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giovedì 31 marzo 2022

Italia - Russia. Draghi parla al telefono con Putin

Ieri il Presidente Draghi ha conversato al telefono per quarantacinque minuti con Putin. Dal punto di vista russo la conversazione è sintetizzabile così: «Putin ha riferito sugli sviluppi dei negoziati di ieri a Istanbul tra le delegazioni di Mosca e Kiev e sulla richiesta di Mosca di pagare in rubli le forniture di gas». 

 Un così breve comunicato russo viene inteso in vari modi dalla stampa occidentale. Chi lo intende come segnale che potrebbe apparire incoraggiante nel senso  che Mosca si ritiene soddisfatta per i negoziati di Istanbul, ma anche per l’ipotesi di una serie di garanzie internazionali vincolanti sullo status di neutralità dell’Ucraina e per la possibilità che Kiev non chieda più di entrare nell’Unione europea.

 Sullo status del Donbas e della Crimea sembrerebbe che si sia dedicato poco tempo nel corso della conversazione. Così come Macron e altri leader internazionali anche Draghi ha chiesto che vengano messi in sicurezza i corridoi umanitari e di fare di tutto perché ciò avvenga. 

Nella nota italiana, si evidenziano almeno due punti, sui quali ha insistito il capo del governo: la necessità di un cessate il fuoco e i contorni di un accordo sostenuto da garanzie internazionali di sicurezza per entrambe la parti, un accordo di cui l’Italia potrebbe far parte insieme ad altri attori internazionali, dai membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu ad altri Stati di peso geopolitico inferiore, dalla Turchia al Canada.

Draghi avrebbe anche chiesto a Putin dei segnali tangibili di un rallentamento delle operazioni militari, delle loro intensità ed ampiezza. Nel comunicato di Palazzo Chigi il messaggio viene delineato in questo modo: «Il presidente del Consiglio ha ribadito la disponibilità del governo italiano a contribuire al processo di pace, in presenza di chiari segni di de-escalation da parte della Russia. Al centro del colloquio — viene aggiunto nella dichiarazione — l’andamento del negoziato tra la Russia e l’Ucraina e i suoi ultimi sviluppi. Il presidente Draghi ha sottolineato l’importanza di stabilire quanto prima un cessate il fuoco, per proteggere la popolazione civile e sostenere lo sforzo negoziale». Inoltre, «Putin ha descritto il sistema dei pagamenti del gas russo in rubli». Draghi e Putin «hanno concordato sull’opportunità di mantenersi in contatto». Un altro colloquio potrebbe tenersi già la prossima settimana.

Da parte russa i quarantacinque minuti di conversazione vengono invece ridotti ai due concetti sopra riportati: «Putin ha riferito sugli sviluppi dei negoziati di ieri a Istanbul tra le delegazioni di Mosca e Kiev e sulla richiesta di Mosca di pagare in rubli le forniture di gas». 

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