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mercoledì 18 febbraio 2026

Il Lavoro (8)

La fuga dei giovani dal Meridione
e’ 
una vera e propria "emorragia"
demografica e di talenti, con circa
134mila studenti e 36mila laureati
che lasciano il Sud ogni anno verso
il Centro-Nord o l'estero.
 Questo
esodo costa oltre 4 miliardi di euro
l'anno, impoverendo il territorio
di capitale umano e di futuro.











 L’insicurezza dei giovani

Seguendo i media una riflessione viene subito alla ribalta: né i giornali,  né la letteratura e ancor meno il cinema in Italia raccontano più il lavoro che manca. Sarà che sono i media a non percepire il fenomeno e nemmeno più si addentrano nei meandri del mercato del lavoro, oppure sta avvenendo che i giovani, qui da noi nelle aree interne dell’Isola non ci sono più per la semplice ragione che in gran parte sono emigrati nel Nord del Paese o addirittura nei Paesi UE. 

 Nei decenni passati i giornali, che fossero politicamente schierati a destra o a sinistra, riempivano pagine sul lavoro precario, la flessibilità, il pacchetto Treu, la legge Biagi. Esisteva sostanzialmente una moda culturale e letteraria che denunciava le condizioni di insicurezza   e instabilità di tanti giovani e meno giovani che vivevano appunto in condizioni di insicurezza e instabilità. Ai nostri giorni i tanti precari della Pubblica Amministrazione risultano stabilizzati, ma la Politica ignora che ormai sono nell’ordine delle migliaia i giovani laureati che la settimana successiva al conseguimento del titolo universitario partono non più verso il Nord Italia ma verso la Germania, la Francia, la Svizzera e altrove. Chi resta in Sicilia, nelle aree interne deve, dovrebbe piegarsi, o rivolgersi a “San Precario”, il protettore dei precari della terra.

A sfogliare certe riviste pare che esista in Italia, o meglio nel Meridione, un problema della qualità del lavoro creato negli ultimi decenni, con effetti negativi sulle prospettive di crescita professionale e sulla produttività. Su questi temi sociali, economici e sopratutto umani dedicheremo amplissimo spazio sul blog. Dovrebbe occuparsi di queste questioni la politica, ma da noi, in Sicilia, nel Meridione, pare che essa sia destinata alla perdita delle occasioni che, va detto, l’Unione Europea offre. Conoscere quelle opportunità significa leggere, studiare, tenersi aggiornati e tutto ciò risulta, per tanti, non per tutti, fastidioso. E poi i nostri politici preferiscono insediarsi piuttosto che capire in cosa consiste il loro ruolo. Per il blog è ovviamente antipatico tracciare le giornate dei politici (e degli amministratori) siciliani, e però immaginiamo di dover in prosieguo riportare una giornata tipo di un amministratore di un piccolo-medio paese dell’Isola.

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