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giovedì 21 gennaio 2021

Una foto alla settimana: dalla piazza vera a quella virtuale

 

La piazza, il luogo di ritrovo, d’incontro (e pure di scontro). 
Li si apprendeva delle fortune e dei guai di ciascuno dei paesani. Si veniva a conoscenza degli innamoramenti, delle nascite e delle emigrazioni.  Lì si elogiavano iniziative e si intentavano magari animosamente cause di diritto civile e pure penali. Tutto avveniva con i commenti e i giudizi fra paesani.

 In piazza avvenivano cortei di rimostranza, comizi elettorali, si giocava a carte davanti ai bar e alle sedi dei circoli e delle sezioni di partito. In piazza si compivano (nascevano e si concludevano) i fatti -pure personali- della storia complessiva paesana.

 Nel piccoli centri rurali di Sicilia la piazza  era il luogo di diffusione delle notizie (primordiale sito, alla facebook), e lì la gente andava e dibatteva per assumere parte attiva alla vita sociale paesana. 

La gente usciva da se stessa e stava fisicamente con gli altri. Oggi stiamo invece al cospetto di facebook, whatsapp e.... 

La piazza di Contessa Entellina, al pari di quella di Bisacquino o altrove  è adesso vuota e colma di automobili parcheggiate ed intrisa di malinconia. E non è solo colpa del coronavirus; non è più colma di gente da un paio di decenni, forse da quando di una sua foto con gente seduta davanti ai circoli ne abbiamo fatto la testata del Blog, di questo Blog. Li ciascuno declinava allora dal suo punto di vista le impressioni sociali e non si era -allora- affatto artificiali, come spesso capita adesso quando si partecipa alle piazze virtuali.

C’era movimento, fervore, ordinata confusione; c'era -in piazza- senso, anche se l'impressione di chi era "estraneo" era di disordine collettivo.

Andando indietro negli anni in quello spazio della "piazza" siciliana si dissipavano i rancori e si riunivano "uomini", cittadini; si donavano occasioni di confronto politico e di cultura. Cultura di piazza, non meno valida di quella dei salotti, divulgativa, certo.

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