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domenica 3 marzo 2024

Storia del Cristianesimo

Brevi Riflessioni n. 8

  Una delle più rilevanti dottrine eterodosse (=in contrasto con l’affermazione ufficiale)  fu l’adozionismo che punto’ diritto nel negare la divinità di Cristo, limitandosi a riconoscergli semplicemente una qualche virtù superiore. Da questa questione, in ambito cristiano, iniziò a svilupparsi la teologia che condurrà al dogma trinitario. 

 Già in quel III secolo era stata sostanzialmente avviata la discussione su come conciliare l’indiscutibile unicità’ di Dio (punto fondamentale di reazione al politeismo pagano)  e la differenza tra Dio Padre e il suo Verbo.

 La scuola eterodossa (=in contrasto alla posizione ufficiale del movimento cristiano) che influì maggiormente fu quella del monarchianismo (= movimento teologico cristiano fiorito nel II e III secolo. Alla sua base stava l'unità del concetto di Dio che, di conseguenza, comportava la negazione della Trinità e della natura divina di Cristo.) in reazione all’adozionismo (= dottrina cristologica che fa di Gesù una creatura speciale, chiamata da Dio a una missione particolare, ma che resta su un piano inferiore rispetto al Creatore).

Figura intenta a sviluppare il monarchianismo fu Sabelio il quale negava la trinità delle persone divine e sosteneva la dottrina secondo cui il Figlio e lo Spirito Santo non sarebbero persone distinte ma soltanto modi di manifestarsi dell'unico Dio, il Padre.

 La Chiesa e gli studiosi, per opporsi agli errori che andavano diffondendosi, non manco’ di passare all’errore opposto. Per salvare l’unicità di Dio, essendo inevitabilmente Cristo distinto dal Padre, un sacerdote dell’allora autorevole Chiesa di Alessandria, Ario, teorizzò la diseguaglianza tra il Padre ed il Figlio negando là divinità di Cristo, figura dalla natura umana.

 Si arriverà così nel 325 al Concilio di Nicea, quando l'arianesimo sarà condannato  e verrà definita l'ortodossia, secondo cui il Figlio e il Padre sono consustanziali.

(segue)

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Georgia Florovskij (teologo russo: 9 settembre 1893, Odessa, Ucraina -11 agosto 1979, Princeton, New Jersey, Stati Uniti):

Il Cristianesimo è esistito sin dall’inizio  come una realtà corporativa, come comunità. Essere cristiano voleva dire appartenere  alla comunità. Nessuno poteva essere cristiano da solo, come individuo separato, ma solo insieme ai “fratelli”, solo in unione con loro: Unus christianus - nullus christianus. 

Le convinzioni personali e persino lo stile di vita non bastano a fare di una persona un cristiano. L’esistenza cristiana presume e sottintende l’adesione, l’appartenenza alla comunità.

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