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venerdì 29 marzo 2024

Storia e Cristianesimo

 Crocifissione e sepoltura

Dal giorno di crocifissione di Gesu’ cesso’ con lui il suo ministero. Gli storici calcolano la durata di quella missione in più o meno diciotto mesi. La conclusione della predicazione diede avvio, sempre secondo gli storici, alla diffusione del movimento cristiano che, da fatto ebraico che era stato, si pone adesso come orizzonte l’intero territorio pagano dell’Impero Romano. Proprio la crocifissione, condanna destinata ai peggiori criminali dell’epoca ( che fossero nemici dell’Impero o pirati o schiavi ribelli), veniva molto spettacolarizzata per ricordare ai potenziali sovversivi dell’ordine costituito chi fosse a detenere il Potere.

Il sistema del crocifiggere, come ci viene riportato dagli storici, non seguiva criteri standard. Variava in base alle condizioni e alle risorse dei territori dove il governo di Roma era arrivato. In una regione come la Giudea, dove il legno adatto a sostenere un uomo non era abbondante, i Romani erano soliti usare sempre lo stesso palo posizionato fuori dalle mura cittadine. Questa circostanza fa ancora dire agli storici che Gesu’ ed i condannati  con lui non trasportarono una croce intera, ma la trave orizzontale. Sempre gli studiosi e gli archeologi fanno notare che i chiodi abitualmente non venivano conficcati nei palmi delle mani ma appena sotto i polsi. I piedi venivano inchiodati in maniera diversa e talvolta per entrambi -sovrapposti- si usava un unico lungo chiodo. In quelle condizioni la morte avveniva per asfissia. Il Vangelo di San Giovanni da parte sua fa sapere (19,32)  che i Romani per accelerare la morte dei crocifissi,  prima che arrivasse il tramonto, erano soliti spezzare le gambe dei crocifissi.

Il Vangelo di San Marco (15,22) fa sapere che il luogo delle esecuzioni nell’area di Gerusalemme era il “Golgota” (=luogo del cranio) e alcuni studiosi  evocano la pratica romana di gettare i corpi dei condannati in un canale di scolo o in una fossa comune nelle vicinanze.

(Segue)

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