Gli americani hanno scelto un uomo di estrema destra (un pari a Putin) e i timori di recessione, ampiamente alimentati dalle parole sconsiderate del presidente Donald Trump, cominciano a produrre i primi effetti, iniziando ad affossare le Borse U.S.
In qualche modo consequenziale, Milano ieri ha ceduto lo 0,95%, mantenendosi comunque sopra quota 38.000 punti, Parigi perde lo 0,9% e Francoforte l'1,75%,
Tesla cede il 14%, Nvidia il 5%; nel complesso, le «Magnifiche 7» - che includono anche Apple, Alphabet, Amazon, Meta Platforms e Microsoft - hanno perso il 5,8% e il 16% dall'inizio dell'anno.
I miliardari Trump e Musk (… viene da dire) stanno cominciando bene…. con Tesla che perde, come ricordato, il 15,43%, in scia al tonfo del Nasdaq (-4%).
La motivazione di quanto accaduto sta nella notizia che il colosso di auto elettriche fondato da Elon Musk cede e perde altro terreno in Cina: a febbraio ha quasi dimezzato le vendite a 30.688 veicoli (-49% annuo), per una quota di mercato nell'agguerrito settore delle e-car scesa di 4 punti percentuali al 3,9%.
Vedremo cosa accadrà oggi.
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