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giovedì 17 ottobre 2019

Riflessione e territorio. Che futuro per le piccole realtà municipali ?

Siamo -noi contessioti- fortunati; a dire di un amico che si occupa di territori, di valorizzazione e di sociologia avremmo una marcia in più per conoscere la via della crescita socio-economica.

L'esperienza purtroppo ci fa dire che noi, noi contessiti, la marcia in più non riusciamo ad ingranarla nonostante nei comizi e nelle campagne elettorali ne parliamo, ne forniamo obiettivi e possibilità.
La nostra peculiarità etnica -a quanto sembra- serve più per dibattere che per conseguire possibili risultati in termini occupazionali e di peculiarità da sfruttare a beneficio della nostra terra.
Sappiamo che prossimamente avremo in paese l'apertura di alcune strutture di ristoro/ospitalità. Ci auguriamo che pure esse riescano a cogliere la marcia in più che da contessioti possediamo. 

Con l'aiuto di collaboratori riporteremo su questa pagina più riflessioni e magari qualche sollecitazione a chi potrebbe e dovrebbe poter fare.

Poter sfruttare la peculiarità arbëreshe del nostro centro abitato, al netto delle difficoltà per raggiungerlo attraverso le strade già provinciali e consortili divenute oggi trazzere, secondo alcuni studi condensate persino in libri-tesi di laurea non deve continuare ad essere sottovaluta. Serve infatti passione, amore e fiducia secondo cui ciò che è diverso attira più dell'uniformità.

Per qualche tempo andremo avanti con semplici riflessioni affidate ad esterni.
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Contessa Entellina -1-
Serve anzitutto che gli abitanti di Contessa scoprano essi, in prima persona, le potenzialità di cui dispongono rispetto al mondo circostante. La sensazione che si coglie è infatti che i locali (i residenti) non abbiano conoscenza  delle opportunità legate agli aspetti sia culturali che ambientali -unici- che qui sussistono.

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