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lunedì 3 febbraio 2020

3 Febbraio

Il 3 Febbraio 1991 ciò che ancora resiste di ciò che era stato il Partito Comunista Italiano nel dopoguerra decide di abbandonare ogni vecchio richiamo all'ideologia comunista, non solo nella prassi politica ma anche nella denominazione, e diventa Partito Democratico della Sinistra. 
Una piccola ala di nostalgici dà -comunque-  vita al Partito della Rifondazione Comunista.

Probabilmente la vicenda ex-comunista in Italia, in origine -negli anni venti- staccatosi dal Partito Socialista Italiano, è unica in Europa per essere mutata così tanto nel giro di pochissmi anni, dalla svolta della Bolognina di quel febbrai ’91, che sancì la fine del PCI e poi la creazione del Partito Democratico del 2007. Lungo il percorso l'ex pci ha incrociato per breve periodo persino la denominazine Democratici di Sinistra (Ds) prima di arrivare -appunto- alla denominazone PD (Partito Demcratico).

Da Partito (che predicava alla sua alba, negli anni venti del 900', dobbiamo fare come in Russia) il Pd odierno è apertamente atlantista, europeista e membro importante del Partito Socialista Europeo.
In Italia esso punta, con ovvie difficoltà, ad aggregare nel suo seno tutte le anime di Centro-Sinistra. Vi è però chi -in questi giorni- in  esso coglie più contradizioni avendo esso manifestato opzione per una legge elettorale proporzionale. Legge che non stimolerà vviamnte le aggregazioni.

Oggi esso sul pian politico  incarna, incredibile da immaginarlo pochi decenni fa, il filone  conomico/culturale "liberista" nel nostro paese, contro il centro-destra posizionato, invece, nel ruolo  "sovranista".

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