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venerdì 20 febbraio 2026

La casa (3)

 Riflessioni “Le case del Belice e lo spopolamento ”.

Qualcuno, capita che incontrandoci, chieda: ma dove stai? non ti vedo in giro! Effettivamente tanti di noi cogliamo, a prescindere dalle situazioni legate all’età o alla salute, che il modo di vivere di noi contemporanei è molto diverso dal vivere (dal trascorrere il tempo libero) di trenta o quarant’anni fa, quando nei paesi di provincia si trascorreva tanto tempo libero in piazza, all’interno dei circoli e pure dei bar. In quei posti ci si incontrava fra compaesani, fra amici, compagni di partiti politici e si apprendevano novita’ di vita sociale e in generale notizie di vita civica.

Ai nostri giorni il modello di vivere la cittadinanza locale è di molto differente dal periodo pre-terremoto, tanto per indicare un fenomeno di svolta che in quest’area di Sicilia ha alterato ogni stile di vita, compreso, per restare in tema, il modo di socializzare in ambito comunitario.

 Esiste una vastissima produzione letteraria sulla trasformazione antropologica avvenuta nell’area belicina dal post-sisma ‘68, consequente al passaggio dalla prevalente società contadina post-seconda guerra mondiale all’odierno modello di vita retta su diversi moduli di convivenza e su diversi spazi lavorativi. Anche la tecnologia (o come dicono tanti amici, la meccanizzazione) ha contribuito a mutare il modo di vivere l’attività  agricola di ciascuno.

La disoccupazione nel Meridione d'Italia
resta strutturale.




A Contessa, come in tutte le comunità del Belice, disponiamo di abitazioni che con quelle precedenti al sisma che ha colpito la Valle del Belice nel 1968 non hanno più molto a che fare, suggerisce qualcuno. Con questo suggerimento in realtà l’interlocutore vuole dire che persino il processo e le conseguenze della ricostruzione post-terremoto ‘68 ha portato, o prodotto, conseguenze spaziali e di decentralizzazione che hanno spinto tutti coloro che non sono finora emigrati a vivere in assetti di isolamento e di doversi spostare per le esigenze esterne all’abitazione ricorrendo alla mobilità automobilistica. Il vivere contessioto, conclude l’interlocutore, oggi dispone di ampi spazi domestici e pure ampi spazi pubblici in paese, ma per interloquire col prossimo bisogna ricorrere alla mobilità automobilistica dal momento che nell’abitato con capienza per più migliaia di potenziali residenti vivono, persino con attestazione anagrafica pochissime persone, in buona parte anziani pensionati.

(Segue). 



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