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mercoledì 30 marzo 2022

Era il 30 marzo

 1492

Ferdinando II d’Aragona e Isabella I di Castiglia firmano un decreto teso ad espellere gli ebrei dalla Spagna salvo una loro conversione al cattolicesimo.

La genesi di questo decreto e la sua attuazione si inseriscono in un contesto preciso, quello della Spagna negli ultimi anni del XV secolo, caratterizzato da una politica antisemita e da una propaganda, condotta dai sovrani, indirizzata a realizzare una “Reconquista” cattolica della penisola iberica. L’omogeneità religiosa era finalizzata a rafforzare uno Stato che si stava avviando verso una progressiva unificazione, raggiunta a partire dagli ultimi decenni del XV secolo.

La Spagna, infatti, nel corso del Quattrocento, era divisa in tre grandi regni:

  1. Regno di Aragona: comprendente l’ampia fascia costiera affacciata sul Mediterraneo;
  2. Il Regno di Navarra: il territorio più piccolo e confinante con la Francia, nell’area settentrionale della Spagna;
  3. Il Regno di Castigliae Léon: il Regno più vasto, comprendente la zona settentrionale bagnata dall’Oceano Atlantico, l’area centrale della Spagna, la regione meridionale confinante con il Regno di Granada.

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