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venerdì 27 febbraio 2026

Nonostante Trump… negli Usa l’equilibrio dei poteri funziona

 L’uomo d’affari alla guida della più grande democrazia…..


L’equilibrio dei poteri negli Stati
Uniti (il sistema di 
checks and
balances
) sta affrontando nel
2025-2026 una delle sfide più
severe della sua storia,
caratterizzata da un
tentativo di forte accentramento
del potere esecutivo da parte
dell'amministrazione Trump, spesso
descritto come una "guerra aperta"
alle istituzioni tradizionali. Nonostante
questo, il sistema costituzionale
sta mostrando segnali di resistenza,
con la Corte Suprema che ha
frenato azioni presidenziali chiave,
come nel caso dei dazi.

La Corte Suprema ha stabilito che
Trump ha ecceduto la sua autorità
nell'uso dell'International Emergency
Economic Powers Act (IEEPA) per
imporre dazi doganali, dichiarando
che il potere di tassazione (inclusi
 i dazi) spetta al Congresso.

Un sondaggio del febbraio 2026
indica che il 68% degli americani
ritiene che il sistema di pesi e
contrappesi non funzioni bene,
con una forte percezione di
minaccia alla democrazia.





La Corte Suprema Americana ha dichiarato incostituzionali i dazi di Trump. Questi hanno consentito, con una legge del 1977 (l’Ieepa),  al  presidente il potere di «regolare … le importazioni» in caso di emergenza. 

===La Corte Suprema ha esplicitato però che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. La Corte ha sostanzialmente spiegato a Trump che  i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo. 

= = = Questo è vero anche secondo i dettami della Scienza Economica. Non doveva essere una Corte a doverlo spiegare al Presidente del Paese più influente delle cose del mondo. I dazi in entrata in un Paese, negli USA, sono ovviamente pagati dagli importatori americani, non dai paesi esteri.

= = = Trump ora ha introdotto, appellandosi alla Sezione 122 del Trade Act del 1972, dazi del 15% (il livello massimo consentito da tale legge) verso tutti i Paesi, quindi anche l’Ue. Ma li può tenere solo per 5 mesi a meno di una conferma del Congresso. Resta quindi una notevole incertezza che non può far bene né all’economia americana né a quella mondiale.

=. =. = La Corte Suprema ha ribadito che il presidente, nel suo ruolo di titolare del potere esecutivo ex art.2 della Costituzione, non può interpretare le leggi a suo piacere. Ci sono limiti che deve rispettare. Si potrà dire e pensare che alla fine Trump utilizzerà altri strumenti legali per portare avanti la guerra dei dazi.

=. =. = La decisone della Corte dimostra comunque che, anche nell’America trumpiana, la divisione dei poteri è ancora presa seriamente. Sin dall’entrata in vigore della Costituzione americana nel 1789, i confini del potere del presidente sono stati soggetti a infinite discussioni. Trump interpreta il suo ruolo spingendo ai limiti la teoria dell’Esecutivo Unitario, secondo cui tutto il potere esecutivo è concentrato nel presidente, quasi estendendolo persino alle istituzioni indipendenti come la Fed. 

 =. =. = Il vertice del potere giudiziario, nonostante sei dei nove membri della Corte Suprema siano stati nominati da presidenti repubblicani (tre da Trump stesso), ha chiarito quali siano i limiti che non possono essere oltrepassati. Questa riaffermazione della criticità per una democrazia della separazione dei poteri è fondamentale.

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