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lunedì 14 marzo 2022

Noi gente del XXI secolo. Motivi per riflettere

     Detti e Fatti

(ANSA) Le forze russe hanno fatto saltare in aria delle munizioni vicino all'Unità G1 della centrale nucleare di Zaporizhzhya che avevano sequestrato. Lo ha riferito il servizio stampa di Energoatom, l'azienda ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel Paese.

In Bielorussia è stato avvistato un grande convoglio di equipaggiamenti militari in transito verso il confine con l'Ucraina. Lo riporta l'agenzia ucraina Unian, citando un video di un testimone sul posto. Sempre più drammatica la situazione a Mariupol, dove si contano 2.500 vittime dall'inizio del conflitto.

"L'esercito russo conosce la localizzazione dei mercenari stranieri in Ucraina e condurrà raid chirurgici contro di loro", afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass. i primi 400 mercenari siriani arruolati dalla Russia sono arrivati ai confini dell'Ucraina, riporta l'agenzia ucraina Unian. Secondo l'osservatorio per i diritti umani in Siria, i miliziani arruolati nel Paese da Mosca sono più di 40mila. 

 Vincenzo Camporini, 75 anni, ex capo di Stato Maggiore della Difesa

«I russi sembravano certi che il loro esercito sarebbe stato accolto con spargimento di petali di rosa da parte della popolazione ucraina, che il governo ucraino sarebbe fuggito e che in 48 ore il problema sarebbe stato risolto: quindi non serviva una campagna pianificata».

«Se così è un segno di grande superficialità, ma anche che i servizi informativi russi hanno dato al presidente Putin informazioni non corrispondenti alla realtà sul terreno. In ogni organizzazione al capo piace sentirsi dire di sì, ma quello che è accaduto durante la famosa riunione del Consiglio di sicurezza nazionale in cui venne ridicolizzato il capo dei servizi di intelligence russi Sergei Naryshkin da parte di Putin è indicativo».

Francesco Paolo Figliuolo in qualità di comandante del Covi (Comando Operativo di Vertice Interforze)

«Io il 31 marzo voglio comunque passare la mano perché ho un incarico importante come comandante del Covi e mi voglio dedicare a quello». «Penso di aver fatto la mia parte, ho visto cose belle e cose meno belle ma basta così. Sono un tecnico e voglio rimanere un tecnico». «Perché ho scritto questo libro? Per lasciare traccia di quello che sono».

«Metà del libro parla di questa incredibile avventura che mi è capitata di fare come commissario straordinario - ha aggiunto il comandante - Così, se avrò dei nipotini, magari un giorno leggeranno cosa ha fatto il nonno».

Ramzan Kadyrovleader ceceno e fedelissimo di Putin

"L'altro giorno eravamo a circa 20 chilometri da voi nazisti, ora siamo ancora più vicino", afferma esortando le forze ucraine ad arrendersi o "vi finiremo"

Mikhail Shishkin, scrittore russo

«Per il mondo occidentale, questa guerra è iniziata la mattina del 24 febbraio. Ma la Russia di Putin è in guerra con l’Occidente già da molti anni e l’Occidente non ha voluto vederlo. Non c’è dittatura senza guerra. La dittatura ha sempre bisogno di nemici, il che significa anche guerra. La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l’intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent’anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell’istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all’estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell’Occidente, dell’America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l’Ucraina, dato che un’Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. Con gli ucraini abbiamo in comune un tragico passato, perché non costruire insieme un luminoso futuro libero? Se potevano farlo gli ucraini, allora anche i russi potevano, ma questo per Putin era del tutto inaccettabile. E ciò era assolutamente chiaro a chi vedeva dove Putin stava portando il paese, il regime che stava costruendo».

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