanti) e perché no, pure sull’ignoranza. In Sicilia, infatti e purtroppo, non è tutto oro quello che luccica o che si suppone luccichi.

Inizieremo, comunque, da lontano: dai siculi e dai sicani. Finora abbiamo voluto presentare tratti e metodica del nostro procedere. Un procedere che ci intratterrà -ci auguriamo- per lungo tempo.

= = =



La domenica è fatta anche per riflettere

Letteratura cristiana
Su queste pagine per qualche tempo, col contributo prevalente di amici, per alcune domeniche, ci piace esplorare chi fu e cosa operò San Paolo. Un personaggio nato come Saulo di Tarso, un ebreo fariseo che inizialmente perseguitò i cristiani (prima di convertirsi dopo un'esperienza miracolosa sulla via di Damasco). È considerato l'«apostolo dei Gentili», ovvero il principale diffusore del cristianesimo tra i pagani, autore di diverse epistole nel Nuovo Testamento e una figura fondamentale nello sviluppo della teologia cristiana (*), tanto da essere equiparato agli apostoli nonostante non abbia personalmente conosciuto Gesù in vita.

Nato a Tarso, possedeva la cittadinanza romana e una solida formazione ebraica, ma anche una buona cultura ellenistica. Era un uomo colto, conosceva il greco e il latino, e discendeva da una famiglia agiata. Prima della conversione, fu uno dei più accaniti persecutori dei seguaci di Gesù, ritenuti una setta pericolosa. Intorno al 35 d.C., durante un viaggio verso Damasco, ebbe una visione che lo portò a convertirsi al cristianesimo. Dopo la conversione, assunse il nome di Paolo e divenne un instancabile missionario, intraprendendo viaggi apostolici in tutto il mondo ellenistico-romano, soprattutto in Asia Minore e in Grecia, per diffondere il Vangelo. Fondò molte comunità cristiane. Scrisse molte lettere (epistole) che costituiscono una parte importante del Nuovo Testamento e sono fondamentali per la teologia cristiana, definendo aspetti dottrinali cruciali. Proprio su queste epistole, per qualche tempo sul Blog ci intratterremo nei fine settimana. 

Morì martire a Roma, difendendo la fede cristiana fino alla morte, decapitato fuori delle mura di Roma, nel luogo detto ad Aquas Salvias (oggi tre fontane), verso l'anno 67, alla fine del tempo di Nerone. Viene spesso rappresentato con la spada, simbolo della difesa della Parola di Dio e del suo martirio.

.   .   .

(*)Teologia: =L'opera del credente che si serve della ragione per comprendere meglio quanto già possiede con la fede.

sabato 22 novembre 2025

Il Blog e la cucina

 R I C E T T T E    N O V I T A ‘    S E G R E T I

Facili ricette di paste ripiene

N. 1 Gnocchi farciti all’Asiago


Russia-USA: escludono UE dalle trattative sull’Ucraina

Amicizie strane
Per Trump
«Zelensky non ha le carte».

Gli Stati Uniti non hanno
tenuto alcuna
consultazione con
l'Unione Europea sul piano
del presidente Donald Trump
per una soluzione del conflitto
in Ucraina. Lo ha affermato
il ministro della Difesa polacco
Wladyslaw Kosiniak-Kamysz.
 "Riguarda l'Europa, ma non
sono state condotte consultazioni
con la Polonia o con altri Paesi
europei o con i leader
europei… Nessuno ha
dato alcun mandato agli
Stati Uniti. Queste sono
relazioni tra Stati Uniti e
Russia", ha dichiarato
Kosiniak-Kamysz




1.367° giorno di guerra in Ucraina


Gli Stati Uniti hanno proposto all'Ucraina un piano in 28 punti per porre fine alla guerra, scritto di concerto con la Russia.  Né l'Ucraina, né i Paesi dell'Ue sono stati consultati nella stesura del documento.

La prima reazione di Zelensky: «Il piano di Trump una scelta difficile tra la dignità o un partner chiave»
. 

Trump ha dato a Kiev tempo fino al 27 novembre per accettare (con la minaccia di tagliare l'invio di armi)
. Putin minaccia: «Se Kiev respinge il piano Usa conquisteremo altro territorio»
.

La reazione Ue all'iniziativa Usa è stata negativa: «Non può essere una capitolazione». 

Convocata domani in Sudafrica una riunione di emergenza Ue. In una telefonata, Zelensky, Starmer, Macron e Merz concordano sulla necessità di un «piano alternativo»
. Il vero obiettivo di Trump con il suo «piano per l'Ucraina» sembra essere la Cina (e a essere sacrificata sarà anche l'Europa).

=  =   =

Punti del Testo

Punto numero 1: la sovranità dell’Ucraina sarà confermata. 

Punto numero 2: verrà concluso un accordo di non aggressione tra Russia, Ucraina ed Europa che metta fine a tutte «le ambiguità degli ultimi trent’anni». 

Punto numero 3: «Ci si aspetta che la Russia non invada Paesi vicini e che la Nato non si espanda ulteriormente».

Riflessioni sulla “Questione Meridionale” (1)

Riflessione sull’entroterra siciliano

La risposta che con immediatezza ha fornito Pino, un contessioto, alla domanda: Perché’ non si sanno spendere produttivamente i soldi pubblici? e’ stata:  Perché ai posti dei politici siedono i politicanti.

………

………

 La «questione meridionale» è un’espressione che risale al 1873 ed anche se oggi ci sono i fondi europei e quelli del Pnrr, e arrivano soldi che  faticano a tradursi in investimenti e servizi, quei fondi frequentemente rischiano di restare inutilizzati e di tornare da dove sono venuti.

 Dal confronto tra esperti di vari settori (economia, cultura, formazione, storia) emerge sui media e sopratutto in tv che, con frequenza nella nostra Sicilia e in parte nel Meridione nel suo complesso, le ombre dominano sulle luci, e anche ciò che in un primo momento  appare luminoso, come il turismo, nasconde rischi che a lungo andare potrebbe far scoprire al Sud un rovescio della medaglia capace di creare danni in quantità almeno pari ai benefici dei quali molti ora stanno godendo e molti altri aspirano a godere. E non si tratta solamente dei fenomeni alla cuffariana.

  Da noi, nel Meridione ci sono:

1) le periferie, le aree di provincia povere in regioni come la Sicilia,  dove nessuno — o quasi — è ricco nel senso che possieda risorse e sopratutto capacita e cultura imprenditoriale. E quei pochi che le possiedono al completamento del ciclo di studi emigrano e difficilmente immaginano di dover tornare.

2)  il quadro demografico, i flussi migratori, l’occupazione, i redditi, il Pil pro capite parlano da soli. Se fino al secolo scorso, diciamo fino al 1980, la forbice era molto ristretta grazie a un meridionalismo serio e a politiche di sostegno vero ad agricoltura, industria e scuola; oggi il divario è sensibilmente cresciuto. 

3) il divario (lo segnala l’Istat) si è allargato tantissimo nel decennio 2013-2023 e la crisi demografica che sta riducendo ai minimi termini la nostra Contessa Entellina continuerà a penalizzare via via sempre di più l’intero Sud.  Gli studi dicono che da qui al 2050 in Italia ci saranno 4 milioni e 500 mila abitanti in meno, e l’82 per cento, cioè circa 3 milioni e 600 mila persone, mancheranno al Sud, dove la popolazione sarà composta prevalentemente da ragazzi al di sotto dei 15 anni e da adulti ultra sessantenni e sessantacinquenni. 

(Segue)

- - - -

- - - - 

(Su queste tematiche socio-economiche contiamo via via di caratterizzare più ampiamente il blog)

Oggi,…22 Novembre

Sui giornali

=. =. =Ernesto Galli della Loggia, giornalista: Oltre la finanziaria, oltre Landini e il «campo largo» abbiamo anche altri problemi, e forse persino più importanti, anche se ce ne occupiamo poco o nulla. Ad esempio che l’Italia è un Paese ignorante. Siamo infatti tra gli ultimi in Europa come numero di diplomati di scuola superiore, al penultimo posto per numero di laureati (il 42 per cento degli iscritti all’Università abbandona dopo il primo anno) e con forti squilibri tra Nord e Sud (nel Mezzogiorno solo un giovane su cinque è laureato). Ma non si tratta solo del puro possesso di un pezzo di carta: dall’inizio del nuovo secolo è la qualità complessiva dell’istruzione, anche primaria, che è letteralmente collassata. Altrimenti non ci troveremmo davanti i dati drammatici che ci offre il Censis, secondo il quale sono sempre di più gli italiani che non capiscono un testo scritto e non sanno esporre ciò che vorrebbero dire: praticamente un popolo di semianalfabeti, incapaci di comprendere il contenuto di un qualunque avviso pubblico o di raccontare la trama di un film. 

L’articolo 53 della nostra costituzione stabilisce che tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in base alla propria capacità economica e che il sistema tributario deve essere progressivo. 

=. =. =Paolo Fallai, giornalista: …. chi ha un reddito maggiore paga (dovrebbe pagare) una percentuale di tasse più elevata. Proviamo a vedere cosa succede nella realtà: il 43% degli italiani non versa neanche un euro di Irpef, che sarebbe la tassa sulle persone fisiche, perché non ha redditi o comunque non li dichiara. I dati dell’osservatorio sulle dichiarazioni Irpef 2024 sono stati presentati alla Camera a fine settembre. Il 54% della popolazione ha redditi mediani inferiori a 10 mila euro lordi l’anno. L’esodo è diventato ancora più massiccio con l’introduzione della flat tax. Si stima che circa due milioni di contribuenti, il 50% delle partite Iva, sia escluso dall’Imposta sulle persone fisiche, restando sotto i tetti che consentono di versare solo il 15%. 

… Chi paga le tasse (tutte) sono evidentemente i lavoratori dipendenti, cui vengono tolte alla fonte e quindi quei soldi non li vedono proprio. Naturalmente della sanità (medici, ospedali, farmaci), della scuola (insegnanti, edifici), della sicurezza (forze dell’ordine) usufruiscono tutti, quelli in regola con le tasse e i «furbi» che aspettano il condono o possono risiedere a Montecarlo.

Vivere a Contessa Entellina

 USI RICORRENTI NELLE CONTRATTAZIONI, in Contessa Entellina

Dalla raccolta provinciale degli usi 

La "raccolta degli usi" è un documento ufficiale delle Camere di Commercio che cataloga le consuetudini commerciali e le pratiche commerciali consolidate di una determinata provincia.

Funziona come fonte di diritto non scritto per interpretare o integrare contratti e risolvere controversie, soprattutto quando le norme scritte sono assenti o ambigue. Le Camere di Commercio sono responsabili di accertare, pubblicare e revisionare periodicamente questa raccolta, coinvolgendo esperti e rappresentanti delle categorie economiche. Raccolgono le consuetudini e le pratiche commerciali che diventano prassi nel territorio. Vengono pubblicate e rese disponibili a tutti gli interessati per la consultazione e riviste periodicamente (di solito ogni cinque anni) per aggiornarle in base alle nuove consuetudini che si fossero affermate.

Gli usi hanno valore giuridico quando non esiste una norma scritta o quando le norme esistenti fanno riferimento a una consuetudine accertata. Sono considerati un "diritto non scritto" che deriva da un comportamento generale, uniforme e costante, con la convinzione di ubbidire a una norma giuridica obbligatoria. Dopo la pubblicazione, la raccolta può essere utilizzata come fonte di diritto senza l'obbligo di dimostrare il caso concreto.


venerdì 21 novembre 2025

Il Medio Evo nel Monrealese

Nel 1200
Monreale era una città in 
forte crescita,
 testimonianza del 
progetto del re 
normanno Guglielmo II
, 
che nel 1174 avviò la 
costruzione del Duomo, 
del Palazzo Arcivescovile 
e del chiostro. La città, 
che sorge su un 
preesistente 
villaggio arabo, si 
stava trasformando in 
un importante centro
 religioso e artistico, e il 
5 febbraio 1182 era 
stata elevata a 
Cattedrale Metropolitana 
da papa Lucio II















La potenza del Vescovo di Monreale ebbe ad estendersi 

pure sull’attuale territorio di Contessa Entellina
















Premessa: 

1) l’Archivio diocesano di Monreale - Fondo Registri Corte -Acta Curiae Civitatis e Fondo Mensa, 

2) la Biblioteca Regionale Centrale, Palermo - Tabulario S. Maria Nuova, Monreale, 

3) l’Archivio di Stato di Palermo - Fondo San Martino delle Scale.

Quelli ora riportati sono riferimenti imprescindibili per chi vuole conoscere il territorio su cui dal XV secolo insiste la realtà umana e sociale dell’attuale Contessa Entellina. In realtà quelle tre istituzioni consentono di conoscere la realtà territoriale di questa parte di Sicilia sin dal periodo normanno letta come momento storico ed anche come punto di arrivo di un lungo e precedente lontano passato e che, per chi ama la Storia, possiede curiosità oltre che un diretto rapporto col nostro vivere, dell’attuale Contessa Entellina nel presente terzo millennio.

Dal Medioevo a …

Già negli anni settanta del millecento, Guglielmo II d’Altavilla (detto il Buono) fondò l’Abbazia di Santa Maria la Nuova di Monreale dotandola di una lunghissima serie di privilegi e di possedimenti terrieri elevando l’Arcivescovado al ruolo di feudatario e quindi di organismo al servizio (oltre che religioso) di governo di una vastissima area dell’entroterra siciliano.

Per la documentazione che finora abbiamo tenuta conservata, e che ci proponiamo via via di riportare nei suoi contenuti sul blog, i possedimenti dell’Abbazia di Santa Maria la Nuova avevano estensione ben oltre i 1000 kmq e -pensandoci bene- la vastità di quelle vastissime assegnazioni in epoca normanna hanno esplicato effetti e manifestazioni sia giuridiche, territoriali e persino religiose sulle popolazioni fino ai nostri giorni. Per non inoltrarci subito nella vicenda storica che ci proponiamo di sviluppare, basta pensare alla vastissima estensione del territorio dell’attuale Comune di Monreale, ottenuto ed ereditato in seguito allo scorrere e svilupparsi delle vicende storiche, grazie al ruolo posseduto da quell’Arcivescovado, in seguito all’abolizione dei privilegi feudali (anno 1812), abolizione che pose fine all’esercizio dei poteri temporali da parte dell’Arcivescovado. L’estensione territoriale dell’attuale Comune di Monreale arriva fino a pochi chilometri di distanza dalla nostra Contessa Entellina. 

(segue)

Oggi,…21 Novembre

Sui Giornali

  

=. =. = La voglia di affermarsi delle donne. Un grafico, tratto dall’ultimo rapporto di AlmaLaurea  mostra che ogni anno ormai sei laureati ogni dieci sono donne. Se si guarda solo alle lauree magistrali, quelle di livello superiore, il dato sale a sette ogni dieci (in aumento dal 65% da cinque anni fa). In realtà il sorpasso fra sessi nella distribuzione dei diplomi di studi superiori risale più o meno a trentacinque anni fa e da almeno una quindicina sistematicamente sei lauree su dieci sono ogni anno raggiunte dalle studentesse.

=. =. = La struttura del Paese Italia sta cambiando. Le donne stanno uscendo dalle discipline di studi verso le quali si erano indirizzate nei primi decenni della loro emancipazione educativa di massa. Non dominano più solo le discipline umanistiche, giuridiche o magari sanitarie e farmaceutiche. L’anno scorso hanno superato gli uomini per quantità di lauree di indirizzo economico, sono arrivate praticamente alla pari nell’ambito di ingegneria civile e architettura, mentre in campo scientifico (dove erano nettamente in minoranza) ormai rappresentano sei diplomi di laurea su dieci. Anche nelle tecnologie dell’informazione e comunicazione, dove sono nettamente in minoranza, il loro numero ha iniziato a crescere.

=. =. = La dimensione economica di questa nuova realtà educativa è, se possibile, ancora più complicata. In apparenza l’Italia per questo risulta fra le più avanzate nel gruppo delle democrazie mature dell’Ocse, con un divario di paga a parità di funzioni di appena il 4% a favore degli uomini rispetto alle donne. È uno scarto minore di quello che si registra in Danimarca e ancora di più lo è rispetto a Germania, Finlandia o Gran Bretagna. 

Le cose pubbliche sono di tutti

Quali le funzioni del
Bilancio di Previsione?
1) stabilisce i limiti massimi
che il Comune può
sostenere in un anno.

2) Delinea le previsioni
 di entrata e di spesa,
 traducendo in cifre
gli obiettivi strategici
 dell'amministrazione.
3) 
Regola la gestione
economica dell'ente,
nel rispetto delle
norme vigenti.

Quali le funzioni del
Dup ?
1) definisce gli obiettivi
 e le linee guida per
la gestione dell'ente.
2) Costituisce la base
per la redazione e
l'approvazione del
bilancio di previsione
annuale.
3) la Sezione Strategica (SeS): 
Riprende e sviluppa le
linee programmatiche del
mandato del sindaco o
del presidente della
provincia, definendo le
priorità strategiche
4) la Sezione Operativa
(SeO):
 Contiene la
programmazione
operativa triennale,
che include obiettivi,
programma delle opere
pubbliche, fabbisogno
di personale e altre
azioni concrete.











Vita amministrativa dei comuni

 (ed in generale degli enti pubblici) 

Proposito del “Blog” è di dedicare pagine periodiche alla vita operativa degli enti locali. Il fine è di far crescere coscienze comunitarie che si interessino della “cosa pubblica”. A Contessa Entellina la sensazione che talvolta si coglie e’ che persino taluni che si propongono e si insediano ad occupare cariche pubbliche non sappiano bene quali siano i ruoli della Giunta e quelli del Consiglio, quale il significato di impegno della spesa pubblica e quale quello della liquidazione, quale l’impostazione di fondo di un bilancio pubblico e quale la prassi procedurale di spesa.

 E’ possibile che nel corso del nostro procedere sul blog esprimeremo giudizi su iniziative dei comuni del Corleonese, che ovviamente proveremo a seguire nel loro procedere, per sottolineare e giudicare se una iniziativa (nell’avviarla, nel perseguirla e nel realizzarla) possa essere o meno di utilità pubblica o meno; se e’ da ritenere politicamente iniziativa di destra o di sinistra nella finalita’ perseguita. Seguite la vicenda pubblica più che un diritto e’ un dovere.

= = = 

Cosa intendiamo per FINANZA PUBBLICA?

La finanza pubblica degli enti locali (sostanzialmente ci riferiremo ai Comuni, a quelli di piccola dimensione e poco popolati, in particolare) la si individua  attraverso la gestione dei propri tributi, le eventuali vendite di beni e servizi, e i trasferimenti di risorse che arrivano dallo Stato e talvolta dalle Regioni.

Per gli anni 2025-2029, gli enti locali devono, fra l’altro,  anche contribuire alla finanza pubblica complessiva del Paese con importi specifici, stabiliti dal governo, da iscrivere in bilancio (con l'eccezione degli enti che si trovano in dissesto o in altre condizioni specifiche che contiamo in prosieguo di individuare e inoltre di intrattenerci a commentarle). 

Gli strumenti principali per la gestione e la raccolta dei fondi dai tributi o dai trasferimenti dagli enti pubblici di livello superiore sono il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di Previsione.

 Il bilancio di previsione per gli enti locali è un documento contabile e programmatico, che viene approvato annualmente e stima sia le entrate che le spese previste per gli esercizi successivi (solitamente tre anni). Serve come strumento di pianificazione (=programmazione) politica ed economica, autorizzando le spese che l'ente potrà sostenere e fissando i limiti delle uscite future. È per sua natura uno strumento fondamentale per la gestione finanziaria che traduce in numeri le priorità dell'amministrazione e deve rispettare i vincoli normativi previsti dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e in Sicilia l’Ordinamento regionale degli Enti Locali.

 Il Documento Unico di Programmazione (DUP) è lo strumento di guida strategica e operativa fondamentale per gli enti locali, che deve essere approvato dal Consiglio comunale prima del bilancio di previsione annuale. È obbligatorio per tutti gli enti locali e si compone di due sezioni: una Sezione Strategica (SeS), che ha un orizzonte temporale pari al mandato amministrativo, e una Sezione Operativa (SeO), con un orizzonte temporale triennale rappresenta lo strumento di guida strategica e operativa fondamentale per gli enti locali, che deve essere approvato dal Consiglio comunale prima del bilancio di previsione annuale.

= = =

In una prossima pagina proveremo a fornire maggiori dettagli. Ci piacerebbe che a seguire la pagina siano i giovani. Saranno essi infatti a segnare il destino, il domani, della comunità locale.

giovedì 20 novembre 2025

Procediamo per flash …la Storia della Sicilia (4)

Federico II
E’ a lui che viene
attribuita la distruzione
della città di Entella.
Su questa vicenda 
avremo tempo e
modo per trattarne
sul blog.





Capire la Sicilia

I giornali di questi giorni trattano di noi siciliani; affrontano l’analisi su di noi come se fossimo tutti inquadrati entro schemi predefiniti. Schemi che inquadrano più che altro tanti nostri rappresentanti politici e non, e in prevalenza il  “cuffarismo” riemerso all’antica maniera di tangentopoli. Come se il protrarsi, a decenni di distanza, della nota e diffusa  “tangentopoli” riguardi la sola nostra regione. La tangentopoli, che con metodiche le più varie, lo sostengono tantissimi giornalisti e personaggi autorevoli, in Italia non è mai venuta meno, a cominciare dai piccoli centri di periferia alle realtà politiche dei faccendieri di professione.

Chi sono i siciliani ? Per l’inglese Denis Mack Smith parrebbero essere antropofagi (cannibali) fino all’Ottocento. Per Leonardo Sciascia l’intera classe dirigente darebbe a pensare ad una “accozzaglia di sciacalli” quanto meno fino alla prima repubblica (Corda Pazza), per Gesualdo Bufalino o per Michele Pantaleone  gli abitanti della Sicilia sarebbero dei mafiosi. Giuseppe  Tomasi di Lampedusa ha lasciato scritto che “i siciliani amano solamente il sonno”. Questi giudizi sono prevalentemente ripresi da un libro di Santi Correnti (storico e latinista siciliano), che però addrizza il giudizio riportando un brano dell’archeologo Amedeo Maiuri (su Arte e civiltà nell’Italia antica) ove si legge che l’Isola nell’antichità era considerata “l’America del mondo antico” per la ricchezza, la fertilità e la tranquillità politica. Segno ovvio -questo giudizio- che ancora ai giorni di Maiuri non era comparso sulla scena politica USA il Donald Trump.

C’è chi per evocare lo spirito attivo e critico dei siciliani arriva ad evocare Archimede le cui scoperte fisico-matematiche sono racchiuse sopratutto nell’avere inventato, in matematica, l’uso della “pi greca” ed altri accorgimenti rispetto a quanto aveva contribuito Euclide.

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Esplorare il territorio, per ricordare e riflettere

La viabilità agricola è un fattore chiave
per l'economia delle aree rurali, potenziando
la produttività, creando posti di lavoro
e aumentando il valore aggiunto del settore
 agroalimentare.

Supporta pratiche agricole sostenibili, come
la protezione del suolo, la conservazione
della biodiversità e la gestione efficace
delle risorse naturali.



Strade decenti?

Quelle di penetrazione sul territorio di Contessa Entellina

sono impercorribili!

 Pare che la strada che da contrada Serra attraversa l’area di c.da Scirotta e poi punta in direzione di Castello Calatamauro, e ancora più oltre, e’ in corso di sistemazione. E’ una strada che ha finalità prettamente agricole e non è l’unica sul territorio di Contessa che necessita di attenzione.

  Il resto del territorio comunale di Contessa Entellina o ad esso collegato come è combinato? Per raggiungere Campofiorito, lo abbiamo ripetuto più volte sul blog, c’è un tratto che nel 2025 sa di indecenza per una strada denominata “provinciale”. Eppure l’Amministrazione di centro-destra del nostro Comune non riesce a influenzare le conduzioni pure esse di centro destra che guidano Comune di Palemo e Provincia di Palermo. Non riesce nemmeno a  evidenziare le tante carenze sul nostro territorio al centro-destra che siede sia alla Regione che alla Provincia.

    Strade decenti? A quanto pare sul nostro territorio non è destino poterle godere. La strada che dalle Quattro Case va in direzione di Pizzillo, dove sta la comunità religiosa guidata da Padre Pietro e dove nei fine settimana si recano alcuni compaesani non e’ tra le più percorribili. Eppure c’è’ di peggio: inoltrandosi in direzione di c.da Petraro e poi ancora più oltre fino a voler visionare da lontano l’invaso di Garcia c’è da mettersi le mani ai capelli. Eppure quelle sono contrade dove la gente deve occuparsi di religiosità per i credenti, di agricoltura  per i campi granari che vi insistono, di curiosità cultural-archeologica in connessione alla prossimità di Entella, di Storia per la narrazione che quelle contrade conservano dagli Elimi alla Riforma Agraria, alle vicende narrative di banditismo e mafia che in quelle zone prosperavano durante il latifondismo e poi -anche- in connessione agli appalti di realizzazione della Diga. Tutte motivazioni e contesti umani e dis-umani che andrebbero -sempre- ricordate alle giovani generazioni. E però l’Amministrazione locale di centro-destra non riesce a trovare sufficiente udienza nelle stanze del Potere per consentire ai residenti, ai curiosi, ai visitatori, agli amanti di Storia,  ai coltivatori  di vivere e assaporare tutte le potenzialità dell’intero territorio comunale. E non si dica che mancano i finanziamenti, se si e’ capaci di sperperare denaro negli sterili festeggiamenti privi di messaggi culturali o religiosi, che sotto altra ottica sarebbero utili per i bisogni del territorio e della popolazione che sul nostro trascurato territorio resiste e che ancora non ha intrapreso la via dell’emigrazione. Quell’emigrazione che ci impoverisce di uomini, risorse e capacità di immaginare, progettare e realizzare.