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martedì 4 marzo 2014

Contessa Entellina. Iniziativa Mediolanum


Crisi Ucraina. Gli Usa premono contro la Russia, ma Germania ed Italia hanno bisogno del gas siberiano

I russi, Putin in prima persona, accusano gli ucraini di essersi fatti trascinare da una minoranza di fascisti e di nazionalisti su posizioni fortemente anti-russe. La situazione sta veramente in questi termini ? 
E' probabile che Putin non abbia tutti i torti. Gli ucraini che nelle settimane scorse hanno invaso le piazze della parte occidentale del paese non rappresentano l'intera nazione; sono stati i filoeuropei e non e' detto che rappresentino la maggioranza della nazione. Che il nuovo governo ucraino sia in preda degli ultranazionalisti lo si e' capito col provvedimento con cui viene sancito che unica lingua ufficiale del paese e' l'ucraino; si tratta di una iniziativa assurda dal momento che  in meta' del paese (sud/orientale) la popolazione e' di lingua ed etnia russa. 
Basta tutto cio' per accusare di fascismo e di nazionalismo il nuovo governo ucraino ? 
In verita' c'e' da aggiungere che il nuovo governo ha esagerato con gli attacchi nei confronti del grande fratello russo dal momento che esso e' fortemente indebitato con esso sul piano finanziario ed inoltre sa bene che la Russia puo' decidere del destino economico dell'Ucraina (e non solo di essa) chiudendo o aprendo i rubinetti dei gasdotti. 
Un governo che attiva provocazioni nei confronti di un grande vicino fidando nel soccorso dei paesi occidentali certamente se non e' fascista e' sicuramente incosciente e non tiene in debito conto le ragioni complessive della pace nel continente. Impedire a meta' della propria popolazione di usare la lingua materna e' comunque roba da incoscienti sicuramente. 
Questo governo anti-russo ha giocato tutte le carte confidando che l'intera Europa l'avrebbe soccorso. Ma cosi' non e' e non puo' essere. 
Gli Stati Uniti hanno l'interesse politico di creare difficolta' a Putin e verosimilmente soffiano sul fuoco, ma l'Europa oggi come oggi sta attraversando una delle peggiori crisi che si ricordi e non puo' seguire gli Usa nelle avventure che i nazionalismi provocano. L'apparato industriale europeo funziona se dalla Siberia arrivano le risorse energetiche che la Russia si e' impegnata a fornire. Pero' inseguendo il nazionalismo ucraino che vuole tappare la bocca alla meta' della sua popolazione che parla russo capitera' inevitabilmente che Putin stacchera' la spina agli impianti che alimentano l'apparato industriale tedesco, italiano, francese etc. E l'Occidente dovra' archiviare la ripresa economica a cui tanto aspira.  
Non valutare con realismo la situazione oggettiva che ci sta attorno per inseguire i sogni nazionalisti (o fascisti, come preferisce definirli Putin) del governo di Kiev e' un po' troppo.

L'Italia vittima dei politicanti corrotti, ladroni ed ignoranti

Nell'immaginario mondiale l'Italia e' il paese della cultura e l'assegnazione dell'Oscar a "La Grande Bellezza" non fa che confermarlo, al contempo gli italiani perdono la faccia di fronte al mondo con i continui crolli di Pompei, pur disponendo di decine di milioni di euro messi a disposizione dall'Unione Europea.

lunedì 3 marzo 2014

Entella, Timoleonte e la cultura di allora (n. 4)


Nelle settimane passate abbiamo descritto il "teatro" di guerra entro cui nel 339 a.C. avvenne la battaglia sul Crimiso (oggi Belice Sinistro), battaglia che fu devastante -a causa di una esondazione del fiume- per i cartaginesi che controllavano il territorio siciliano ad est del fiume e vittoriosa per i sicelioti (= greci di Sicilia) che invece erano insediati ad ovest del fiume fino a Siracusa e Taormina.

Sullo sfondo del teatro di guerra da noi tratteggiato stava Entella, la citta'  situata sulla Rocca con le difese naturali e che da qualche anno (342 a. C..) aveva rotto la tradizionale alleanza con i cartaginesi ed era passata nel fronte delle citta' greche di Sicilia.

Sappiamo che lo studio su come si e' svolta la battaglia occupa una parte rilevante della Carta Storico-Archeologica del Comune di Contessa Entellina curata dal Laboratorio della Scuola Normale di Pisa e di cui non abbiamo ancora avuto la possibilita' di poterla visionare. In ogni caso la nostra descrizione, basata pure essa sugli studii pubblicati da quella Scuola, serve a stimolare la curiosita'  generale su questi lavori scientifici relativi al territorio di Contessa sviluppati da un trentennio.

La vicenda
Nel 339 i cartaginesi si propongono di riconquistare Entella, utile avamposto strategico ai fini del controllo del confine fra Sicilia punica e Sicilia greca. Il piano dei cartaginesi consiste 

-nello sbarco di massicce forze di terra nel porto di Marsala, 

-nell'obiettivo di una rapida conquista della Rocca per poi poter irradiare ulteriori espansioni in direzione dei territori sicelioti.

Le fonti storiche di cui oggi si dispone, ne abbiamo gia' trattato, sono tutte di parte siceliota, Diodoro Siculo e Plutarco, e sono sostanzialmente convergenti nelle descrizioni.
Belice Sinistrro esondato
Foto di un lustro fà
Essi ci hanno parlato dell'area che sta un poco piu' a monte della confluenza del Belice destro e del Belice Sinistro, di una collina che sovrasta il teatro di battaglia (Carrubba) ove stava appostato l'esercito dei siracusani, delle fortunate condizioni atmosferiche che hanno favorito la strategia militare di Timoleonte grazie ad una fitta nebbia proprio su Carrubba, un violento temporale accompagnato a forte vento.
I cartaginesi in buona sostanza si accorsero con ritardo dell'avvenuto appostamento dei sicelioti nei paraggi di Entella. 


Essi appena sbarcati a Marsala puntarono senza esitazione verso la Rocca convinti di farla cedere in seguito ad un non prolungato assedio e comunque prima che i greci di Sicilia avessero il tempo di organizzarsi e di venire in suo aiuto. I servizi segreti siracusani invece mostrarono sufficiente efficienza ed infatti l'esercito siceliota fece in tempo a lasciare Siracusa, attraversare la distanza da Entella con tempi accelerati ed evitando di percorrere la grande trasversale ch allora  univa Entella a Siracusa. I sicelioti attraversarono infatti  il territorio agrigentino (fra il Salso, il Platani) e poi puntarono in direzione delle odierne Castronovo, Montagna dei Cavalli, Corleone e fecero in tempo ad appostarsi sull'altura di Carrubba dove decisero di attendere le forze cartaginese che dovevano transitare in prossimità della confluenza del Belice dx e sx.

Per capire meglio come i cartaginesi siano caduti in un imprevisto agguato va tenuto presente che il Belice Sinistro dalle falde della Rocca fino a Selinunte fino al 1500 d.C.  (in pratica quando sul territorio si insediarono gli arberesh) era ancora navigabile e che la zona era soggetta a frane e dissesti anche in periodi estivi a causa degli squilibri dei livelli di precipitazione. Non sfugge a nessuno -ancora oggi- che le aree pianeggianti che fiancheggiano il Belice Sinistro e oggi destinate a colture vitivinicole sono di natura alluvionale.

 I siracusani da Corleone avrebbero puntato in direzione di Badessa e poi verso il torrente Senore, affluente del Belice Sinistro, senza  sostare, ne' transitare,   per Entella. 

Li' , nelle colline prospicienti la confluenza del Belice, rimasero nascosti.
(Segue)

Dichiarazione del Presidente Napolitano per l'Oscar conferito al film "La grande bellezza"

C o m u n i c a t o
In seguito al conferimento dell'Oscar al film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Si e' giustamente colto nel film di Sorrentino il senso della grande tradizione del cinema italiano e insieme una nuova capacita' di rappresentazione creativa della realta' del costume del nostro tempo. E' uno splendido riconoscimento, è una splendida vittoria per l'Italia"
Roma, 3 marzo 2014

Chiesa della Martorana. Ogni venerdì pomeriggio -17,30- sarà cantato l'Akàthistos

L'Akàthistos, in greco, significa, “non seduto”, “in piedi”, e indica come dovrebbe cantarsi, “stando in piedi”, così come si proclama e si ascolta il Vangelo, e ne sottolinea perciò la solennità.

 E' l'inno che avrebbe cantato il popolo di Costantinopoli, per ringraziare la Vergine della protezione accordatagli contro i Turchi e in precedenza contro gli Avari ed  i Persiani.
Chiesa della Martorana
P.zza Bellini
Palermo
Si ignora chi ne sia l’autore: la tradizione manoscritta lo trasmette anonimo, e anonimo lo riportano i libri liturgici. Solo qualche codice lo attribuisce al Patriarca di Costantinopoli Sergio (VII sec.) o al Patriarca Germano (VIII sec.). Qualcuno ha fatto anche il nome di Romano il Melode. Un altro nome attendibile potrebbe essere quello di Basilio di Seleucia, teologo e scrittore che fu tra i Padri più influenti al Concilio di Calcedonia (451), ma si tratta solo di supposizioni.

La data di composizione viene collocata fra la metà del V sec. e i primi del VI. 

 L’Akàthistos è un testo molto elaborato che appartiene al genere letterario del contacio (kontàkion o kondàkion), una forma di poesia complessa, tipica dell’innografia greca, definita anche “predica in versi” per la complessità e ricchezza dei suoi contenuti.

Si compone di 24 stanze o strofe, che si susseguono a coppie, ciascuna delle quali è inframmezzata dal canto dell’Alleluia e si chiude con una serie di invocazioni litaniche a Maria che culminano tutte nella celebre acclamazione: Ave, Vergine e Sposa!. 

Debito pubblico al 132,6% del Pil

Il Pil, ossia la ricchezza che l'Italia produce, e' sceso al livello del 2000. Significa che il paese e' tornato indietro di quattordici anni. 
Il debito ormai raggiunge livelli da tracollo e a proposito di tracollo c'e' da ricordare che la Grecia -secondo le proiezioni- tornera' al benessere ante-crisi solamente fra venti anni. 
Matteo Renzi non ha piu' tempo per fare cio' che va fatto !!

Sicilia depredata dai politici corrotti

Il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, Luciana Savagnone non ha avuto peli sulla lingua nell'aprire, nell'Aula magna della Scuola di scienze giuridiche ed economico-sociali di Palermo l'anno giudiziario 2014. 
Ha osservato che davanti  alle condizioni di povertà delle famiglie "la politica non riesce a dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini". E poi ha rincarato la dose: "La corruzione della classe politica è dettata, soltanto da una incontrollata smania di ricchezza e di potere".

Un fenomeno quello corruttivo "detestabile e biasimevole" dal punto di vista morale, ma anche "concausa dell'impoverimento dell'intera nazione". In Sicilia, poi, la corruzione "spesso lambisce e si intreccia con gli interessi dell'universo mafioso, ma anche quando è del tutto estraneo ad esso, in qualche modo, lo favorisce. I reati di corruzione - spiega Savagnone- anche quelli apparentemente di scarso rilievo, rendono più fertile il terreno su cui si sviluppa e cresce la delinquenza mafiosa, attraverso il perseguimento di interessi economici comuni, connivenze, reciproche protezioni".
"È indispensabile - ha spiegato ancora il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Regione siciliana, Luciana Savagnone - che la politica e la Pubblica amministrazione imparino ad amministrare e gestire se stesse, curando, attraverso un rigoroso controllo interno, il rispetto delle norme e delle regole che governano la loro attività, anticipando, se possibile, gli interventi da parte della magistratura, così da riacquistare credibilità nei confronti della cittadinanza".
Per Savagnone è necessario evitare che "un amministratore, una volta accertata la commissione da parte sua di un illecito, venga confermato nelle funzioni o gli sia conferito altro incarico, così come il pubblico dipendente infedele dovrebbe essere rimosso".
"Assistiamo invece - conclude il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti - al moltiplicarsi degli sprechi di denaro, spesso da parte di soggetti già condannati, che invece di essere posti in condizioni di non nuocere più al pubblico erario, vengono ancora una volta incaricati di gestire le risorse economiche".

La coerenza dei governi italiani

Enrico Letta non volle, o non pote', licenziare la signora CancellIeri che si teneva in contatto "umanitario" con la famiglia Ligresti (la stessa che per meno di un anno di lavoro aveva liquidato buonuscite milionarie al figlio), adesso Matteo Renzi non vuole, o non puo', licenziare il sottosegretario Gentile che in Calabria e' intervenuto sui giornalisti per evitare che si pubblicassero vicende relative al proprio figlio.

C'e' la crisi ! Invece di tagliare l'apparato burocratico della Regione Sicilia verranno tagliati i presidi di polizia

Noi italiani nelle questioni serie prendiamo sempre posizioni discutibili. Servono tagli nella spesa pubblica, quindi ? 
Invece di tagliare servizi burocratici che non servono a nulla, invece di ridurre a quindici componenti l'Assemblea Regionale Siciliana che facciamo ? 
Ridurremo sui territori la presenza dei presidi di polizia. 
Ognuno tragga le conclusioni !

Renzi l'equilibrista

Sulla grave situazione venutasi a creare in Ucraina con la Crimea -di fatto- gia' occupata dai militari russi il governo italiano ha assunto una posizione da vero equilibrista: "L'invasione e' inaccettabile, Russi ed ucraini dialoghino".

La cultura dei pressapochisti

In Italia esiste una costante, nonostante cambino i ministri: i monumenti del passato continuano a crollare, come accade costantemente a Pompei, pur restando inutilizzati i fondi europei. 
Almeno in questo noi italiani mostriamo coerenza.

L'economia dei politicanti

Esistono politicanti che vorrebbero risolvere la crisi socio-economica in cui hanno condotto il paese come usano fare i "medici piatusi". 
Si sa bene che un alcolizzato, un drogato finche' non muore e' vivo. Parafrasando si puo' ben dire che in un paese col sistema economico inceppato non e' stampando nuova moneta (inflazione) che si esce fuori dalla crisi; l'inflazione e' droga. Servono rimedi veri, in primis l'eliminazione del "parassitismo" e sostegno all'occupazione nelle aziende, non nella regione Sicilia.

domenica 2 marzo 2014

Il Vangelo alla luce dei fatti di ogni giorno

Mt. 6  14-21 
 QUANDO DIGIUNI, PROFUMATI IL CAPO 
 Disse il Signore: 14​ Infatti se avrete rimesso agli uomini le loro cadute, rimetterà anche a voi il Padre vostro celeste; 15​       ma se voi non avrete rimesso agli uomini, neppure il Padre vostro celeste rimetterà le vostre cadute. 16​Ora, quando digiunate,non siate come gli ipocriti, dal volto tetro. Infatti si sfigurano il volto per figurare agli uomini come digiunatori. Amen vi dico: hanno già la loro ricompensa.  17​Tu, invece, quando digiuni, profumati il capo e lavati il volto, 18​perché non figuri agli uomini che digiuni, ma al Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che guarda nel segreto, ti restituirà.  6,19​Non tesorizzate per voi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine fanno scomparire e dove i ladri scassinano e rubano;  20​tesorizzate invece per voi tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine fanno scomparire e dove i ladri non scassinano né rubano.  21​Infatti dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Brano del Vangelo proclamato oggi nelle Chiese di rito bizantino

 I farisei al tempo del Nazareno erano osservanti rigidi delle regole religiose; in determinate ricorrenze dell'anno digiunavano ben due volta la settimana. Allora -come oggi- l'essere esibizionisticamente "devoti" procurava fama di persona pia.  
Ecco, che il Vangelo non descrive fatti e costumi di duemila anni fa', ma comportamenti di sempre. 
Ogni essere umano cerca di primeggiare, scegliendo l’ambito dove meglio riesce. Non importa se è la religione o lo sport, l’arte o l’economia, la pace o la guerra, la politica o la malavita: tutto serve per essere “qualcuno” davanti agli altri.  
-Apparire agli occhi degli uomini,  
-voglia di "possedere"  
-disporre di "potere",   
sono ancora oggi il DNA  di tutti i mali del mondo. 
I  politici, quelli di oggi, sono di una inettitudine e di una ignoranza cosi' grassa che qualsiasi capra risulta essere un pozzo di sapienza, eppure essi sono malati di un illimitato desiderio di "apparire" statisti, e non mettono mai in conto che la loro inidoneità procura danni immensi alla comunità. 
Le passerelle di politici, di uomini di presunta cultura, di managers delle aziende partecipate cui siamo costretti ad assistere su tutti i canali tv servono a soddisfare il desiderio di "immagine", di "apparire", di piccoli uomini che si sentono realizzati, proprio come quei "farisei" che tenevano a mostrarsi "pallidi" in viso per comunicare di avere digiunato e quindi di meritare l'attributo di "uomini pii". 
Il messaggio del brano evangelico e' che  "l’ipocrita cerca la propria reputazione, e in tutto trova il proprio io, il proprio egoismo". 
 A proposito di digiuno, e' noto che la Chiesa occidentale ha in anni recenti attenuato la pratica del digiuno. In una società ridotta a bocca che tutto divora (consumismo), a tubo digerente che tutto assimila (omologazione), il digiuno riacquista attualità e rilevanza. E c’è anche, lo ha evidenziato nell'omelia il celebrante, il digiuno della mente e del cuore, dell’orecchio e dell’occhio a cui pero' difficilmente riusciamo a sottostare. 
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Il brano evangelico possiede ulteriori spunti e non riusciamo in questa sede a richiamarli tutti. 
C'e' il tema ricorrente nel Cristianesimo: fine della vita non e' quello di accumulare beni, senza accorgersi che chi fa delle cose (dei beni) il suo dio (idolatria), le distoglie dal loro fine, che è di tenerle a disposizione di chi ne necessita. 
La brama di possedere è come l'apparire, origine di tutti i mali.  
Peraltro i beni in natura, cibo e vestito, col tempo saranno divorati dalla tignola - e lo stesso corpo dai vermi. I beni in metallo perdono il loro splendore. Ciò che serve per vivere, muore; ciò che giova per apparire, scompare. 
A maggior ragione ciò che è accumulato, rubato dalle casse erariale come fa la gran parte dei nostri politicanti, è furto ai danni dei cittadini e presto o tardi, verrà sottratto -pure esso- dai fenomeni naturali a chi disonestamente lo ha fatto proprio.

Il decisionista Matteo Renzi

Ma Matteo Renzi e' veramente un socialista ?
Il mondo e la cultura socialiste non sono dogmatiche, al contrario appartengono alla visione laica delle vicende umane; non esistono quindi analisi del sangue per appurare o meno l'appartenenza di un soggetto a un modo o ad un altro di leggere l'orientamento verso cui procede la societa'. 
Certo l'avere egli pilotato il Pd, un partito finora privo di una carta valoriale propria, in direzione della cultura socialdemocratica europea piuttosto che verso il conservatorismo continentale, lascia sperare che esista una visione aperta e progressista. 
L'avere inoltre egli proposto come primo provvedimento da portare avanti in Consiglio dei ministri il Jobs Act (il pacchetto di provvedimento sul lavoro) e' pure esso indicativo di una inclinazione verso i problemi sociali. 
Tutto cio' comunque non attesta che il Pd dall'oggi al domani possa ritenersi un partito con forte vocazione socialista a tutti gli effetti. Sara' la prova dei fatti ad attestarlo. E la prova dei fatti la si vedra' su una lunga elencazione di provvedimenti di cui iniziamo a citarne per intanto alcuni. 
1) l'essenza profonda della democrazia e' tipicamente socialista. E riteniamo di poter dire che un partito che ottiene il 37% dei voti resta una minoranza rispetto alle altre forze che -insieme- rappresentano il 63% degli elettori e pertanto a questa minoranza non gli si puo' riconoscere la maggioranza dei seggi alterando l'esito della consultazine. Solo mezzucci e rozzezze berlusconiane possono spingere a considerazioni differenti. 
2) sulla giustizia la cultura socialista di tutto il mondo esige che debba esistere la distinzione netta di carriera fra giudici dell'accusa e quelli decidenti. 
Avremo tempo per capire se Matteo Renzi e' socialista per convinzione o magari per non trovarsi -a luglio- solo a guidare il semestre di presidenza italiana in Europa col rischio di essere osteggiato dalla famiglia politica dei conservatori da un lato e senza il convinto sostegno socialista dall'altro. 
Cercheremo insomma di capire quanta sincerita' o opportunismo ci sia nella scelta del compagno Matteo.

Ucraina. Ore di tensione


La Crimea e' terra abitata prevalentemente da russi, la lingua che li' viene parlata e' il russo, eppure dagli anni cinquanta essa (repubblica autonoma) e'  stata federata alla repubblica ucraina, questa a sua volta fino al crollo dell'Unione Sovietica era parte di quest'ultima. 
L'Ucraina vorrebbe adesso aderire all'Unione Europea e rompere l'abbraccio secolare che l'ha sempre tenuta legata al vicino gigante. 
Nessuno e' in grado di conoscere se l'intera popolazione ucraina condivida o meno questa scelta. 
E' certo che nell'Ucraina orientale, come in Crimea, la popolazione e' prevalentemente russa e considera l'adesione all'U.E.  nient'altro che un tradimento alla Madre Russia. 
La volonta' degli ucraini occidentali di volere voltare le spalle al vicino ingombrante sta creando una situazione imbarazzante al punto che Putin minaccia di impadronirsi di tutto il territorio ucraino su cui la popolazione russa sia' prevalente, Crimea in primis, e giustifica cio' con la richiesta di aiuto avanzata dal parlamento autonomo di Crimea. 
L'Europa cosa puo' fare ? Non molto se si pensa che Putin ha la possibilita' di chiudere i rubinetti dei gasdotti che fanno funzionare l'apparato industriale occidentale, oltre che riscaldare le citta'.  
Puo' d'altronde  l'Occidente disconoscere che la Federazione Russa ha cruciali interessi strategici -dai gasdotti agli arsenali militari- sul territorio ucraino, dove peraltro vive una consistente percentuale di popolazione di etnia russa ? 
Puo' di contro l'Occidente ammettere che nel terzo millennio una potenza militare possa invadere il territorio di uno stato terzo ?

CHIESE E CAPPELLE A CONTESSA ENTELLINA ... ... di Calogero Raviotta

Molte sono le chiese e le cappelle aperte al culto a Contessa Entellina sia nel centro urbano sia nei borghi e nelle contrade rurali. Molte tradizioni, vicende del clero, culto popolare, tanti momenti e aspetti della storia di Contessa hanno un legame con le numerose chiese di Contessa. Questi edifici costituiscono inoltre un originale patrimonio culturale, sia sotto l’aspetto architettonico sia per le numerose opere d’interesse artistico custodite (mosaici, affreschi, icone, statue, paramenti, suppellettili sacre varie). Di seguito riporto un elenco completo delle varie chiese, urbane e rurali, di Contessa dando per ciascuna una sintesi brevissima di notizie e mi riservo di proporre in seguito ai lettori del blog dati più dettagliati (fondazione, costruzione, beni culturali, clero, ecc.). 
La chiesa SS. Annunziata (KLISHA), dedicata anche a S. Nicola, patrono di Contessa Entellina, è sede della parrocchia di rito greco ed è dotata di iconostasi dal 1938. L’antica cappella medioevale, diroccata e abbandonata quando arrivarono gli Albanesi nel casale di Contessa (XV secolo), fu ricostruita, ampliata e adattata alle esigenze del rito greco. L’antica cappella è stata ampliata ed abbellita nei secoli scorsi con interventi sia all’interno che nelle strutture esterne. Chiusa al pubblico dopo il terremoto del 1968 è stata restaurata e riaperta al culto. E' costituita da tre navate con cappelle laterali. Dalla navata laterale destra si accede alla sottostante antica cappella. Recentemente è stata dotata di nuove icone ed all’esterno di due mosaici (Annunciazione sulla porta centrale e S. Nicola nella nicchia a metà struttura del campanile). 
La chiesa di S. Maria della Favara (Shën Mëria) fu costruita (secolo XVI) nelle vicinanze del luogo dove, secondo la tradizione, fu trovata una immagine della Madonna, dipinta su una lastra di pietra (Madonna del Muro). Inizialmente di rito greco, fu ceduta provvisoriamente ai fedeli di rito latino nel 1698 (costituzione della parrocchia di rito romano) con decreto del vescovo di Girgenti, che prevede anche la riserva di alcuni diritti a favore dei greci Sede della parrocchia di rito latino, è dotata di casa canonica. L’antica cappella è stata ampliata e abbellita nei secoli XVIII e XIX. 
Dopo il terremoto del 1968 la chiesa é rimasta per alcuni anni chiusa al culto. Nel 1995 furono avviati i lavori di manutenzione generale. E’ stata riaperta al culto, in occasione della festa dell’otto settembre del 1997, dopo essere stata rimessa a nuovo, sia all’interno che all’esterno. In tale occasione la facciata della chiesa é stata abbellita con un grande immagine della Madonna della Favara dipinta su maiolica. 
La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, edificata verso il 1700, é costituita da una sola navata con iconostasi. Si trova al centro del paese (piazza Umberto I). E' stata restaurata dopo il terremoto del 1968. Durante il terremoto è stata sede della parrocchia latina e della parrocchia greca, essendo state dichiarate inagibili le due chiese parrocchiali. La chiesa del Purgatorio era già stata sede provvisoria della parrocchia latina, dal 1843 per qualche anno, essendo crollata gran parte della chiesa della Madonna della Favara. Afferisce alla parrocchia greca. 
 La chiesa di S. Rocco è costituita da una sola navata di piccole dimensioni. Costruita alla fine del secolo XVII, verso il 1744 fu restaurata. Inagibile dopo il terremoto del 1968, é stata restaurata e recentemente riaperta al culto. E' dotata di iconostasi. Custodisce un prezioso e antico organo a canne del secolo XVIII e la prima iconostasi (1938) della chiesa parrocchiale greca. Afferisce alla parrocchia greca. 
La Chiesa di S. Maria del Bosco, costituita originariamente da una piccola cappella, consacrata il 22 giugno 1309 dal Vescovo di Girgenti, alla cui giurisdizione ecclesiastica allora afferiva il territorio di Contessa Entellina, oggi si presenta nelle dimensioni, che aveva dopo la ricostruzione avviata nel 1483 e conclusa nel 1757, anche se in gran parte diroccata e conseguentemente inagibile per i crolli avvenuti dopo il terremoto del 1968, non per l'azione sismica ma per l' incuria di chi doveva curarne l'ordinaria manutenzione. Un recente intervento di recupero ha almeno evitato che andasse in rovina anche quanto rimasto (campanile, facciata, mura e cappelle del lato Nord). In occasione dell’annuale pellegrinaggio del 28 agosto, sospeso dal 1961 e ripristinato dai fedeli di Contessa a seguito del convegno del 1985, viene celebrata la Divina Liturgia: nei primi anni nella grande sala del refettorio, successivamente nel colonnato del primo chiostro e recentemente in un locale del primo chiostro, adattato a cappella. 
La chiesa dell'Odigitria, nella contrada rurale omonima, la cui costruzione fu avviata dai profughi albanesi nel XVII secolo, è rimasta incompleta. E' stata in parte restaurata nel 1958. Afferisce alla parrocchia greca. E’ il monumento storico della memoria, dove ogni anno a Pentecoste si va in pellegrinaggio per ringraziare la Madonna Odigitria, per aver protetto i profughi albanesi nel viaggio verso l'Italia e per ricordare col canto popolare “E bukura Moré” (o mia bella Morea) la patria lontana lasciata per sempre dagli antenati albanesi. Chiese dei borghi ERAS, costruiti tra il 1950 ed il 1960. 
La chiesa, a navata unica, dedicata alla Madonna "Regina del Mondo”, nel borgo Piano Cavaliere, con annessa casa canonica, è sede della parrocchia rurale, costituita nel 1958. Nel borgo rurale Pizzillo si trova la chiesa rurale a navata unica, attualmente sede della Comunità Trinità della Pace. 
Nell borgo rurale Castagnola è stata aperta al culto nel 1990 la chiesa dedicata a S. Antonio Abate, costituita da una sola navata con iconostasi. Afferisce alla parrocchia greca. 
La Cappella rurale di S. Calogero si trova nella contrada omonima, sulla strada provinciale, che porta verso Sciacca. Afferisce alla parrocchia greca. 
La Cappella rurale S. Antonino, costruita nella prima metà del secolo XX, si trova nel feudo Bagnatelle ed è stata aperta al culto nel 1933. Danneggiata e inagibile dopo il terremoto del 1968, è stata recentemente ricostruita con le caratteristiche originarie. 
 La cappella dedicata alla Madonna del Balzo si trova in via S. Nicolò, contrada Cabina. Vi si recita il rosario in dialetto siciliano nella prima quindicina di agosto ed il parroco greco vi celebra la Divina Liturgia il 16 agosto. La sera del 14 agosto il clero ed i fedeli di rito greco, terminata l’Ufficiatura del Vespero nella chiesa della Madonna della Favara, si recano in questa cappella per il canto di una parte della “Paraclisis”, speciale e antica ufficiatura bizantina in onore della Madonna. 
La piccola cappella dedicata a S. Giuseppe si trova all'interno del "Parco delle Rimembranze",vicino al cimitero. Costruita nel 1927 col contributo dei contessioti emigrati a New Orlèans (USA), é stata recentemente restaurata. 
La chiesa di S. Rosalia, a navata unica, fu costruita alla fine del secolo XIX da Epifanio Viviani, nelle vicinanze di una edicola votiva dedicata alla santa protettrice di Palermo. Nella prima quindicina di luglio, nel tardo pomeriggio, vi si recita il rosario in dialetto siciliano. Afferisce alla parrocchia latina, con riserva di patronato a favore degli eredi di Epifanio Viviani.
Nel cimitero di Contessa si trovano oltre alla cappella comunale anche le cappelle delle varie Congregazioni (Madonna della Favara; S. Giuseppe; Immacolata) ed alcune cappelle private. Per completare la descrizione delle chiese di Contessa mi sembra doveroso ricordare la più antica chiesa, di cui si hanno notizie (Shën Koli di te Muzgat), ed una chiesa mai realizzata, anche se progettata e finanziata (SS. Pietro e Andrea). Shën Koli di te Muzgat era una cappella medioevale, nel 1308 affidata ad un sacerdote di nome Benedetto, distrutta unitamente al casale da una frana, come descritto nel testo "Motra Paula", riportato nel blog del 20 gennaio 2014. 
La chiesa progettata e finanziata con i fondi della ricostruzione post-terremoto, doveva essere costruita nella "Zona di Trasferimento" di Contessa Entellina. Sia gli amministratori comunali sia il clero non hanno però preso in seria considerazione le esigenze religiose della comunità residente nel nuovo quartiere (oltre il 50% dei contessioti) ed i fondi sono stati destinati ad altri interventi, vanificando le aspettative di molti fedeli ed in particolare degli anziani, dei bambini degli invalidi e di quanti hanno difficoltà a raggiungere le chiese di Contessa, tutte ubicate nel vecchio centro urbano. 
(chiese I - continua)

sabato 1 marzo 2014

Una classe dirigente formata da politicanti non puo' che produrre masse di "populisti". Il m5s non è opera di Grillo ma di chi non sa governare ma sa creare malcontento

Nell'ambito dei lavori del Congresso che si svolge a Roma del  PES (Partito Socialista Europeo) trasmessi in diretta con i nuovi sistemi informatici, ieri pomeriggio, si e' parlato del "populismo", quel fenomeno di sfiducia ed avversione della gente nei confronti dell'operato dei politicanti. 
Il fenomeno dilaga in tutta Europa, non e' quindi esclusivo di noi italiani che assistiamo agli spettacoli del M5S. 
Sul tema sono intervenuti politici, sociologi e giuristi dei vari partiti aderenti al Pes.  Volendo riportare quanto quegli illustri uomini politici hanno sviluppato nel corso del lungo dibattito alla realta' minuta di un comune come Contessa Entellina mi sono chiesto come puo' non crescere il "populismo", la sfiducia della gente nei confronti delle istituzioni, quando queste istituzioni finiscono nelle mani di chi non ha il "senso" dello Stato, la consapevolezza di stare per svolgere un servizio per conto di tutti ? 

Il fatto specifico 
In agosto il Comune di Contessa, nelle vesti di coloro che a vario titolo lo rappresentano, decide di ridurre l'indennita' di carica spettante aglib amministratori nella misura simbolica del 25 per cento. Percentuale irrisoria e risparmi irrisori che tuttavia hanno trasmesso il messaggio da parte di chi dovrebbe occuparsi dell'amministrazione comunitario della consapevolezza che esiste in paese il diffuso disaggio della gente, massacrata da tributi, dalla disoccupazione e dalla sfiducia. Ottima iniziativa, quindi ! 
Nel frattempo il clima sociale si e' ulteriormente aggravato con la paralisi di qualsiasi intervento pubblico che potesse andare incontro alle attese della comunita' "bloccata"; rispetto all'agosto scorso e' infatti aumentato il flusso dei giovani che emigrano, cercano lavoro, aspettano l'apertura dei tanto promessi cantieri di lavoro, etc.  
Ed allora ? 
Gli stessi amministratori, che in agosto erano stati intuitivi ed avevano mandato un "messaggio" di solidarieta' alla gente, cosa hanno deciso di fare adesso  ? 
Hanno determinato di autoassegnarsi nuovamente quel 25% di indennita' che avevano dedicato al messaggio di solidarieta'. 
Che dire ? Che la morsa della "fame" che attanaglia la comunita' ha raggiunto pure gli amministratori ? e questi piuttosto che continuare nello spirito di solidarieta' e di vicinanza alla gente ha mandato a dire "vero e' che in otto mesi di inerzia amministrativa non avremmo meritato nemmeno il 75% dell'indennita' percepita, ma noi non siamo qui per soffrire con voi,  siamo qui per percepire la tradizionale "pensioncina". Il nostro impegno elettorale era rivolto alla "pensioncina". Che brutto messaggio ! 
Chi alimenta il populismo a Contessa Entellina ed in Italia ? Sono gli uomini pubblici che hanno scoperto la politica non come servizio ma come percorso per sopravvivere

Hanno detto ... ...

SERGIO SCANDURA, giornalista di Radio Radicale
Semmai dovesse esistere la reincarnazione, direi che il sindaco di Firenze in altra vita fu sindaco di Gela: e viceversa.

MARCO CASTELNUOVO, giornalista de La Stampa
Due sottosegretari alla giustizia sono filoberlusconiani. Uno, Costa, fu relatore del lodo Alfano. L'altro, Ferri, già nel Consiglio Superiore della Magistratura in quota Forza Italia.

ANTONIO POLITO, direttore del Corriere del Mezzogiorno
Perchè hanno messo due giannizzeri a guardia del Ministero della Giustizia  ? Chi li manda ?

Indagata ? Allora e' buona per far parte del governo

L'europarlamentare pd Barracciu poche settimane fa' fu costretta a fare un passo indietro dopo che era stata proposta dal suo partito a candidarsi alle elezioni regionali sarde per governatore: e' infatti accusata di "peculato" nell'inchiesta dei rimborsi spese ai consiglieri. 
Ebbene, in Sardegna l’avevano costretta a ritirare la candidatura a governatore per quell’accusa di peculato che pende sulla sua testa. Poi il neo-presidente Francesco Pigliaru l’aveva tenuta fuori dalla sua giunta: «Nella mia squadra non ci sarà posto per gli indagati». 
Ma da ieri Francesca Barracciu ha di che consolarsi: Matteo Renzi le ha offerto un passaggio sul traghetto che porta nel Continente, dove le ha preparato una poltrona da sottosegretario. Si occuperà di Cultura.