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mercoledì 5 dicembre 2018

Terremoto del 1968. Quell'evento discriminante della storia non facile della Valle del Belice


Fra poco più di un mese ricorrerà il 51° anniversario del sisma che sconvolse la Valle del Belice, un evento ormai lontano e peraltro non vissuto dalle giovani generazioni che nulla sanno dell'evento in sé come fatto attivato dalla natura e nulla sanno su cio' che di umano, di sociale, esso comportò seppellendo un modello di vita (quello contadino) in quest'area della Sicilia Occidentale.

Nell'arco del 2018 un calendario di eventi commemorativi si e' svolto un pò in tutti i comuni della Valle. A Contessa non è mancata la solita distrazione sotto quest'angolaura che sarebbe invece servita a riflettere, e a far riflettere,  ampiamente sul perche' un centro abitato dalla capienza di ottomila abitanti (dati Istat) corra' invece velocemente in direzione dello spopolamento e oggi si attesti a poco piu' di mille residenti e con un patrimonio edilizio che ormai necessita di ingenti investimenti manutentivi a causa dell'abbandono e del mancato uso.



La gente emigra, vanno via i giovani e non torneranno mai più se non per visitare i sempre più anziani parenti, adesso pensionati.
Da noi, ma in generale nella Valle, manca la voglia, l'energia, di reagire all'esodo.

E' chiaro a chiunque che c'è carenza di politici, di sindacalisti, di gente impegnata sul sociale. Quando mancano le voci che esprimono il disaggio di un territorio è segno che quel territorio umanamente, socialmente, economicamente e' divenuta ormai un'area a perdere, ininfluente nel contesto più ampio regionale e nazionale.


Spiace scrivere e riportare qui queste sensazioni ma nella Valle essere passati dai Di Martino, Bellafiore, Gulotta, Montalbano alle voci spente dei nostri giorni e' ulteriore segno che ai nostri giorni non è la natura delle cose che si adatta agli uomini ma sono gli uomini che si adattano al Fato, al destino avversario delle cose e degli eventi.
Da noi a Contessa il cinquantennio è incredibilmente trascorso nel massimo silenzio. Abbiamo saputo appendere semplicemente un quadro ricordo del nostro caro e splendido concittadino Merendino nell'Aula Consiliare e nient'altro abbiam saputo compiere che coinvolgesse al nostro futuro la cittadinanza. Mai alcuna riflessione, mai alcuna circostanza per interrogarci sul perchè in mancanza delle forze giovanili stia per chiudersi, forse definitivamente, il futuro del nostro paese-comunita' e insieme ad esso stia per venire men l'avvenire delle nostre aree, delle zone interne dell'isola.
Se manca la Politica tutt'attorno non può che cogliersi la sensazione dell'impotenza. Tutto ormai ci appare e diventa scolorito; anche ciò che in un diverso contesto socio-economico sarebbe ammirevole qui da noi invece ai nostri girni appare ed è depotenziato, privo di aggregazione e quindi di speranza.
I Di Martino, i Bellafiore, i Gulotta, i Montalbano etc, di allora oltre che Sindaci delle loro piccole realta' furono uomini di grandi intuizioni e non per nulla seppero assurgere a dimensioni politiche più ampie rispetto alle realta' locali di prvenienza che essi per lungo tempo seppero bene amministrare: eran uomini con la vista lunga e per questa ragione in queste ultime settimane del cinquantennio li abbiamo voluti ricordare qui, sul Blog.
Seppero leggere i giorni del loro tempo e fecero di tutto per favorire il loro territorio e le popolazioni residenti. 


Non ebbero sufficiente forza o forse abbastanza tempo per esigere la seconda parte del programma di crescita e sviluppo della Valle che prevedeva il rinvigoramento socio-economico con -fra l'altro- un polo industriale a Capo Granitola.

Ma di questo abbiamo trattato in altre pagine e non mancheremo di tornarvi per analizzare le ragini sul perchè -sul finire del secolo passato- resero chiuso il ciclo di quella che era stata l'industria pesante novecentesca.

martedì 4 dicembre 2018

Sicilia e Mafia. Nel terzo millennio c'è gente che continua ad infangare il nome della noostra isola

Torna la Cupola: 46 arresti. Fermato
il nuovo capo: è Settimino Mineo, 80 anni,
ufficialmente gioielliere, 
un "curriculum" mafioso di decenni

Cosa nostra, dopo la morte di Totò Riina, aveva ricostruito la Cupola, il vertice dell'Organizzazione. Una indagine della dda di Palermo ha condotto al fermo di 46 persone tra cui il nuovo capo dell'organizzazione. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.
Settimino Mineo, 80 anni, gioielliere con un "curriculum" mafioso di decenni, è il nuovo capo di Cosa nostra e sarebbe stato designato al vertice della commissione provinciale che da anni ormai aveva smesso di riunirsi, segno che i clan avevano scelto di tornare alla struttura unitaria di un tempo. 
Già condannato a 5 anni al maxi processo istruito da Giovanni Falcone, fu riarrestato 12 anni fa per poi tornare in libertà dopo una condanna a 11 anni. 
L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e ricostruisce gli assetti dei clan palermitani di Porta Nuova, Poagliarelli, Bagheria, Villabate e Misilmeri. L'anziano padrino aveva il terrore di essere intercettato e non usava mai telefoni. La Commissione provinciale di Cosa nostra sarebbe stata riconvocata il 29 maggio scorso.

Hanno detto ... ...

ENZO BIANCHI,
già priore di Bose
Di ciascuno di noi cosa resterà quando ce ne andremo? Soltanto quei frammenti dell’amore vissuto nella nostra vita, amore giusto o sbagliato, grande o piccolo, breve o duraturo, ricambiato o rifiutato, purché sia stato amore gratuito e autentico.

FERRUCCIO DE BORTOLI
già direttore del Corriere della Sera

Salvini e Di Maio dovrebbero riflettere su come sia facile acquisire e perdere consensi. Buon senso e moderazione fanno pochi like. Ma sono necessari al Paese e distinguono i governanti veri dagli arruffapopoli irresponsabili.

ANNALISA CHIRICO
Giornalista e scrittrice

Un figlio che, per pararsi il culo, mette alla gogna il padre, gli fa leggere il papiello, lo espone al pubblico ludibrio per ragioni che non dettaglio ... ...

CARLO COTTARELLI
economista

Il governo tiene aperto il dialogo con l'Europa e lo spread scende. Bene, ma un dubbio ora mi assale: sarà sul serio o sarà come quando Tria a settembre discuteva un deficit dell'1,6 per cento? Speriamo ...

Cultura. La Valle del Belice protagonista a Londra grazie all'artista Vincenzo Muratore cresciuto in seno alla Comunità Trinità della Pace di b.go Pizzillo

La Valle del Belice protagonista a Londra: in mostra Synthesis di Vincenzo Muratore. A 50 anni dal terremoto, una riflessione personale, estetica e antropologica sul concetto di ricostruzione, stratificazione e trasformazione dei luoghi e delle comunità.

La Valle del Belice protagonista a Londra: in mostra Synthesis di Vincenzo Muratore. A 50 anni dal terremoto, una riflessione personale, estetica e antropologica sul concetto di ricostruzione, stratificazione e trasformazione dei luoghi e delle comunità.
Londra – 
Giovedì 6 dicembre alle 18 verrà inaugurata dal Console Generale D'Italia a Londra, Marco Villani, la mostra Synthesis di Vincenzo Muratore.
Il giovane artista siciliano, presenta il suo percorso artistico di ricerca personale dedicato a quei luoghi con cui si è relazionato per tanti anni tra impegno concreto e osservazione partecipante. Londra, capitale del cambiamento e dell'integrazione, ma anche città in cui oggi l’artista vive, diventa sede privilegiata dove restituire una visione inusuale, lontana dagli stereotipi, di una parte della Sicilia affascinante e a molti sconosciuta.
Il progetto espositivo esplora il concetto di sintesi, inteso come la combinazione di componenti o elementi che formano un unicum connesso. “Così come per i processi naturali, lo stesso avviene per l'uomo e per la comunità umana, - sostiene Muratore - che sono la sintesi contemporanea di culture ed eventi che si sono stratificati nel tempo”.
L'esposizione, a cura di Elisabetta Rizzuto e con il contributo del Prof. Maurizio Carta, analizza questo concetto attraverso un percorso che conduce dalle opere scultoree create a Londra fino a quelle architettoniche realizzate dall'artista sul territorio belicino presso la Comunità Trinità della Pace di Contessa Entellina (PA) negli ultimi 10 anni.
 La mostra inoltre accoglie una sezione fotografica dedicata a otto città siciliane: 
Sambuca di Sicilia, Menfi, Sciacca, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice, Montevago e Poggioreale, che testimonia il passaggio degli eventi storici e naturali susseguitesi su questi territori. Al centro di questa sezione della mostra, la Valle del Belice, dove l'artista è cresciuto, che è stato martoriato dal terremoto del ‘68 e quasi completamente annullato antropologicamente dalla ricostruzione.


Il programma della mostra comprende una conferenza, coordinata dal Prof. Maurizio Carta, che si terrà martedì 22 gennaio presso la sede della mostra, il Consolato Generale D'Italia a Londra, a cui prenderanno parte anche alcuni Sindaci del territorio belicino.
 
La mostra sarà visitabile fino al 23 gennaio.
 Patrocinata dall'Assessorato ai beni culturali e all'identità siciliana e dall'Assemblea Regionale Siciliana, l’iniziativa ha il supporto delle Strade del Vino Terre Sicane, Club Bella Italia Londra e della Comunità Trinità della Pace.

Scheda:
Synthesis di Vincenzo Muratore
A cura di Elisabetta Rizzuto e con il contributo di Maurizio Carta
Dal 6 dicembre 2018 al 23 gennaio 2019
Consolato Generale D’Italia a Londra presso Harp House, 83-86 Farringdon St- EC4A 4BL.
L’esposizione è aperta al pubblico durante gli orari di operatività del Consolato.

Il cittadino e l'Organizzazione civica -24-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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FARE IL POLITICO DI PAESE NON E' REDDITIZIO 

In altri testi pubblicati ci siamo già occupati dell'argomento. 
Riflessione
E' certo che se l'impegno politico è frutto di passione ed amore nei confronti della propria comunità, della sua storia, della sua cultura e dei problemi sociali che l'attanagliano, nessun politico guadagnerebbe sufficientemente. 
Non ci sarebbe indennità di carica che potesse compensare l'impegno e la dedizione.
Le tabelle ufficiali non può dirsi infatti che siano generose.  

Un politico delle grandi e piccole realtà percepisce indennità collegate a più fattori:
a) popolazione, 
b) sedute a cui partecipa, 
c) mettersi o meno in aspettativa dalla professione, 
d) scaglioni a percentuale rispetto alle indennità dei “superiori”,
e) un sottobosco di maggiorazioni e riduzioni stabilite per leggi 
Eppure spesso i media ci mostrano politicanti con tenori di vita eccessivi, fuori dalle sensazioni che le tabelle pubblicate sulle riviste amministrative lasciano intravedere.

A Contessa
Un recente atto amministrativo ci fa sapere che un assessore, qui da noi, percepisce 205 euro mensili; nulla viene da dire per compensare chi crede nella validità e nella dedizione a cui si è chiamati nella funzine pubblica e assai, troppi, per chi pensa che la carica serva solamente per "apparire" ciò che in realtà non si è (ossia un servitore della comunità). 
In ogni caso ai giorni nostri fare gli amministratori nelle piccole realtà non è affatto facile. Molte le cose da fare e poche, davvero poche, le risorse ossia il denaro pubblico da dover impiegare, al netto dell'evasione fiscale che ovunque nel Meridione è notevole, vasto.

lunedì 3 dicembre 2018

A piccoli passi verso l'inciviltà e l'incompetenza

CAPITA QUI, IN ITALIA 

A) Tra gli emendamenti alla Manovra c'è anche la soppressione del fondo sanitario vincolato per le cure agli stranieri non iscritti al SSN.
Le Regioni non saranno più obbligate a usare i soldi per questa finalità.

B) Suruwa Jaithe, un ragazzo di 18 anni originari dal Gambia, è morto bruciato nel rogo della tendopoli di San Ferdinando dove era andato a trovare i suoi parenti. 
I braccianti dalla pelle nera, da anni, nelle stagioni in cui maturano gli agrumi, i pomodori e altri prodotti vengono ingaggiati per la raccolta. Questi lavoratori alloggiano in baracche e ciò accade in Calabria, in Puglia, in Sicilia ma anche in alcune aree del nord. 
Suruwa non è la prima vittima. Uno di loro fu fucilato da un signore perché raccoglieva lamiere da un edificio dismesso: voleva “migliorare” la baracca in cui viveva.

C) I lettori  ricorderanno certamente quel famoso 2,4% che non si poteva e non si doveva toccare.
Ebbene: scordiamcelo, adesso si sta trattando con Bruxelles su 1,9-2%.
Nel governo del cambiamento c’è proprio aria di cambiamento. L'incompetenza va cedendo il passo al buon senso, ma intanto per gridacchiare per parecchie settimane "la manovra non si tocca" circa 200 miliardi di euro dei risparmiatori si sono volatizzati.
Abbiamo governanti in gamba !!!

Il cittadino e l'Organizzazione civica -23-

Semplici segnalazioni

(ed in spirito di collaborazione con le Autorità preposte)

Il fine ?
s-e-n-s-i-b-i-l-i-z-z-a-r-e

-Coinvolgere nei temi della politica, nei temi di interesse collettivo, quanta più gente possibile.
-Far dibattere e riflettere sulla vita cittadina e sperare -anche per questa via- che il domani sia sempre migliore e più audace in direzione della crescita piuttosto che del declino che purtroppo da un paio di decenni sembra irreversibile.

Più gente si occupa di politica, della cosa pubblica, più speranza esiste di trovare una svolta positiva per uscire dalla stagnazione e rimediare alla fuga dei giovani.
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IL COMUNE PROVA A FARE CASSA
(ma non è unico a ricorrere alle contravvenzioni stradali)

 I comuni italiani puntano a fare cassa mediante l'incremento continuo delle contravvenzioni stradali nonostante la successiva difficoltà ad incassare. 
Le punte di evasione dei pagamenti da parte degli automobilisti sono elevatissime e l'arretrato inevitabilmente allarga i buchi nelle casse comunali.

Anche il Comune di Contessa Entellina in passato ha provato a ricavare qualcosa dal tratto di strada veloce Palermo-Sciacca ricadente sul proprio territorio.
Su disposizione del locale Comando dei VV.UU si sta ancora ri-provando e di seguito riportiamo il calendario -per il mese di dicembre corrente- sul servizio di controllo elettronico nella fondovalle Palermo-Sciacca s.s. 624.



domenica 2 dicembre 2018

Il punto di vista -13-

Il vivere e il morire
Chi è l'uomo ? Chi siamo noi ?
A rispondere a simili domande sono più i filosofi ed i religiosi che i comuni mortali. 
Rispondere con logica e con dovuta e sufficiente riflessione a queste domande darebbe all’individuo, alla persona, il senso per lo meno della vita.

Una prima, non unica, risposta riferisce che l'uomo non è altro che il fine che persegue, ciò che gli piace, ciò che adora.
Per il Cristianesimo l'uomo non si esaurisce nella dimensione materiale. Al di là di ogni aspetto esteriore, al di là di ogni comportamento, ... vi è nell'uomo qualcosa di eterno, di spirituale, vi è Dio stesso.
Dovremmo riflettere frequentemente su quanto tempo fa ebbe a dire p. Pietro Gullo: l'uomo è il riflesso di Dio (o forse disse:Dio è il riflesso dell'uomo ?).
Sempre per il Cristianesimo l'uomo non basta a se stesso: egli ne fa l'esperienza lungo il corso della vita, se non altro perchè sperimenta in continuazine di avere bisogno degi altri. L'uomo è sostanzialmente e sicuramente incompleto e imperfetto. E' un essere in divenire.

L'uomo di oggi è dominato da inquietudine nonostante un discreto benessere materiale. Egli teme l'invecchiamento, è ossessionato dalla paura della morte. E' centrato su se stesso e frequentemente è rinchiuso su se stesso.
Lo dicevamo sopra: l'uomo non è altro che il fine che persegue, ed egli è chiamato nel corso della vita a ... diventare pienamente umano.
Diventare umano significa non farsi guidare dall'istinto ma perseguire desideri condivisi dalla comunità in cui l'uomo vive e a cui deve subordinare il resto.
Se la relazione, la comunicazione ci distingue dagli animali, che comunque si riconoscono nel branco contro altri branchi, ciò in qualche modo conferma che l'uomo diventa, è, ciò che ascolta e vive nella propria realtà di appartenenza.

Ovviamente c'è da capire se la realtà in cui viviamo si basa sulla verità, o come scriveva Dostojeski sulla bellezza, o sul potere dei furbi, cioè sulla menzogna.  
La comunità dei furbi non può che generare altri furbi sempre via via più pericolosi. 

Fermiamoci per adesso sull'affermazione che  l'uomo non è altro che il fine che persegue. Se persegue il bene generale egli è per la verità e la bellezza, se persegue il male ai danni degli altri, dei supposti avversari, egli è un menzognero, un furfante pericoloso per la comunità. 

Chiese Ortodosse. Quella russa è pronta a rompere le relazioni con Costantinopoli

 Bartolomeo, patriarca ecumenico. 
Il 29 novembre scorso il patriarca ecumenico delle Chiese Ortodosse, ricevendo a Istanbul una delegazione interparlamentare internazionale di credenti cristiani-ortodossi, ha confermato che il Sinodo del Patriarcato ha già preso in esame e approvato lo statuto della futura Chiesa ucraina ortodossa autocefala, e che l’assemblea di unificazione e elezione del primate della Chiesa ortodossa ucraina autocefala si svolgerà entro dicembre. 
Il Patriarca Kirill di Mosca potrebbe
rompere le relazioni col Patriarca Bartolomeo di
Costantinopoli a breve.

Il Patriarca Ecumenico si accinge a riconscere
l'autocefalia alla Chiesa d'Ucraina, finora chiesa
autonoma di quella russa.

Il nuovo primate ucraino, una volta eletto, si recherà a Istanbul per ricevere il Tomos dalle mani del patriarca ecumenico.

 «È un fatto puramente amministrativo che non influisce nel magistero della Chiesa ortodossa», ha spiegato Bartolomeo. 
Ma così non la pensano i gerarchi della Chiesa ortodossa russa, da cui finora la Chiesa ucraina è dipesa. 
E la loro reazione a leggere i giornali appare furente al punto da presagisce la rottura delle relazioni col Patriarcato di Costantinopoli.  

Prime pagine del 2 dicembre 2018






Politica italiana. La solitudine di un ministro che capisce ma non può nulla perchè prigioniero dei populisti

Il ministro Tria sta vivendo la solitudine magnificamente rappresentata nella vignetta di GIANNELLI.

Il nostro ministro dell'Economia osserva il grafico a precipizio, ma si riconosce  abbandonato dietro a una scrivania vuota, tipica del mobbing a cui i due distruttori della Patria lo hanno condannato. Non è facile capire se sia stato demansionato oppure se si è barricato nella sua stanza per non parlare con nessuno, come farebbe pensare la cornetta del telefono staccata nel secondo riquadro. 
Le due bandiere lacerate stanno ad evidenziare che lo strappo tra l'Italia e l'Unione Europea è difficile da ricucire e che comunque le sorti dipendono non da Tria (il pover'uomo impotente) ma da Salvini-Di Maio (i pover'uomini incompetenti).

Hanno detto ... ...

Oltre 200 persone fermate a Parigi nelle
manifestazioni dei gilet gialli,
saccheggiato il centro della capitale di Francia.


(ANSA), Un automobilista è rimasto ucciso ad 
Arles, nel sud della Francia, in un 
tamponamento provocato da un blocco 
stradale dei gilet gialli su una strada provinciale. 
Si tratta della terza vittima dall'inizio del
movimento, due settimane fa. L'auto è 
finita verso le 2 del mattino su un tir bloccato 
in coda alla fila di veicoli ed è stata poi a 
sua volta tamponata. Il conducente è morto sul colpo.
Un nuovo bilancio della prefettura di Parigi 
sulla giornata di ieri, con le violenze durante 
la manifestazione dei gilet gialli, parla di 
133 feriti e di 378 persone fermate. 
Tra i feriti, 23 fanno parte delle forze dell'ordine. 
Un bilancio che la polizia ritiene "molto pesante" 
e che è decisamente superiore a quello della 
manifestazione del sabato precedente, che 
aveva fatto 24 feriti (5 tra le forze dell'ordine) e 101 fermi. 

EMMANUEL MACRON, presidente della Repubblica Francese

Rispetterò sempre la sfida, ascolterò sempre l'opposizione, ma non accetterò mai la violenza.

MARCELLO LALA, giornalista pubblicista

Come previsto a Parigi è il caos per una protesta non più solo per le tasse ma qualcosa di più profondo ed a mio giudizio pericoloso.

ATTILIO GERONI, giornalista de Il Sle 24Ore

Oh, ma davvero Parigi merita di essere messa a ferro e fuoco così? Davvero la Francia, nei suoi angoli più remoti, è diventata un Paese di indigenza ed esclusione sociale tali da giustificare violenze squadriste e ben organizzate come quelle di sabato?

ANNA RITA LEONARDI, esponente pd

Ma dopo aver gioito perché Salvini ha buttato per strada al freddo una giovane donna incinta, il figlio di 6 mesi ed il marito, poi la notte di Natale andate a messa a commuovervi per quel bimbo nato in una stalla perché nessuno accoglieva i suoi genitori?

FEDERICO FUBINI, giornalista

Pil e disoccupazione: ogni giorno si perdono 627 posti di lavoro. Gli stessi italiani che in politica apprezzano il governo, nei comportamenti economici hanno smesso di spendere, investire, creare posti di lavoro. Come non si fidassero più.

VITO MANCUSO, scrittore e teologo

"Quanto più grande e divina è l'eccellenza dell'anima, tanto maggiore è la cura che essa richiede" (Cicerone, Tuscolane, IV, 27, 58).
Ecco il compito più grande e più bello dell'esistenza.

E' domenica -4-

Se leggendo l'Epistola e il Vangelo della domenica -secondo il rito bizantino- ripassiamo contemporaneamente la lingua degli "arbëreshë", è nostra convinzione che facciamo bene sia allo spirito che all'identità del nostro paese: Hora e Kuntisës.

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02 Dicembre 2018
Proponiamo i testi dell'Apostolos, Epistola e del Vangelo domenicale nella versione  arbëreshë. 
Ponendo un pò di attenzione potremo 
1) cogliere sia il senso spirituale che -nello stesso tempo- 
2) arricchire il vocabolario arbëreshë.
In caratteri piccoli vi è, comunque, il testo in italiano. 

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APOSTOLOS (Col 1, 12 - 18) - 
Kёndoni Perёndisё tonё, kёndoni; këndoni rregjit tonё, kёndoni. (Ps 46, 7) - 
Popul të gjithë, trokitni duart; thёrritni Perёndisё tonё me zëra harèje. (Ps 46, 2) - 

Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate. (Sal 46, 7) - 
Popoli tutti applaudite, acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 46, 2)

NGA LETRA E PALIT KOLOSJANËVET

Vёllezёr, falёnderojmi me haré Perёndinё, e At, çё na bёri tё denjё tё marrmi pjesё te trashёgimi i shёjtravet te drita. Ёshtё Ai çё na liroi ka fuqia e errёsirёs e na qelli te Rregjёria e tё Birit‘tij të dashur, me anë të cilit kemi lirimin, ndjesёn e mbёkatёvet. Ai ёshtё ikonë e Perёndisё tё padukshëm, i lerë më parë se çdo krijesë; sepse me anën e tij qenё krijuara tё gjitha, ndër qielt e mbi dhe, tё dukurat e tё padukurat: Throne, Zotëri, Pringjipàtra e Fuqi. Tё gjitha qenё krijuara me anёn e tij e pёr atё. Ai ёshtё mё parё se tё gjitha, e tё gjitha rrojёn nё atё. Ai ёshtё krei i kurmit, të Qishёs; Ai ёshtё fillimi, i parёleri i atyre çё ngjallen ka tё vdekurit; ashtu çё tё ketë vendin e parë mbi tё gjitha

DALLA LETTERA DI PAOLO AI COLOSSESI 
Fratelli, ringraziamo con gioia Dio e Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. 

VANGJELI (Lc 18, 35 -43) 
Nd’atë mot, si qasej Jisui në Jèrik, një i verbër rrìj gjatë udhës ture lýpur. Kur gjègji gjindjen çë shkonij, pýejti çë po ish. I thanë: “Shkon Jisu Nazarèni!”. Ahìera zu e thërriti: “Jisù, bir i Davìdhit, ki lipisì për mua!”. Ata çë shkojin përpara i nëmrèjin, se të rrij qet; po ai vijònij edhe më fort: “O bir i Davidhit, ki lipisì për mua!”. Ahiera Jisui qëndròi e urdhëroi t’ja qèlljin. Kur ju qas afër, e pýejti: “Ç’do se kam bënj për tyj?”. Ai u përgjegj: “O Zot, të mund shohë njetër herë!”. Dhe Jisui i tha: “Hap sytë e shih, besa jote të shpëtoi”. Gjithënjëhèrje hapi sytë e pá, dhe zu e i vate pas, tue lavdëruar Perëndinë. E gjithë populli, kur pa këtë, lavdëroi Perëndinë.

VANGELO (Lc 18, 35 -43) 
In quel tempo, mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!». Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio. 

sabato 1 dicembre 2018

Hanno detto ... ...

Siamo davvero messi male.
Ma Salvini continua con la
demagogia: gli interessa che gli italiani
abbocchino alle europee.

PIETRO BUSETTA, economista, Università Palermo
Tutto scritto! L’improvvisazione nella normativa (decreto dignitá) nelle dichiarazioni, nella manovra (annunciata) ha portato gli effetti, spesso con una protervia pari all’ignoranza! ( Castelli)
Tutto va a male, ma i populisti guardano alle europeee






















LUIGI MARATTIN, capogruppo pd in Commissione bilancio Camera,

Oggi è il 1 dicembre. Causa presenza al governo di persone che non hanno la minima idea di ciò che fanno (o devono fare), la manovra 2019 in pratica deve ancora iniziare il suo percorso in commissione, e alla prima lettura. A 30 giorni dal termine per l’approvazione finale.

SEBASTIANO BARISONI, giornalista Radio 24
La produzione novembre -0,5% su mese, -0,7% su anno ++ 
Male anche gli ordini, -0,3% su ottobre, -0,8% su anno. 
La produzione industriale italiana si stima diminuira' in novembre, confermando il peggioramento del contesto economico. Lo si legge nell'indagine rapida Csc sulla produzione industriale secondo la quale il calo dovrebbe essere dello 0,5% su ottobre. 
Al netto del diverso numero di giornate lavorative la produzione industriale arretra dello 0,7% rispetto a novembre 2017. Gli ordini in volume scendono in novembre dello 0,3% su ottobre (-0,8% su novembre 2017).