StatCounter

martedì 4 marzo 2025

I geni del male (1)

 Valter Tucci (psicologo, genetista e direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova).

Cosa ci rende umani? Con altre specie condividiamo un numero molto elevato di genitori e alcuni dei nostri comportamenti sono istintivi proprio come lo sono per altri animali sulla faccia delle Terra. Inoltre, molti processi cognitivi, quelli che ci permettono, per esempio, di trovare la soluzione di un rebus, di memorizzare  il volto di un aggressore o di capire quale sia il momento giusto per colpire un avversario sono, per molti aspetti, assai simili, tra tutti gli organismi che posseggono un cervello.

Tuttavia, rispetto alle altre specie, noi esseri umani possediamo una capacità  di ragionare molto più elevata, possiamo comunicare in modo preciso sensazioni e pensieri, per esempio attraverso diversi linguaggi, tutti ben elaborati; il tipo di interazioni e l'organizzazione sociale che abbiamo costruito ci hanno reso una specie unica nel regno animale.

Il male. La concezione che abbiamo del male è generata dal pensiero astratto dell'uomo. Non sappiamo se altri animali abbiano qualcosa di simile che gli passa per la testa, e anche se così fosse non abbiamo modo di saperlo. Siamo noi uomini e donne che riflettiamo, attraverso la filosofia, la religione oppure .. per mezzo della biologia, su un concetto che è stato creato dalle nostre menti durante l'evoluzione. Lo sviluppo nella nostra specie  di una mente elaborata  ha permesso di costruire un'idea di male come entità metafisica  sia di ragionarci sopra, attribuzione in ultima istanza ... di una connotazione negativa e morale.

Tuttavia, il male è riconoscibile in certi comportamenti ben precisi della nostra specie e di molte altre specie animali, anche assai lontane dalle nostre. Per esempio, nei movimenti di un moscerino della frutta, che quando decide di attaccare un suo simile, si appoggia prima sulle zambe posteriori e poi con uno scatto in avanti colpisce violentemente l'avversario con le zampe anteriori. Questi comportamenti aggressivi sono, tuttavia, spesso legati a un principio di sopravvivenza, che è fondamentale per ogni organismo animale presente nel nostro pianeta. Da questo punto di vista, per ogni individuo della nostra specie o di altre specie, presenti o estinte, il male è incarnato da un predatore dal quale bisogna fuggire quando si è attaccati, oppure, a volte, da u ambiente poco ospitale o povero di risorse. Questi ultimi esempi sono un'accezione,  se vogliamo, molto poco astratta e all'apparenza un po' lontana dall'inconsistenza del male alla quale siamo abituati.

...segue

... 

Nessun commento:

Posta un commento