| Gli Atti degli Apostoli si compongono da 28 capitoli e narrano la storia della comunità cristiana dall'ascensione di Gesù (1,6-11) fino all'arrivo di Paolo a Roma (28,16), coprendo un periodo che spazia approssimativamente dal 30 al 63 d.C. Oltre che su Paolo, l'opera si sofferma diffusamente anche sull'operato dell'apostolo Pietro. |
Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”. Col supporto di più fonti libresche ci piace provare a cogliere il senso e le intenzioni che San Luca poneva nel progettare gli “Atti”. Lo faremo solo per alcune settimane e solamente per alcuni passaggi.
Lc 1,1-4:
1.Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti che si sono compiuti tra noi, 2. come ce li hanno trasmessi coloro che furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3. così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, 4. perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Colpisce sicuramente la forma linguistica di questo “prologo”. Per gli studiosi si tratta della lingua e della sintassi prettamente greche. San Luca mostra grande competenza linguistica e riesce a compiere collegamenti con la tradizione classica come pure con quella biblica e cristiana. Gli studiosi colgono l’enfasi di un lungo periodo elaborato come un tutto unitario. E’ riportato il “compimento”: pare di capire la sussistenza di un progetto divino che trova compimento nella Storia e culmina con la venuta di Gesù Cristo.
Rispetto ai predecessori San Luca sottolinea la novità della propria opera nella completezza e precisione della documentazione e nel carattere ordinato dell’esposizione.
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Informazione locale. Oggi 1 febbraio 2026, Mons. Raffaele De Angelis, Eparca di Piana degli Albanesi, alle 11,oo celebrerà il rito domenicale nella parrocchia contessiota della Favara. L’Eparchia di Piana degli Albanesi si compone di 16 parrocchie.
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Curiosità: nel Medioevo fu solo la Chiesa a mettere ai voti le sue più alte cariche.
Sin dall’alto Medioevo nella Chiesa tutte le più alte cariche iniziarono ad essere messe ai voti. A partire dal XII-XIII secolo, nell’ambito della cristianita’ latina, lo sviluppo delle istituzioni comunali e delle assemblee rappresentative di ogni tipo fu quasi universale. Le pratiche elettorali conobbero allora un’estensione massima, caratterizzata da forme molto varie.
Nella storia della civiltà, questo fenomeno, che non implicava necessariamente una promozione delle libertà politiche, costituisce una specificità dell’Occidente. Prima istituzione medievale, la Chiesa adottò l’elezione per la designazione ordinaria delle sue alte cariche fin dall’Alto Medioevo; eppure, essa fu per lungo tempo impermeabile e in fine ostile al progredire, nel mondo laico, dopo il 1200, di un certo controllo dei governanti da parte dei governati.
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