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martedì 17 febbraio 2026

La casa (2)

 

Quello di Niscemi non è solo un caso
di sfortuna geologica.


Nell’area compresa tra 0 e 50 metri dal
burrone insistono 201 fabbricati, nella
fascia tra 50 e 100 metri 240 e, infine,
negli ultimi 50 metri si trovano 439
edifici, per un totale di 880.




Riflessioni “dal Belice a Niscemi”.

Sempre sono avvenuti cambiamenti all’interno dei centri abitati e all’interno delle abitazioni che in essi insistono. Il ritmo dei cambiamenti, nei tempi più prossimi pare, si ha quanto meno la sensazione, stia assumendo però ritmi più veloci.  Guardandoci alle spalle, noi di Contessa Entellina, possiamo constatare quanto questi cambiamenti nell’area del Belice si sono susseguiti inesorabilmente l’un l’altro, e quanto imprevedibili fossero le conseguenze in quegli anni sessanta del Novecento, quando l’intera area era fra le più trascurate in termini socio-politici  dell’Isola e quando l’edilizia, abitativa e non (in stragrande prevalenza), risaliva a secoli addietro, frequentemente al periodo della fondazione del paese.

La questione cambia se ci si chiede fino a che punto e’ possibile (1) prevedere le catene di eventi  o (2) aiutare  a evitare le conseguenze più indesiderate. Il problema è che frequentemente non mancano  i profeti, ma piuttosto il contrario: e dobbiamo ammettere che quasi tutto ciò che è accaduto nel caso di Niscemi, era stato profetizzato e persino riportato (per quanto abbiamo potuto cogliere) nei carteggi urbanistici.

Nel 2009 è stata individuata, a Niscemi,
una fascia di 50 metri dal perimetro della
frana del 1997 in cui demolire gli edifici, ma
oggi il raggio del rischio reale coinvolge oltre
 1.500 persone che vivono entro 150 metri
dal ciglio della frana che si è enormemente
estesa.





Il vero problema dopo il verificarsi di qualsiasi evento catastrofico e’ sempre stato di selezionare e scegliere fra le imbarazzanti quantità  di futuri suggeriti in alternativa. Su questo versante le capacità umane non sempre si sono dimostrate all’altezza della situazione. Vero che il noto economista americano Julian L. Simon ha scritto: “una previsione basata su dati passati può essere solida se si rivela ragionevole partire dal presupposto che passato e futuro appartengono allo stesso universo statistico”. Questo commento è particolarmente importante nell’intento urbanistico che ci proponiamo di perseguire per alcune pagine del blog. E’ importante anche perché i cambiamenti che hanno interessato gli strumenti d’osservazione tradizionali sono tanti e significativi.

(Segue)

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