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martedì 5 marzo 2024

Aree interne della Sicilia. Mancano i giovani, e i pochi presenti vivono di risorse p.a.

 Il solo rimboschimento non porta riscatto

Contessa Entellina

Il quartiere che abbiamo
voluto riportare sulla
pagina odierna del Blog,
nel tempo andato, veniva
denominato “Zona Ponte”.

Ai nostri giorni lo
slargo e’ stato dedicato
al dottor Giuseppe Amico,
figura di medico condotto
e ufficiale sanitario
molto apprezzata nei
decenni della seconda
metà del Novecento.

 Girare lungo le strade principali, gli assi del vecchio o del nuovo centro di Contessa Entellina, in qualsiasi orario della giornata, alimenta sconforto. Le nuove abitazioni del post terremoto 1968 sono sistematicamente chiuse, serrate. Tantissime perché disabitate in quanto i proprietari risultano all’estero o nel resto dell’Italia per ragioni di lavoro, ed altre perché occupate da anziani e/o invalidi che in un contesto di cittadinanza sparpagliata fra vecchia e nuova zona abitata preferiscono stare serrati in casa per difendersi da improbabili (o probabili?) malintenzionati.

 Quanto registriamo in termini di realtà fantasma, di centro disabitato, o comunque di realtà di residenza di pensionati, non riguarda solamente Contessa Entellina.

  La gran parte dei paesi della Valle del Belice, quelli che sulla carta stanno sotto i duemila abitanti condividono lo stesso destino: paesi del silenzio, paesi di anziani, paesi dell'inerzia socio-culturale,   

 La realtà è già discretamente diversa a pochi chilometri di distanza, a Sambuca di Sicilia, dove i segnali di vitalità umana, sociale e di fiducia nel domani si colgono e sono guidate da individui, da figure riconosciute come "promotrici" di vitalità in ottica culturale, sociale e pure di investimenti in attività economiche.

Certo, quando scriviamo di realtà fantasma su più realtà di vita della Valle, non siamo ancora alla situazione di borgo Schiro’, nel territorio di Monreale ma molto prossimo ai paesi del Corleonese, dove insistono 8 edifici comprendenti scuola, canonica e chiesa e una trentina di alloggi privati. Quella realtà comunitaria iniziò a spopolarsi -alla lettera- intorno agli anni ’70 del Novecento, anche se il sacerdote ci viene segnalato terminò di celebrare la messa giornaliera nel duemila per assenza assoluta di fedeli residenti.

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