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venerdì 27 febbraio 2026

Lo Sport

L’affare olimpico

Domenica 22 febbraio si sono conclusi i Giochi di Milano Cortina 2026 Il rapporto tra le antiche gare di Olimpia e quelle odierne — ampiamente evocato su tutti i media nei giorni scorsi — sa di inverosimile. 

= = = Differenza positiva a favore del presente è sicuramente  la partecipazione, nei Giochi di oggi, di atleti che di qualche loro disabilità fisica hanno fatto un punto di forza. Ci prepariamo infatti ad assistere alla Paralimpiade (6-15 marzo) nello stesso scenario di Milano Cortina: un evento che sarebbe stato impensabile nella società antica, dove la perfezione del corpo era un prerequisito per ogni altro tipo di eccellenza. 

= = = Altro aspetto positivo e’ la partecipazione delle donne, anticamente limitata a una gara di corsa in onore della dea Hera, a cui concorrevano solo ragazze nubili, presumibilmente provenienti da Sparta, alle quali soltanto non era interdetta l’esibizione della nudità atletica. 

Per il resto, nell’antica Grecia, gli atleti erano solo maschi che gareggiavano svestiti, forse in ossequio a quella «nudità rituale» connessa, fin da tempi remoti, alle pratiche di iniziazione legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta. 

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###C’e’ una distanza incolmabile tra l’Olimpiade di oggi e quelle che si svolgevano nell’Antica Grecia, ed è tutta  di tipo politico e risiede nel concetto di ekecheirìa (letteralmente «tenere le mani lontane dal nemico», la «tregua sacra» o «pace olimpica»): la scelta deliberata di sospendere le guerre. I Giochi imponevano il silenzio delle armi. Nelle Olimpiadi contemporanee permane una tragica convivenza con il fragore dei conflitti in corso. 

###Un’altra asimmetria è di tipo strutturale:  oggi, pulsa un indotto di milioni di euro in termini di diritti televisivi, sponsorizzazioni globali e trasformazioni urbanistiche. L’atleta — che a Olimpia veniva premiato con una corona di ulivo o di alloro, e nel migliore dei casi con un epinicio (un canto in onore della vittoria)è oggi diventato un brand. La vittoria non è più solo un valore etico, è una quotazione economica. 


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