StatCounter

giovedì 19 febbraio 2026

Letteratura (17)

 Ancora
Il rapporto di Giuseppe Ungaretti
con il Futurismo e l’anarchismo
si concentra principalmente  nella
sua giovinezza e nel periodo
precedente la Prima Guerra
Mondiale, caratterizzato da una
ricerca di rottura.

 Il 
futurismo e l'anarchismo
hanno rappresentato per
Ungaretti una "fase di rottura"
necessaria per liberarsi
dalla tradizione ottocentesca,
ma la sua vera vocazione
poetica ha preso presto
una direzione diversa, più
intima, tragica ed essenziale.

Nonostante la vicinanza, la
poesia di Ungaretti si
distingue per una ricerca
di essenzialità e "parola
pura" (che lo porterà
all'ermetismo) piuttosto
che per il futurismo
rumoroso di Marinetti.











 

Futurista e anarchico. Le prime poesie edite di Ungaretti appaiono nel 1915 su “Lacerba”, rivista dei futuristi, e su “La critica magistrale”, periodico animato da Franco Ciarlantini, esponente di un sindacalismo rivoluzionario e con venature anarchiche che, poi, però confluira’ nel tormentone del fascismo.

- - -

“Nella sua risoluta vocazione poetica, nella sua formazione letteraria tra “La Voce” e “L’acerba” porto’ un contatto più diretto  più rischiose correnti poetiche d’Europa: quelle che fanno della poesia sguardo conoscitivo, e totalmente conoscitivo;  e perciò riuscì a trafilare in se’ un’esperienza assai varia, a farla fruttare.

Nel “gusto” del Novecento la forma ungarettiana sembra quella che, con più risolutezza, ha riassunto in sé il senso delle radicali ricerche del tempo e che essa s’individua per una specialissima problematica. La forma, in Ungaretti, sembra voler rifiutare ogni alterazione della situazione; e in Allegria l’identità tra  l’ “organismo di parole” in cui vive la poesia e la realtà della storia parve così, per la prima volta, stabilita nel nostro paese,  dal nostro tempo”.

La superiore riflessione è 

di L. Anceschi (1911-1995)

Nessun commento:

Posta un commento