| Quello di Niscemi non è solo un caso di sfortuna geologica. Nell’area compresa tra 0 e 50 metri dal burrone insistono 201 fabbricati, nella fascia tra 50 e 100 metri 240 e, infine, negli ultimi 50 metri si trovano 439 edifici, per un totale di 880. |
Sempre sono avvenuti cambiamenti all’interno dei centri abitati e all’interno delle abitazioni che in essi insistono. Il ritmo dei cambiamenti, nei tempi più prossimi pare, si ha quanto meno la sensazione, stia assumendo però ritmi più veloci. Guardandoci alle spalle, noi di Contessa Entellina, possiamo constatare quanto questi cambiamenti nell’area del Belice si sono susseguiti inesorabilmente l’un l’altro, e quanto imprevedibili fossero le conseguenze in quegli anni sessanta del Novecento, quando l’intera area era fra le più trascurate in termini socio-politici dell’Isola e quando l’edilizia, abitativa e non (in stragrande prevalenza), risaliva a secoli addietro, frequentemente al periodo della fondazione del paese.
La questione cambia se ci si chiede fino a che punto e’ possibile (1) prevedere le catene di eventi o (2) aiutare a evitare le conseguenze più indesiderate. Il problema è che frequentemente non mancano i profeti, ma piuttosto il contrario: e dobbiamo ammettere che quasi tutto ciò che è accaduto nel caso di Niscemi, era stato profetizzato e persino riportato (per quanto abbiamo potuto cogliere) nei carteggi urbanistici.
(Segue)
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