Giuseppe Ungaretti
Nel 1908 nasce “La Voce”, Ungaretti ha vent’anni e poco più tardi ne chiederà a Prezzolini l’abbonamento; in quegli anni scrive su D’Annunzio, presenta una mostra di Lorenzo Viani ad Alessandria (d’Egitto). Nel 1912, a ventiquattro anni lascia l’Egitto e dopo aver incontrato a Firenze Prezzolini lascia pure l’Italia per Parigi, dove risiederà per un paio di anni. Si iscriverà alla facoltà di Lettere della Sorbona e con il prof. Strowski discuterà una tesina su Maurice de Guerin. A Parigi approdano frequentemente Soffici e Papini (fondatori de Lacerba) che lo invitano a collaborare alla loro rivista: in essa già nel febbraio del 1915 escono le prime poesie ungarettiane: Il paesaggio di Alessandria d’Egitto ed Epifania.
A Parigi, Ungaretti rimane due anni, poi decide di conseguire un titolo di studio italiano e sceglie l’abilitazione in lingua francese, sede di esami Torino. La guerra e’ ormai alle porte e Ungaretti partecipa alla campagna interventista e poi si arruolerà come volontario, soldato semplice. Su un articolo dell’8 agosto 1919 manifesterà la sua scelta di interventista. Al fronte inizia la sua forte denuncia sulla disorganizzazione e l’abbandono in cui era lasciato l’esercito al Carso. A fine guerra, egli come tanti altri reduci rientrati dal fronte denuncia: delusione, impotenza, odio alla borghesia.
Nel 1919 scrive da corrispondente da Parigi per il Popolo d'Italia in posizioni sia antisocialiste che antiborghesi. Negli anni del Fascismo scrive per più testate giornalistiche e gira in più regioni d’Europa dove tiene conferenze sulla Letteratura Italiana, fino a quando gli viene offerta la cattedra di lingua e letteratura italiana presso l’Università di San Paolo del Brasile.
(Segue)
Nessun commento:
Posta un commento