La cultura giudaica ed il primo Cristianesimo (2)
Marcione e le “Antitesi” tra legge e Vangelo. Marcione, o per un Paolini o esasperato o per concezione di tipo gnostico, vede un contrasto insanabile tra la Legge di Mose’ che esige la giustizia e il Vangelo di Gesù che proclama la grazia, tra quella che era la Scrittura dei Giudici (l’Antico Testamento) e quella che dovrebbe essere la Scrittura dei Cristiani (il Nuovo Testamento), anzi tra il Dio stesso invocato dai Giudei, creatore e giusto, e il Dio proclamato da Gesù Cristo, redentore e misericordioso. Da un lato perciò indica in un suo scritto perduto tutte le Angitesi che possono ravvisarsi tra Legge (giudaica) e Vangelo (cristiano, dall’altro propone di accettare come normativi (canonici) solo alcuni dei libri apostolici (Paolo in primo luogo, e poi Luca, in quanto meno giudaico), respingendo invece quelli che appaiono ancora troppo legati al giudaismo.
Il Dio di Gesù Cristo e quindi dei cristiani non è altri che il Dio creatore dell’Antico Testamento. La Scrittura giudaica è perciò anche essa parola di Dio. Il contenuto essenziale dell’Antico Testamento sta nell’avere preannunciato la venuta di Cristo. Gli eventi e le istituzioni del popolo giudaico sono soltanto il “tipo”, l’abbozzo delle realtà future. Tutto l’Antico Testamento è in realtà una grande profezia di Cristo. La Legge mosaica ha fatto perciò il suo tempo e non vincola più i cristiani. Esso, quindi, è conservato nel cristianesimo, ma solo come la sua necessaria preparazione.
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Michel Stavrou
La Chiesa realizza il connubio tra il Creatore e la sua creazione nella trasfigurazione del creato in corpo di Cristo, attraverso i misteri-sacramenti.
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