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Piano per il rearm UE |
L’intenzione sarebbe, e’, di dirottare il risparmio che giace nelle banche in direzione delle industrie europee, mobilitare quei depositi in attività produttive.
Nuovi investimenti per 350 miliardi
«Con la proposta del 20 marzo per un’Unione del risparmio e degli investimenti stiamo ottenendo una doppia vittoria - ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - Le famiglie avranno maggiori e più sicure opportunità di investire nei mercati dei capitali per aumentare la propria ricchezza. Allo stesso tempo, le aziende avranno un accesso più facile al capitale per innovare, crescere e creare buoni posti di lavoro in Europa». Secondo un’analisi della Banca centrale europea (ricordata sopra), l’Unione dispone di circa 10.000 miliardi di euro in risparmi depositati presso le banche, in conti che rendono meno rispetto agli investimenti nei mercati. Si tratta di una risorsa che, se investita meglio, potrebbe generare fino a 350 miliardi di euro l’anno in nuovi investimenti secondo i calcoli della Commissione.
In Italia, su un totale della ricchezza finanziaria stimata dalla Banca d’Italia a fine 2024 in un valore superiore ai 5.500 miliardi, la quota detenuta in liquidità e conti correnti, a rendimento bassissimo (lo 0,82% annuo secondo dati Abi di febbraio), ammontava a circa 1.360 miliardi. Mentre il rapporto di Enrico Letta sul futuro del mercato unico ha messo in luce che «ogni anno più di 300 miliardi di euro lasciano l’Europa per investire negli Stati Uniti perché il mercato europeo è frammentato».
Il risparmio europeo, risorsa preziosa
«Gli europei sono tra i migliori risparmiatori al mondo, ma molti dei loro risparmi sono depositati in conti deposito a basso rendimento - ha detto Maria Luís Albuquerque, Commissaria per i servizi finanziari e l'Unione del risparmio e degli investimenti - Allo stesso tempo, l'Europa sta lottando per soddisfare le sue esigenze di investimento. Con la SIU, possiamo creare un circolo virtuoso a vantaggio sia dei cittadini che delle aziende, aiutando gli europei a ottenere un rendimento migliore sui loro risparmi duramente guadagnati, apportando al contempo investimenti sostanziali nell' economia».
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Conclusioni sull'Ucraina adottate a 26
Le conclusioni sull'Ucraina sono state adottate a 26 al vertice Ue di Bruxelles, secondo la modalità del consiglio straordinario di due settimane fa, aggirando il veto di Budapest.
I leader europei, dopo lo scambio di vedute con Volodymyr Zelensky, hanno discusso della situazione sul campo in Ucraina e dello stato di avanzamento dei colloqui guidati dagli Stati Uniti. "È stata condivisa l'opinione che al momento non siano in corso veri e propri negoziati", assicura un alto funzionario europeo. I leader si sono anche confrontati poi "sui modi migliori per influenzare" questo processo e hanno condiviso un "forte accordo", come risulta dalle conclusioni a 26, sulla necessità di "continuare a sostenere l'Ucraina politicamente e militarmente".
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