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venerdì 13 febbraio 2026

Riflessioni sulla società

2026 

La successione ereditaria

L

e generazioni passano, i patrimoni (si spera) no. Quindi, come fare in modo che figli, i nipoti, le persone care possano beneficiare del patrimonio da noi ereditato dai nostri genitori, ovvero accumulato e guadagnato? 

= = Il primo passo è capire se le proprie «volontà» tengano conto di quelle delle persone cui si vuole (o comunque si deve) lasciare dei beni. Perché solo così si potrà evitare quello che non vorremmo mai lasciare dopo di noi: le liti. Capita che certi beni possano risultare indigesti o poco gestibili, e convenga cederli per tempo e monetizzare il risultato, in modo da poterlo rendere più adatto, per esempio alle divisioni. Perché uno dei nodi è proprio la questione della comunione ereditaria, che l’esperienza mostra essere … causa di contrasti e dispersione. Nella nostra Contessa Entellina non è stato infrequente venire a conoscenza di situazioni antipatiche verificatesi fra fratelli, sorelle e comunque parenti, per ragioni successorie.

La legge regola con previsione molti aspetti delle successioni, soprattutto riservando quote cospicue del patrimonio ai parenti più stretti, anche in presenza di testamento. Non è cioè possibile lasciare «a chi si vuole» il proprio patrimonio e nel testamento si deve tener presente che in presenza di figli e/o coniuge una parte è comunque a loro riservata. 

Non solo. Avviare in vita donazioni a figli e coniuge  - spesso sfugge-  che queste sono considerate, dal punto di vista giuridico, come anticipazioni di eredità e possono creare frizioni al momento della successione se i valori non sono calibrati con esattezza. 

Per chi sceglie la via del testamento, comunque, resta lo strumento di quello «olografo», cioè scritto a mano dal principio alla fine e che è pienamente valido purché tenga conto di tutti i limiti di legge, soprattutto quelli relativi alle quote di «legittima», e debitamente datato e firmato. C’è chi usa il pc per scrivere e questo è concettualmente sbagliato ma se tutti gli aventi diritto convalidano l’atto, questo resta valido.

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